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Bim nella riforma appalti, gli ingegneri di Milano: “Ottima idea, ma defiscalizziamo la formazione”

Positivo il commento dell'Ordine ingegneri di Milano alle novità introdotte dalla riforma appalti. Ma sul Bim si chiede un sostegno alla formazione dei professionisti

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L’introduzione del Building Information Modeling, ma anche il ritorno alle gare di progettazione e l’eliminazione della possibilità dell’appaltatore di nominare il direttore lavori: sono queste le principali novità positive della riforma appalti, approvata definitivamente dal Parlamento, secondo il parere dell’Ing. Stefano Calzolari – Presidente Ordine degli Ingegneri Milano e dell’Ing. Bruno Finzi, presidente della Commissione Strutture dello stesso ordine.

La riforma “riporta al centro il ruolo del professionista attraverso la volontà di favorire gare di progettazione rispetto a gare d’appalto integrate le quali – per loro natura – impongono procedure di aggiudicazione legate al massimo ribasso” si legge in una nota dell’Ordine. “Questo passaggio così importante vedrà maggiormente premiata e riconosciuta la centralità e qualità dei progetti”.

In merito al Bim, l’Ordine meneghino sostiene che esso “permetterà una sensibile riduzione delle richieste di varianti e relativi contenziosi”, sebbene “a fronte di questa introduzione – che tuttavia richiede ai professionisti un forte investimento culturale – è necessario che vengano mantenute le promesse relative alla defiscalizzazione legata alla formazione e istruzione”.

Se ciò non accadesse, affermano gli ingegneri, “il sistema non reggerebbe, tenuto conto della già complessa situazione che il mondo professionale degli ingegneri deve quotidianamente affrontare”. Ciò, ovviamente, considerando soprattutto la la situazione retributiva degli ingegneri, spesso assimilabile a quella di un impiegato ordinario.

Tornando alle altre novità, come già detto, Calzolari e Finzi salutano con positività anche l’eliminazione della facoltà all’Appaltatore di nominare (e ricoprire) il ruolo fondamentale di direzione lavori, garantendo così “quella terzietà necessaria e indispensabile per il buon svolgimento delle opere”. Una novità che, ci si augura, aprirà maggiori opportunità di lavoro per i professionisti.

Infine, riguardo la volontà di passare a gare solo telematiche, “risulta importante che il Governo ben specifichi in sede di redazione dei dispositivi attuativi, come ciò riguardi il solo invio telematico dei documenti (cosa indubbiamente meritevole), ma non la compilazione on line delle offerte di gara perché ciò indurrebbe – in forma indiretta – un ritorno a gare al massimo ribasso”, conclude la nota.

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