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Codice Appalti, ecco il decreto “correttivo”

Il testo “correttivo” del Codice Appalti contiene 84 articoli e attualmente è al vaglio del Consiglio dei Ministri

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Arriva il decreto “Correttivo” al nuovo Codice appalti. Il Ministero delle Infrastrutture ha diffuso la bozza del decreto – attualmente al vaglio del Consiglio dei Ministri – composta da 84 articoli che prevedono numerose correzioni ai 220 articoli del D.Lgs. n. 50/2016.
Le modifiche hanno essenzialmente l’obiettivo di migliorare l’impianto normativo rendendolo più omogeneo, chiaro e allo stesso tempo esaustivo.

Per quanto concerne l’iter per l’approvazione, dopo una prima nota informativa del Consiglio dei Ministri, il testo sarà sottoposto ad una serie di operatori del mercato, per verificarne l’efficacia e la rispondenza alle esigenze delle categorie coinvolte. Successivamente ecco un nuovo passaggio in Consiglio dei Ministri. Dopo il primo via libera del Governo, il provvedimento sarà trasmesso al Consiglio di Stato, alle Commissioni parlamentari e alla Conferenza unificata, per i necessari pareri, per essere poi definitivamente approvato dopo il secondo esame del Governo.
Ma quali sono, in sintesi, le principali novità della bozza di decreto correttivo? Eccole, in sintesi.

Appalto integrato
Gli affidatari di incarichi di progettazione potranno essere anche affidatari degli appalti, nonché degli eventuali subappalti o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attività di progettazione. In tal modo, potrà essere affidata all’impresa di costruzione anche la parte della progettazione. Diventa pertanto possibile mandare in gara il progetto definitivo (invece di quello esecutivo) per gli appalti a prevalente contenuto tecnologico e nei casi di somma urgenza. L’istituto dell’appalto integrato potrà essere utilizzato sia per le opere di manutenzione che per i progetti definitivi approvati al momento dell’entrata in vigore del nuovo Codice.

Certificato di regolare esecuzione
Per i lavori di importo fino a 500 mila euro e per servizi e le forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie, il certificato di collaudo sarà sostituito dal certificato di regolare esecuzione. Per i lavori di importo pari o superiore a 500 mila euro e non eccedente 1 milione sarà invece facoltà della stazione appaltante sostituire il certificato di collaudo con il certificato di regolare esecuzione.

Commissioni giudicatrici
Per quanto attiene al funzionamento delle commissioni giudicatrici, sono previste delle modifiche agli artt. 77 e 78 del Codice.
In particolare, si prevede che – per i lavori di importo inferiore a 1 milione di euro, nonché per quelli che non presentano particolari difficoltà, e per i contratti di servizi e di forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie – la stazione appaltante possa nominare solo alcuni componenti interni con esclusione però del presidente che dovrà invece essere nominato tra gli esperti iscritti all’albo tenuto dall’ANAC, fermo restando il rispetto del principio di rotazione.
Inoltre, al fine di ridurre le spese di trasferta, l’albo dei componenti delle commissioni giudicatrici sarà articolato su base regionale.

Contratti di appalto: le penali
I contratti di appalto prevederanno penali per il ritardo nell’esecuzione delle prestazioni contrattuali da parte dell’appaltatore. Le penali saranno commisurate ai giorni di ritardo e conteggiate in maniera proporzionale rispetto all’importo del contratto. Le penali dovute per il ritardato adempimento sono calcolate in misura giornaliera compresa tra lo 0,3‰ e l’1‰ dell’ammontare netto contrattuale, e comunque complessivamente non superiore al 10%, da determinare in relazione all’entità delle conseguenze legate all’eventuale ritardo.

L’anticipazione sul prezzo
L’anticipazione sul prezzo pari al 20% potrà essere corrisposta all’appaltatore ai sensi dell’art. 35, comma 18, del D.Lgs. n. 50/2016, e sarà calcolata sul valore del contratto di appalto.

Le modifiche al subappalto
In materia di subappalto sono previste delle modifiche all’art. 105 del Codice. In particolare, si chiarisce che il limite del 30% è da riferirsi all’importo della lavorazione prevalente e non al valore complessivo dei lavori (come avveniva prima della riforma).
Inoltre, ecco la decadenza dell’obbligo per i concorrenti di indicare già in fase di presentazione dell’offerta almeno 3 subappaltatori, prevedendo che i nominativi potranno essere dichiarati al momento della stipula del contratto.
Da menzionare la soppressione dell’obbligo per il concorrente di dimostrare l’assenza in capo ai subappaltatori dei motivi di esclusione di cui all’art. 80.

Procedure di somma urgenza e di protezione civile
I lavori concernenti la somma urgenza potranno essere realizzati per rimuovere lo stato di pregiudizio non solo alla pubblica incolumità ma anche alla sicurezza privata.
Inoltre, con riferimento alle norme di Protezione civile, sarà estesa l’applicazione a tutti gli eventi naturali e non solo, come previsto al momento, alle calamità naturali.

Progettazione in due fasi
Per le stazioni appaltanti ecco l’obbligo di utilizzare le tabelle dei corrispettivi approvate con il D. Min. Giustizia 17 giugno 2016.
Inoltre, sono state previste maggiori tutele economiche per i progettisti:
– obbligo per le stazioni appaltanti di pagare i professionisti, a prescindere dall’ottenimento del finanziamento per l’opera progettata;
– divieto per la stazione appaltante di sostituire il corrispettivo con forme di sponsorizzazione o di rimborso.
Altra novità: il progetto di fattibilità potrà essere redatto in 2 fasi successive, la prima delle quali denominata “documento di fattibilità delle alternative progettuali”. Ciò consente di agevolare le amministrazioni nella fase di programmazione e di ripartire l’impegno economico in due fasi progettuali, in considerazione del fatto che come concepito nel nuovo Codice, il progetto di fattibilità costituisce un livello di progettazione molto ampio e complesso, che comporta tra l’altro un notevole dispendio di risorse economiche non sempre disponibili in questa fase.

RUP
Per quanto riguarda le linee guida sul RUP, l’ANAC definirà l’importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il RUP potrà coincidere con il progettista o con il direttore dei lavori.

Sistema unico di qualificazione
In merito al “Sistema unico di qualificazione degli esecutori di lavori pubblici”, previsto dall’art. 84 del Codice, le imprese, per dimostrare di possedere i requisiti di capacità economica-finanziaria e tecnica-professionale, potranno prendere a riferimento il decennio antecendente la data di sottoscrizione del contratto con la SOA per il conseguimento della qualificazione. Inoltre, relativamente ai requisiti aggiuntivi, che la stazione appaltante può richiedere per i lavori di importo superiore a 20 milioni di Euro, si prevede che la cifra d’affari pari a due volte l’importo a base di gara possa essere dimostrata prendendo a riferimento lavori realizzati “mediante attività diretta e indiretta” in almeno cinque dei dieci anni antecedenti.

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