Come nasce un nucleo operativo per l’emergenza? L’esempio milanese | Ingegneri.info

Come nasce un nucleo operativo per l’emergenza? L’esempio milanese

L’Ordine ingegneri di Milano ha formato un suo nucleo operativo per fornire supporto all’emergenza sismica. Parliamo con l’ing. Giuliano e l’ing. Cagelli, che ci raccontano le motivazioni alla base dell’iniziativa e come è stata l’esperienza dei turni di sopralluogo

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Il sisma in Emilia nel 2012 ha visto per la prima volta in campo una struttura organizzata di tecnici in campo per decretare l’agibilità post sismica delle costruzioni colpite dal sisma. Dopo quattro anni il Centro Italia è stato colpito da una serie di scosse sismiche che hanno letteralmente messo in crisi le costruzioni esistenti e gli aggregati edilizi. Infine l’evento sismico sull’isola di Ischia.

Il 18 ottobre 2014 fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto recante il titolo “Istituzione del Nucleo Tecnico Nazionale (Ntn) per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post-sismica e approvazione dell’aggiornamento del modello per il rilevamento dei danni, pronto intervento e agibilità per edifici ordinari nell’emergenza post-sismica e del relativo manuale di compilazione”, tale istituzione provvedeva al riconoscimento di tecnici abilitati volontari che svolgevano in fase post-emergenza attività di sopralluogo e decretavano al termine l’agibilità o meno della costruzione.
Per quanto concerne gli ingegneri, attraverso un’emanazione del C.N.I è stato istituito I.P.E. (Ingegneri per la Prevenzione e le Emergenze) con l’intento di valorizzare la cultura della sicurezza e della prevenzione negli ambiti di attività specifiche dell’Ingegnere agendo a supporto della Protezione Civile nella gestione delle calamità naturali e nella tutela e messa in sicurezza del territorio. È stata costituita nel 2013 con atto registrato nel gennaio 2016 ed opera nell’ambito delle attività di Protezione Civile, su base personale e volontaria dei soci, senza fini di lucro.
IPE nasce e si sviluppa in collaborazione con gli Ordini professionali territoriali e con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Lo statuto dell’associazione prevede un Consiglio Direttivo nazionale ed una forte presenza territoriale tramite la creazione di Sezioni Operative coordinate dal Coordinamento Regionale i cui Coordinatori fanno parte del Coordinamento Nazionale.

Attualmente gestisce tutta la logistica in area sisma per le squadre di ingegneri che offrono la propria azione di volontariato.
L’organizzazione territoriale è strutturata essenzialmente su tre livelli principali: un Coordinamento Nazionale, un Coordinamento Regionale ed infine le Sezioni Operative che sono istituite presso i vari Ordini Provinciali, che a loro volta sono i principali finanziatori dell’associazione.

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Come nasce il nucleo operativo di un ordine professionale?
Alcuni ordini provinciali sono riusciti prima del 2016 a costituire il proprio nucleo operativo, altri lo hanno creato durante l’emergenza sismica in Centro Italia, è il caso ad esempio dell’Ordine degli Ingegneri di Milano, che ha formato il proprio nucleo operativo a dicembre 2016 ed il cui Responsabile Operativo è l’ing. Giuliani, che ci illustra quanto accaduto a Milano.
All’interno di ogni Sezione Operativa è presente un Responsabile Operativo che dovrà organizzare, dirigere e gestire gli associati, rendicontando l’operato al Coordinamento Regionale”.

Deve essere presente un numero minimo di soggetti abilitati AEDES?
Per attivare una Sezione Operativa servono almeno 10 tecnici abilitati. A Milano ci siamo trovati in 16. La Sezione Operativa si riunisce una volta al mese per dibattere di corsi di formazione, contatti con gli Enti, organizzazione di incontri. Un gruppo ristretto si riunisce invece settimanalmente per predisporre il materiale in discussione, ipotizzare nuove iniziative, coordinarsi con gli altri enti che concorrono alla Protezione Civile.
Un aspetto è importante: se alcuni Ordini non formano la Sezione Operativa, gli iscritti possono appoggiarsi nel frattempo ad una Sezione Operativa esistente. Quello che è già successo al nostro gruppo, che accoglie colleghi di altri Ordini”. Invito quindi i colleghi che volessero partecipare alle attività di IPE ad unirsi alle sezioni Operative attive il cui elenco potete trovare al seguente link.

Quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto a formare il Nucleo di Milano?
Sono le stesse che ci hanno spinto a prendere parte sin da subito alle attività in area: desiderio di mettere a disposizione le nostre competenze per connazionali che si trovavano in difficoltà, ridurre al massimo i disagi delle popolazioni colpite, sano senso del dovere. Ma le discussioni, sin dalle prime serate trascorse insieme dopo i sopralluoghi, riguardavano la prevenzione: evitare di ritrovarsi in situazioni così difficili. Anche ora che l’emergenza sta finendo, la nostra Sezione Operativa è impegnata nell’avviare attività di prevenzione all’interno della Città metropolitana di Milano, sia tramite serate informative, sia tramite la sottoscrizione di accordi con gli Enti Pubblici tesi ad effettuare attività propedeutiche alle analisi di vulnerabilità degli immobili pubblici”.

Chi può fare parte del Nucleo operativo istituito dall’ordine?
L’associazione IPE è basata su professionisti con competenze specifiche che siano in grado di intervenire poco dopo le emergenze per definire l’entità dei problemi, valutare gli effetti dell’emergenza sulle strutture, siano esse abitazioni, scuole, industrie. Ho parlato di emergenza e non solo di sisma in quanto l’associazione si propone di formare figure esperte nelle emergenze sismiche, idrogeologiche, incendi boschivi, industriali e nucleari. Per ognuna di queste sono stati attivati corsi di specializzazione tematici che hanno permesso di formare in particolare centinaia di ingegneri nell’ambito dell’emergenza simica e della valutazione del danno. Tali corsi di 64 ore con esame finale sono obbligatori per poter accedere all’associazione, oltre ovviamente all’iscrizione all’Albo degli Ingegneri”.

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Fra gli iscritti alla Sezione Operativa di Milano, abbiamo sentito Marco Cagelli che ha svolto quattro turni in area sisma e che ci racconta la propria esperienza.

L’emergenza in Centro Italia dovrebbe chiudersi il prossimo 30 settembre: qual è il bilancio dal punto di vista della vostra attività?
Poche ore dopo il sisma si è messa in moto l’organizzazione e dal 27 agosto diversi colleghi sono partiti per iniziare le attività di verifica degli immobili. Personalmente sono sceso 4 volte, visitando tre province, quattro comuni e circa 180 edifici. Purtroppo il secondo sciame di fine ottobre e l’ulteriore di metà gennaio hanno ampliato il numero di edifici da visitare e quindi rimane ancora lavoro da svolgere. Ognuno di noi dedica il tempo del turno (di 8 o 5 giorni) in modo volontario. È bene comprendere la delicatezza del ruolo che svolgiamo. Nel caso l’edificio venga giudicato agibile, ci assumiamo la responsabilità di tranquillizzare le persone consentendogli di vivere in un edificio che riteniamo sicuro.
D’altra parte, assegnare qualsiasi tipo di inagibilità, implica complicare le attività del sistema di Protezione Civile, aumentando i costi di gestione dell’emergenza che si ripercuotono sulla finanzia pubblica e quindi su ogni singolo cittadino.
Per questo motivo l’associazione ha previsto che nessuno possa poi intervenire sugli edifici che giudica!
È importante che il giudizio sia oggettivo, senza interesse alcuno. Questo a tutela dell’interesse generale. Inoltre il giudizio è formulato in modo gratuito, con un grande vantaggio per i proprietari.
Oltre a tali aspetti di carattere sociale, è chiaro che ogni scelta ha delle ricadute sia sui proprietari che sugli Enti Pubblici.
La maggior parte degli edifici era inagibile, ma è ovvio sia così in quanto i proprietari chiamano quando sono preoccupati. Gli edifici sono a volte abbandonati, più frequentemente manutenuti ma più per l’estetica che per la solidità. Sembrerà strano, ma non è raro trovare edifici con bei mobili ma senza presidi antisismici ed edifici meno appariscenti ma meglio protetti. E questa situazione non è peculiare del luogo in quanto l’esperienza di decine di colleghi insegna che anche nel ricco milanese, spesso si preferisca l’apparenza alla sicurezza.
Il terremoto non distrugge.
Il terremoto scuote, poi è la qualità degli edifici che consente o meno di resistere. Siamo abituati a vedere in televisione le immagini degli edifici crollati, ma abbiamo visto moltissimi edifici rimasti in piedi. Mi ha colpito l’immagine di un aggregato in Provincia di Macerata: due edifici in aderenza, uno crollato l’altro no. Il proprietario di questo ha investito in sicurezza e prevenzione con un semplice intervento di intonaco armato, l’altro proprietario no. E un altro episodio in provincia di Teramo: una casa con ‘catene’ a presidio delle murature. Abbiamo chiesto al proprietario come mai ci avesse chiamato visto che la casa non valeva nulla. Ci ha detto che si trovava isolato in casa a causa della nevicata di gennaio ed è arrivata la scossa. Senza sapere dove andare ha dovuto attendere che il terremoto finisse, nel dubbio che la casa cedesse”.

Qual è il rapporto con i COC e COM?
Gli uffici comunali sono sottoposti ad un carico di lavoro inusuale ed i colleghi che coordinano tali uffici sono sottoposti sia all’ordinaria amministrazione, sia alle costanti richieste di sopralluoghi e devono anche predisporre ed organizzare i nostri sopralluoghi. Troviamo sempre un grande spirito di collaborazione ed insieme cerchiamo di superare gli inevitabili momenti di difficoltà che possono sempre emergere. Ovviamente si deve considerare che la situazione durante i turni immediatamente successivi alle scosse è certamente più difficile da gestire e quindi vi è la necessità di maggiore autonomia da parte delle squadre nella gestione delle visite, sempre però in coordinamento con gli uffici”.

Soggetto intervistato

Ing. Marco Cagelli

Ing. Marco Cagelli

Ingegnere, socio di AR.IN. Studio, consulente per AMAT presso il Comune di Milano per i controlli sui depositi sismici. Progettista di diverse opere pubbliche, in particolare nell’ambito dell’edilizia scolastica sostenibile. Autore di alcune pubblicazioni e relatore per la medesima tematica a diverse conferenze.

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