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Confedertecnica sulle ipotesi di riforma dei lavori pubblici

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In un comunicato stampa che riportiamo di seguito, Confedertecnica, la Confederazione sindacale italiana delle libere professioni tecniche, esprime il suo parere sulle ipotesi di riforma del settore dei lavori pubblici.

La reiterata difesa di posizioni di parte ad opera di soggetti rappresentativi di comparti delle amministrazioni pubbliche determina situazioni di stallo che condizionano lo sviluppo generale del Paese e l’efficacia della politica del Governo.

In riferimento ad alcune ipotesi di riforma del settore tecnico dei lavori pubblici, vedi l’addizionale del 2% su attività supplementari alle funzioni primarie degli Utc, o la istituzione di “Centrali di Committenza”, di cui ne è palese l’opportunità e, finalmente, la volontà della maggioranza delle forze politiche, con la concorde visione dei soggetti professionali istituzionali quali ordini e sindacati, di addivenire a soluzioni da tempo sollecitate, si continuano a registrare posizioni tese a dilatare ulteriormente i tempi di riforma e soluzioni-ponte peggiorative delle norme vigenti, quali la esclusione dei quadri dirigenziali dal contributo del 2%.

Le posizioni che emergono dai soggetti di rappresentanza della pubblica amministrazione (pa) quali la paventata paralisi delle attività appaltatrici dei Comuni per difetto di tempo nell’adeguamento alle nuove norme , espressa dall’Anci, o, la confusa attribuzione di competenze improprie sostenuta da Unitel, confermano l’esigenza di ristabilire ruoli e responsabilità nella pa, con eliminazione di ogni forma di auto-controllo, ivi compresa la facoltà in autonomia di affidamenti diretti sotto i 40.000 euro, stanno a confermare quanto sostenuto concordemente dalle rappresentanze professionali, sulla esigenza di una revisione normativa onde rispondere a principi di trasparenza e qualità dei servizi. Assoluto beneficio per gli interessi collettivi potrebbe emergere dalla ricerca, tra le parti, di procedure idonee a stabilire un nuovo rapporto integrativo e di reciproco supporto tra funzione pubblica e componenti professionali esterne.

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