Congresso nazionale Ingegneri, voglia e necessità di ricostruire | Ingegneri.info

Congresso nazionale Ingegneri, voglia e necessità di ricostruire

Per costruire una nuova classe dirigente bisogna porsi domande a volte anche scomode, analizzare i deficit strutturali e proporre soluzioni senza dimenticare la necessità di innovare: gli Ingegneri sono pronti

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Si è conclusa la 63° edizione del congresso nazionale degli ordini degli Ingegneri d’Italia. Il tema, costruiamo una nuova classe dirigente ambizioso e necessario, ha fornito molti spunti agli insigni relatori che sono intervenuti. Il confronto ha toccato temi come la recente disgrazia del ponte Morandi, i nuovi dati sul tasso di occupazione degli ingegneri, l’equo compenso fino alla rivoluzione digitale ed alla contaminazione dei linguaggi e delle esperienze. Scopriamo insieme quali sono i principali contenuti trattati e le prospettive emerse.

Ingegneri al centro del rilancio del Paese

Un inizio scintillante quello di questa edizione del Congresso, con importanti esponenti del nuovo esecutico che hanno preso parte alla prima giornata: da ricordare le parole del Ministro per le Infrastrutture e trasporti, “Gli ingegneri devono essere al centro del rilancio nazionale del paese”. E Danilo Toninelli ha anche annunciato l’apertura di un’agenzia pubblica indipendente per la sorveglianza delle infrastrutture che assumerà centinaia di ingegneri. Dopo il ministro si sono succeduti altri interventi che hanno lanciato spunti, poi approfonditi nel corso dei lavori che hanno preso ufficialmente il via con la relazione di Armando Zambrano, Presidente del CNI. Il suo discorso ha toccato punti come la Rete delle Professioni Tecniche, grazie alla quale è stato possibile vincere la battaglia sull’equo compenso diventato legge, proseguendo poi sulla questione della semplificazione fiscale ed amministrativa a favore dei professionisti. La tragedia di Genova, più volte menzionata, è diventata lo spunto per una riflessione del Presidente del CNI: “Tra 20 anni avremo ancora bisogno delle stesse strade e degli stessi ponti? Dobbiamo riflettere su questo per non ripetere gli stessi errori del passato […] se questo paese vuole crescere deve puntare sulla capacità degli ingegneri di essere efficienti”.
Nel pomeriggio Gianni Massa, Vice Presidente CNI, ha chiuso i lavori della prima giornata del 63° Congresso degli Ingegneri con un modulo dedicato alla contaminazione di esperienze e linguaggi. Massa ha poi commentato: “Il crollo del ponte Morandi ha messo in evidenza un cortocircuito, quello della comunicazione. Toninelli ha detto che dobbiamo essere al centro del rilancio nazionale, ma per esserlo e costruire classe dirigente è necessario non scambiare per emergenza ciò che dovrebbe essere la normalità” Inoltre, parlando di semplificazione amministrativa, ha riportato un numero interessante 15,8 dato dalla somma di 7,3 + 8,5 di cui 7, 3 sono la media degli anni necessari alle fasi della progettazione fino alla realizzazione mentre 8,5 sono gli anni necessari per i tempi amministrativi legati alla medesima opera.

Ingegneri al lavoro: i moduli del congresso

Il secondo giorno dei lavori incomincia con il modulo: ‘La sfida delle conoscenze nei nuovi scenari 4.0’ è intervenuto il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Davide Crippa, che riallacciandosi all’intervento sui giovani e la ‘fuga di cervelli’ di Rita Cucchiara, Direttore laboratorio nazionale intelligenza artificiale, ha affermato: “C’è un’attenzione alle piccole e medie imprese come strategia alla revisione della legge di bilancio, per far ripartire i piccoli cantieri prima di quelli macro”. Al dibattito hanno anche partecipato Giuseppe Amaro (Gae Engineering srl), Stefano Cuzzilla (Presidente Federmanager), Claudio Freddi (Business&Process advisor).

Alla seconda tavola rotonda della mattinata ‘Ingegneria: le nuove frontiere dei big data e della cybersecurity’ si sono confrontati Agostino Bruzzone (Università Genova) che ha parlato dell’importanza di conoscere bene le nuove tecnologie, Domenico Favuzzi (Exprivia Italtel) ha confermato i dati della ricerca del CNI sul tasso di occupazione che vede un boom di richieste di ingegneri nel settore informatico, affermazioni approfondite e confermate anche da Michele Pierri (Cyberaffairs) che arriva addirittura a paragonare l’ingegnere informatico ad una ‘pop star del nuovo millennio’. Al tavolo anche Giovanni Brusoni (SAS Institute Innovation Consultant) che ha affermato la necessità di raffinare la qualità di gestione dei big data in funzione della sicurezza.
Nel pomeriggio è stato presentato il nuovo portale CNI WorkING, responsabile del progetto il vice presidente vicario del CNI Gianni Massa: “Nuove forme di lavoro e competenze trasversali rendono necessario un nuovo strumento come WorKING per aiutare, tra gli altri, gli studenti di ingegneria ad immettersi nel mondo del lavoro”. Al tavolo sui servizi e le reti dei professionisti sono intervenuti Germano Buttazzo (Sales Manager Linkedin), Francesca Contardi (Managin Director EasyHunters srl), Gaetano Fausto Esposito (Segretario Generale Assocamerestero), Giorgio Fipaldini (CEO Open Milano) e Catia Mastracci (Rete Eures).

Tutti concordi nel supportare l’importante lavoro avviato da WorkING. A chiudere i lavori sono intervenuti i docenti Luiss che si sono occupati dei workshop formativi tenuti parallelamente al congresso. Tra le tematiche affrontate la comunicazione, come leaders oppure verso un pubblico, il lavoro di gruppo e la rivoluzione dei social. L’indice di gradimento dei laboratori è stato altissimo grazie alla professionalità e competenza dei docenti. L’importante monito che è emerso riguarda l’importanza di acquisire tutta una serie di soft skills da abbinare all’altissima competenza tecnica dell’ingegnere per imparare ad aprirsi alla società ed a migliore la propria produttività e efficienza nel lavoro.

La chiusura dell’edizione 63 del Congresso degli Ingegneri

L’ultima giornata di congresso è iniziata con la riflessione del Presidente Fondazione Astrid, Franco Bassanini: “Un tempo le comunità, i corpi intermedi, tra i quali ci sono gli Ordini, erano poco considerati. Molte cose sono cambiate negli ultimi decenni, tuttavia, oggi c’è ancora difficoltà a riconoscere che il ruolo degli ordini professionali non può limitarsi al sindacato ed agli interessi della categoria, ma che debbano dare un contributo alla costruzione di una classe dirigente nuova ed alla decisione delle riforme politiche”.

A seguire un breve dibattito sul tema della rigenerazione urbana ha visto il confronto tra il Presidente CNI Armando Zambrano Giuseppe Cappochin, Presidente del Cnapp e Gabriele Buia, capo dell’Ance. I lavori si sono conclusi con la la sintesi dei temi significativi emersi e il dibattito sulla mozione congressuale che è stata approvata.

Appuntamento al prossimo anni a Sassari per il 64° Congresso Nazionale degli Ingegneri.

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