Correttivo appalti: ecco le parole chiave per capire come cambiano gli appalti | Ingegneri.info

Correttivo appalti: ecco le parole chiave per capire come cambiano gli appalti

Progettazione, manutenzione, appalto integrato, ANAC e Rup sono solo alcuni degli aspetti che cambieranno con il correttivo appalti

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L’art. 1, comma 8, della Legge 28 gennaio 2016, n. 11, aveva delegato il Governo ad adottare, tra le altre, disposizioni integrative e correttive al Nuovo Codice dei contratti pubblici, nel rispetto dei principi e criteri direttivi ivi previsti ed entro il limite temporale di un anno dalla sua entrata in vigore, ovvero non oltre il 19 aprile 2017.

Nell’esercizio di tale facoltà, il decreto correttivo al Codice, approvato dal Consiglio dei Ministri del 13 aprile 2017, interviene su alcuni degli istituti più rilevanti del settore.

Il decreto correttivo

Le modifiche più significative, oltre l’introduzione di nuovi provvedimenti attuativi da parte dell’ANAC e del Ministero delle infrastrutture, riguardano:

  •  Appalto integrato. È introdotta la possibilità di affidare all’impresa di costruzioni anche la parte della progettazione, ponendo a base di gara il progetto definitivo, nei casi in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori ovvero in caso di affidamento dei lavori mediante procedura di partenariato per l’innovazione o di dialogo competitivo (art. 59);
  • Progettazione. Diviene obbligatorio l’utilizzo delle tabelle dei corrispettivi approvate con il D.M. Giustizia del 17 giugno 2016 (Decreto Parametri). Vengono tutelati i progettisti (e i loro compensi) nei casi in cui non si addivenga al finanziamento dell’opera progettata e si stabilisce il divieto di sostituire il compenso con forme di sponsorizzazione o rimborso. Nell’ambito delle attività di programmazione triennale dei lavori pubblici e dell’espletamento delle procedure di dibattito pubblico, nonché dei concorsi di progettazione e di idee, è introdotta la possibilità di redigere il “documento di fattibilità delle alternative progettuali”, consistente nella prima fase di elaborazione progettuale (artt. 21, 23 e 24);
  • Manutenzione. Viene definita l’attività di manutenzione, quale combinazione di tutte le azioni tecniche, specialistiche e amministrative, incluse le azioni di supervisione, volte a mantenere o a riportare un’opera o un impianto nella condizione di svolgere efficacemente la propria funzione (art. 3);
  • Presidente della commissione giudicatrice. Per i lavori di importo inferiore a 1 milione di euro, nonché per quelli che non presentano particolari complessità e per i contratti di servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie, il presidente della commissione giudicatrice non può essere scelto all’interno dell’amministrazione ma deve essere nominato tra gli esperti iscritti all’albo tenuto dall’ANAC (art. 77);
  • Responsabile del procedimento. All’art. 77, comma 4 del Codice, dettato al fine di evitare eventuali conflitti di interesse per i commissari, viene aggiunto un secondo periodo che prevede una valutazione, gara per gara, rispetto alla nomina del responsabile del procedimento quale membro della commissione giudicatrice (art. 77);
  • Criteri di aggiudicazione. In relazione al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di assicurare l’effettiva individuazione del miglior rapporto qualità/prezzo, è introdotto un tetto massimo del 30 per cento per il punteggio economico. E’ altresì fissata la possibilità di utilizzo del prezzo più basso: per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro, quando l’affidamento avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo e con applicazione obbligatoria dell’esclusione automatica; per i servizi e le forniture di importo inferiore a 40.000 euro e per gli stessi affidamenti aventi un valore massimo inferiore o pari alla soglia comunitaria, soltanto se caratterizzati da elevata ripetitività e fatta eccezione per quelli di notevole contenuto tecnologico oppure a carattere innovativo (art. 95);
  • Offerte anomale. Nel caso in cui il criterio di aggiudicazione sia quello del prezzo più basso, la valutazione della soglia di anomalia può essere fatta quando siano ammesse almeno 5 offerte (art. 97);
  • Certificato di regolare esecuzione. Fino all’adozione del decreto ministeriale di cui all’art. 102, comma 8, del Codice, il certificato di collaudo è sempre sostituito da quello di regolare esecuzione per i lavori di importo pari o superiore a 500.000 euro, mentre sussiste la facoltà di emissione per i lavori fino a 1 milione di euro (art. 102);
  • Subappalto. È eliminata la norma (art. 105 comma 4 del Codice) che prevedeva la possibilità di procedere al subappalto soltanto in caso di indicazione espressa del bando di gara. Viene inserita un’ulteriore ipotesi di esclusione dal novero dei contratti di subappalto per le prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari in forza di contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritti in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell’appalto. Infine, è inserito l’obbligo di indicare la terna dei subappaltatori in sede di offerta nel caso di attività esposte a rischio di infiltrazione mafiosa (art. 105);
  • I poteri dell’ANAC. L’art. 211, comma 2, del Codice, prevedeva che l’ANAC potesse “raccomandare” alla stazione appaltante di correggere eventuali atti illegittimi, sanzionando l’eventuale inadempimento con una sanzione (da un minimo di euro 250,00 ad un massimo di euro 25.000,00). Il correttivo elimina questa norma e con essa qualsiasi connessa responsabilità del dirigente responsabile (art. 211).

 

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