Correttivo Codice Appalti, CNI e RPT analizzano le novità | Ingegneri.info

Correttivo Codice Appalti, CNI e RPT analizzano le novità

Analisi, proposte e riserve degli Ingegneri in merito al “correttivo” del Codice Appalti, la normativa entrata in vigore il 5 maggio

image_pdf

Parere positivo, anche se con riserva. E’ questo il giudizio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e della Rete delle Professioni Tecniche in merito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2017, Supplemento Ordinario n. 22, del decreto correttivo del nuovo Codice dei contratti – decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”.
Entrato in vigore il 20 maggio scorso, il correttivo consta di 131 articoli e apporta 441 modifiche al nuovo Codice Appalti.
Con una nota inviata ai Presidenti degli Ordini degli Ingegneri, il CNI illustra i principali provvedimenti.

Eccoli, nel dettaglio:

Obbligatorietà nell’applicazione del “Decreto Parametri”
Le modifiche previste sanciscono l’obbligatorietà dell’uso del “Decreto Parametri” per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara negli appalti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Il correttivo, dunque, detta regole certe per la definizione degli importi a base d’asta.

Introduzione dei commi 8 bis e ter dell’art. 24 del Codice (pagamento dei corrispettivi)
Le integrazioni previste escludono, a garanzia dei professionisti tecnici, la possibilità di subordinare il pagamento del corrispettivo al finanziamento dell’opera, o di prevedere per lo stesso forme di sponsorizzazione o di rimborso.

Progettazione interna ed esterna alle S.A.
Resta quanto previsto all’art. 24 del Codice. Le Pubbliche Amministrazioni potranno decidere, quindi, di rivolgersi all’interno o all’esterno delle stesse per l’affidamento del S.I.A.

Contratti sotto soglia
Le modifiche introdotte hanno escluso l’obbligo di acquisizione di due o più preventivi per l’affidamento degli appalti che ricadono sotto i 40 mila euro, offrendo così alle stazioni appaltanti la possibilità di ricorrere più agevolmente all’affidamento diretto: ciò comporterà una riduzione del ricorso alla procedura del massimo ribasso.

Il ruolo del R.U.P. negli appalti e nelle concessioni
Tra le novità sostanziali, il fatto che il RUP debba essere nominato con atto formale del soggetto responsabile dell’unità organizzativa. Il RUP “dovrà essere di livello apicale, selezionato tra i dipendenti di ruolo della medesima unità organizzativa e, in caso di carenza di organico, tra gli altri dipendenti in servizio”.

Semplificazione dei requisiti di partecipazione alle gare – polizza assicurativa
Il nuovo quadro normativo riduce di circa la metà i requisiti economico-finanziari per partecipare alle gare per l’affidamento dei S.I.A., favorendo quindi un’apertura del mercato ai giovani professionisti ed agli operatori di piccole e medie dimensioni.

Appalto integrato – Scelta delle procedure
Le modifiche dell’art. 59 del Codice in materia di scelta delle procedure attenuano il divieto di ricorrere all’affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione dei lavori. In particolare, si prevede che “nella più ampia definizione di partenariato pubblico-privato rientri anche la locazione finanziaria e che il divieto di appalto integrato non si estenda alle opere i cui progetti definitivi siano stati approvati alla data di entrata in vigore del Codice Appalti”.

Costi di manodopera e sicurezza
Si ribadisce l’obbligo di scorporare i costi della sicurezza dal costo dell’importo assoggettato al ribasso d’asta.

Concorsi di idee e di progettazione
Le modifiche apportate all’art. 23 circa la possibilità di divisione in due fasi del progetto di fattibilità tecnica ed economica, riduce gli oneri di partecipazione ai concorsi, favorendo la diffusione di questa forma di affidamento, a vantaggio dei giovani professionisti.
In generale, il CNI sottolinea che “molte nostre proposte sono state accolte, anche se permangono alcune istanze che non sono state recepite”.

In particolare:
– La RPT aveva chiesto di escludere la possibilità di impiego dell’Accordo Quadro per l’assegnazione dei servizi di architettura e ingegneria. Ciò perché “gli affidamenti multipli di servizi tecnici si pone in contrasto con le norme in materia di apertura del mercato”.
– Secondo gli ingegneri non è condivisibile “la possibilità di ricorrere all’appalto integrato e, in particolare, per le opere i cui progetti siano stati validati prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti”. Tutto ciò relegherebbe il progetto ad un ruolo marginale nel processo di esecuzione delle opere pubbliche.
– Il Codice prevede che le attività di progettazione debbano essere firmate da dipendenti delle amministrazioni abilitati all’esercizio della professione. La RPT aveva chiesto anche di prevedere in capo ai professionisti l’obbligo di iscrizione al relativo albo professionale. Il non accoglimento di tale indicazione è visto in maniera negativa, in quanto l’iscrizione all’albo sottintende una “garanzia circa il comportamento deontologico del progettista dipendente pubblico, l’obbligo della sua formazione continua, l’assenza di condanne che impediscano l’esercizio della professione”.
– Infine, oltre a non condividere l’impossibilità di affidare direttamente la progettazione definitiva al vincitore del concorso di progettazione, la RPT esprime il suo disappunto per la mancata previsione di un fondo di rotazione per la progettazione, “che consentirebbe di separare il momento della progettazione da quello di esecuzione”.

Leggi anche: Il Correttivo appalti in 16 passi: la guida di Cna Costruzioni Trentino Alto Adige

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Correttivo Codice Appalti, CNI e RPT analizzano le novità Ingegneri.info