Decreto sisma, i tecnici chiedono un rimborso per il mancato guadagno giornaliero | Ingegneri.info

Decreto sisma, i tecnici chiedono un rimborso per il mancato guadagno giornaliero

Garantire un rimborso ai tecnici impegnati con costanza nelle attività di sopralluoghi nei territori colpiti dal sisma: è una delle richieste avanzate dalla Rete delle professioni tecniche sul Decreto Sisma 2

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Un rimborso per il mancato guadagno giornaliero per tutti i professionisti tecnici che hanno svolto almeno 10 giornate lavorative nelle zone colpite dal sisma, tra sopralluoghi e supporto tecnico. È questa una delle principali richieste, proposte sotto forma di emendamento, avanzate dalla Rete delle professioni tecniche durante un’audizione presso la Camera, in merito all’approvazione del “Decreto Sisma 2“. Insieme alla questione del rimborso, sono state avanzate anche proposte legate al tetto degli incarichi e alla qualificazione di chi fa gli studi di microzonazione sismica. Ma andiamo con ordine.

A pochi giorni di distanza dal turno straordinario di sopralluoghi di agibilità nei territori colpiti dal sisma, la Rete delle Professioni Tecniche è stata ricevuta in audizione presso gli Uffici di Presidenza riuniti della Commissione VIII (Ambiente) della Camera, nell’ambito dell’approvazione del cosiddetto “Decreto Sisma 2” (entrato in vigore il 9 febbraio 2017) relativo ai nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli ultimi eventi sismici. La delegazione della RPT era così composta: Armando Zambrano (Coordinatore RPT e Presidente CNI), Andrea Sisti (Segretario Tesoriere RPT e Presidente CONAF), Giampiero Giovannetti (Consigliere RPT e Presidente CNPIePIL), Francesco Violo (Consigliere Segretario CNG) ed Enrico Rispoli (Consigliere CNGeGL).

“Nel corso dell’audizione – riferisce la RPT – abbiamo riscontrato da parte del Presidente della Commissione Ambiente Ermete Realacci grande attenzione rispetto al tema della semplificazione e al contributo che i professionisti tecnici possono offrire nell’attività di ricostruzione delle aree interessate dall’ultimo sisma. Inoltre, abbiamo registrato l’impegno a prendere in seria considerazione le proposte di emendamento al ‘Decreto Sisma 2’ da noi avanzate. In particolare quelle relative ai problemi degli agibilitatori ( i redattori delle schede Aedes e Fast relative alla verifica dell’agibilità e dei danni subiti dagli edifici) che al momento risultano fortemente penalizzati. È necessario lavorare per una maggiore efficienza del sistema degli agibilitatori impegnati sul territorio e, al tempo stesso, lavorare affinché venga incrementato il loro numero”.

Nel corso dell’incontro la Rete ha presentato alcune osservazioni e proposte di emendamenti al Decreto Legge. Pur rilevando con favore l’impostazione complessiva del provvedimento, infatti, ha segnalato la persistenza di alcune criticità che, in un’ottica di condivisione e collaborazione, sono state accompagnate da puntuali osservazioni e dalle proposte di modifica delle relative disposizioni del provvedimento.

Ecco le principali proposte di modifica avanzate dalla Rete.

  • L’affidamento, solo a professionisti iscritti all’albo professionale con particolare e comprovata esperienza in materia di prevenzione sismica, degli studi di microzonazione sismica di livello III, previo completamento del livello I, al fine di disporre di idonei strumenti che definiscano la pericolosità sismica locale per la successiva attività di ricostruzione.
  • Utilizzare un approccio che garantisca la multidisciplinarietà per il potenziamento di personale tecnico a supporto dei comuni.
  • Riconoscimento di un rimborso per il mancato guadagno giornaliero per tutti i professionisti impegnati per almeno 10 giornate lavorative nelle zone colpite dal sisma. Per tali attività, la Rete ha proposto un contributo fisso nella misura di 90 euro al giorno.
  • In merito al limite degli incarichi, fissato nel numero di 30, se da un lato la RPT ne condivide l’introduzione per evitare la concentrazione di incarichi, ha ribadito tuttavia l’opportunità di innalzarne il limite per le relazioni specialistiche, come già concordato nelle precedenti riunioni con la Struttura commissariale, anche se di tale intesa non si trova ancora riscontro.

A queste proposte, va aggiunta la riflessione su un altro tema di rilevanza per i tecnici, che in qualche modo copre aspetti che vanno oltre la mera questione della ricostruzione: la possibilità per le Società di ingegneria di intervenire nella progettazione di edifici privati, oltre che di edifici pubblici. A questo proposito, la Rete ribadisce le evidenti criticità determinate da qualunque intervento normativo che apra il mercato privato – anche quello della ricostruzione – alle società di ingegneria che, come noto, non hanno gli stessi obblighi degli studi professionali e delle società tra professionisti.

Leggi l’articolo sul punto di vista delle Società di ingegneria

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