Difendere il nuovo Codice Appalti a ogni costo: gli ingegneri rispondono ai costruttori | Ingegneri.info

Difendere il nuovo Codice Appalti a ogni costo: gli ingegneri rispondono ai costruttori

Armando Zambrano, presidente degli ingegneri italiani, interviene nella polemica a proposito delle 'responsabilità' del nuovo Codice Appalti nella riduzione delle gare, sollevata dal presidente dei costruttori italiani

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Ha suscitato notevoli controversie l’affermazione fatta dal presidente dell’Ance, Claudio De Albertis, riportata in un articolo apparso sul Corriere della Sera, all’interno della quale veniva attribuita al Nuovo Codice Appalti la responsabilità della riduzione delle gare d’appalto registrata negli ultimi mesi.

L’opinione di De Albertis sembra contrastare con quella espressa dal Consiglio nazionale degli ingegneri: in una nota diffusa alla stampa Armando Zambrano, presidente Cni, sostiene che “questo calo dipende unicamente dal fatto che sono in attesa di emanazione i decreti attuativi del nuovo Codice”. Inoltre, precisa Zambrano, “i lavori devono essere affidati solo col progetto esecutivo” e “l’allungamento iniziale dei tempi di affidamento dei lavori sarà compensato da un annullamento delle varianti e dei ritardi in fase di esecuzione dei lavori”.

Il nuovo Codice Appalti, come è noto, impone l’affidamento dei lavori solo con il progetto esecutivo, laddove in precedenza era possibile anche con il progetto definitivo e con il preliminare. A questo proposito, il Presidente Ance ha chiesto la proroga a fine anno dell’applicazione di tale norma.

Afferma Zambrano:
“Il ritardo che lamentano i costruttori non dipende assolutamente da questa disposizione, tesa a combattere la piaga delle varianti che ha creato in passato uno spaventoso incremento dei costi di realizzazione delle opere, l’irragionevole allungamento dei tempi di realizzazione delle stesse e un contenzioso che ha portato stazioni appaltanti ed imprese di costruzione a rafforzare enormemente i propri uffici legali anziché quelli tecnici. Il ritardo non dipende da questa disposizione ma dal fatto che sono in attesa di emanazione i decreti attuativi che dovranno rendere effettiva la rivoluzione prevista dal nuovo Codice. Alcune di tali linee guida, affidate dal nuovo Codice all’Anac, sono peraltro già state emanate, nel pieno rispetto della tempistica assegnata”.

Aggiunge il presidente Cni:
“Per troppo tempo nel nostro Paese, sia da parte delle stazioni appaltanti che delle imprese di costruzione, l’attività di progettazione è stata considerata residuale. Ciò ha portato il nostro sistema delle opere pubbliche al disastro. Il nuovo Codice va invece nella direzione di mettere al centro dell’opera pubblica il progetto e proprio per questo è considerato dalle professioni tecniche un vero punto di svolta da difendere ad ogni costo. I lavori devono essere affidati solo col progetto esecutivo. Ciò comporterà solo nella fase iniziale un allungamento dei tempi di affidamento dei lavori che però sarà compensato da un annullamento delle varianti e quindi dei ritardi in fase di esecuzione. Col conseguente risparmio di tempo e denaro da parte della Pubblica Amministrazione e quindi della collettività tutta”.
“Pur comprendendo le legittime esigenze dei costruttori”, conclude Zambrano, “non bisogna cedere alla tentazione di bloccare un processo che va nella direzione di fare dell’Italia un Paese normale, in un settore come quello delle opere pubbliche centrale per la nostra economia, per le imprese, per i professionisti e per la collettività tutta”.

Leggi la Guida al Nuovo Codice Appalti di Ingegneri.info

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