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“Chi è e cosa fa il Disaster Manager?”

Il Disaster Manager, dalla prevenzione al post evento, nel pubblico e nel privato

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Un disastro, in base alla definizione data dalle Nazioni Unite, è un evento che porta ad una crisi, concentrata nel tempo e nello spazio e che comporta grave pericolo alla comunità, sconvolgendo la struttura sociale, in termini di perdite umane, di proprietà e beni, impedendo lo svolgimento delle funzioni essenziali della stessa.
Fondamentale nell’ottica della riduzione del rischio dei disastri è il quadro di riferimento di Sendai, prodotto in occasione della Terza conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla Riduzione del Rischio di Catastrofi (14 al 18 marzo 2015 nella città di Sendai, Giappone).
In particolare in questo documento si evidenzia la necessità di migliorare la comprensione del rischio dei disastri, analizzando tutti i livelli in funzione della dimensione, dell’esposizione, della vulnerabilità e delle caratteristiche di pericolosità. Si tende quindi verso la governance del rischio dei disastri, anche attraverso l’individuazione della responsabilità per la gestione dell’evento disastroso, l’individuazione delle parti interessate ed i rispettivi ruoli.

Il Disaster Manager storicamente nasce come figura professionale per la gestione dei disastri naturali e per affrontare e risolvere tutte le problematiche inerenti una situazione di crisi, dall’inizio alla fine. Il settore di riferimento operativo prevalente è stato fino ad oggi quello in seno alla Protezione Civile.
La recente norma UNI 11656/2016 intitolata “Attività professionali non regolamentate – professionista della Protezione Civile (Disaster Manager) – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza”, definisce i requisiti relativi all’attività professionale di questa recente figura tecnica.
In particolare la presente norma delinea tre livelli del profilo di Disaster Manager in funzione dei contesti organizzativi di diversa complessità e/o di attività nei quali opera.
Il Disaster Manager, figura professionale originariamente nata per la gestione esclusiva del disastro e quindi dello stato di crisi in essere, con questa norma UNI 11656/2016 cambia profondamente il proprio profilo.
La norma UNI 11656/2016 introduce la necessità di possedere specifiche capacità in riferimento a conoscenze, abilità e competenze. Questi specifici requisiti permettono al Disaster Manager, in veste professionale, di essere un punto di riferimento in tutte le attività che vanno dalla previsione, alla prevenzione, alla preparazione, gestione e risposta alle emergenze naturali o causate dall’uomo.
Per la prima volta, oltre alle capacità e abilità indicate nella norma UNI 11656/2016, viene data ampia importanza anche alle competenze trasversali, a seconda dei livelli individuati, intese come una pluralità di doti professionali e personali che completano le specifiche attitudini richieste.
Per il Disaster Manager di I Livello, ad esempio nella tabella successiva, vengono indicati compiti, abilità e conoscenze.

Prospetto A.1.1 Compiti, conoscenze e abilità richieste al Disaster Manager di I Livello - Livello EQF 5 (EQF - European Qualification Framework è un quadro europeo delle qualifiche a cui il livello 5 corrisponde a diploma di tecnico superiore o laurea)

Prospetto A.1.1 Compiti, conoscenze e abilità richieste al Disaster Manager di I Livello – Livello EQF 5
(EQF – European Qualification Framework è un quadro europeo delle qualifiche a cui il livello 5 corrisponde a diploma di tecnico superiore o laurea)

Le competenze trasversali del Disaster Manager di I Livello vengono suddivise e indicate in 4 aree quali cognitiva, realizzativa, sociale ed emotiva, in riferimento alle caratteristiche stabilite dal provvedimento.

Prospetto A.1.2 Competenze trasversali: doti professionali, doti personali e atteggiamenti (soft skills) del Disaster Manager di I Livello

Prospetto A.1.2 Competenze trasversali: doti professionali, doti personali e atteggiamenti (soft skills) del Disaster Manager di I Livello

Nel settore produttivo, ad oggi, pochi sono gli esempi di operatività del Disaster Manager.
Questo professionista, in passato legato solo all’ambito della Protezione Civile, oggi comincia ad essere presente anche nella sfera delle grandi aziende. Pur operando in un contesto privato, ha nozione dei meccanismi e degli scenari di intervento della Protezione Civile e può diventare la persona di riferimento poiché conosce in maniera approfondita e puntuale l’azienda, dal punto di vista della produzione, della forza lavoro, dell’interazione tra il contesto produttivo e le realtà in cui è inserito.
Un Disaster Manager deve prevedere possibili situazioni emergenziali a tutela dell’attività produttiva, attraverso un’analisi globale dell’insediamento.

Di seguito si propone un elenco sintetico, implementabile, in funzione della complessità delle attività oggetto di analisi.

Previsione dei rischi
– attraverso un’analisi delle caratteristiche dell’area di insediamento, delle criticità ambientali del passato e di tutti i dati storicamente rilevabili;
– analisi della struttura nel suo insieme, degli elementi non strutturali, impianti e stoccaggio;
– analisi della logistica, organizzazione delle attività nei vari settori e supply chain.
Prevenzione dei rischi
– attraverso opere di riduzione o mitigazione dei rischi.
Preparazione all’emergenza
– pianificazione di strategie da attuare durante e subito dopo una situazione di business interruption;
– attività di informazione e formazione del personale impiegato, in funzione dei rischi durante l’attività lavorativa in caso di evento calamitoso.
Gestione dell’emergenza
– coordinamento di tutti gli interventi in riferimento a specifici scenari emergenziali durante una situazione di crisi o disastro naturale.
Valutazione post emergenza
– coordinamento di tecnici nella valutazione dei danni e procedure per la piena ripresa dell’attività produttiva ed eventuali operazioni di recovery.

La norma UNI, fortemente orientata al mondo della Protezione Civile, in realtà è un utile strumento di riferimento anche per chi opera come Disaster Manager all’interno di specifiche realtà produttive private.
Le articolate competenze che il Disaster Manager aziendale possono essere, all’interno di una realtà specifica, la fondamentale sinapsi informativa con la Protezione Civile e con l’eventuale figura di Disaster Manager da essa espressa.
Il Disaster Manager quindi risulta una figura trasversale, sia in termini di provenienza professionale e/o ordinistica, sia in termini di settori di interesse lavorativo. Questo deve essere visto come un arricchimento, poiché le competenze da mettere in campo in questo settore, richiedono necessariamente un approccio multidisciplinare e una spiccata capacità da parte del Disaster Manager di sintetizzare input e problematiche complesse, giungendo ad efficaci e tempestive risposte ai problemi generati o generabili da una crisi.

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