Donne ingegnere, lunga è la strada per la parità di genere | Ingegneri.info

Donne ingegnere, lunga è la strada per la parità di genere

I dati del Consiglio Nazionale Ingegneri al convegno Ingenio al femminile: in Italia sono oltre 88 mila le donne ingegnere e rappresentano il 30% dei laureati in ingegneria

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In Italia aumentano le donne ingegnere ma il divario di genere ha ancora un peso importante negli studi tecnici e nei consigli d’amministrazione. Il dato è emerso durante la quarta edizione di Ingenio al femminile, l’iniziativa promossa all’Università Roma Tre dal Consiglio Nazionale Ingegneri, per valorizzare la figura femminile in ambito tecnico-scientifico.

In Italia ci sono oltre 88 mila donne ingegnere attive sul mercato del lavoro e – come ha rilevato il Centro Studi del CNI – nel 2015 le donne rappresentano il 30% del totale dei laureati in ingegneria, quasi il doppio rispetto al dato dell’anno 2000 (16%). In questo modo l’Italia si pone tra i primi paesi in Europa. Nel Regno Unito, ad esempio, le donne laureate in ingegneria nel 2014 raggiungevano il 22% del totale, in Germania appena il 19%.

“Uomini e donne ingegnere devono lavorare assieme. Quello che conta – spiega Ania Lopez, ideatrice e curatrice di Ingenio al femminilesono le capacità della persona, non il genere. Per questo una delle nostre battaglie principali è quella di favorire la presenza delle donne nei consigli di amministrazione”.
I dati del Centro Studi del CNI relativi all’occupazione nei settori legati all’ingegneria, rilevano come a cinque anni dal conseguimento del titolo, risulta occupato l’89,9% dei laureati e l’83,2% delle laureate. L’occupazione femminile in campo ingegneristico è quindi inferiore rispetto a quella maschile, ma risulta particolarmente elevata paragonandola alla media generale di occupazione femminile in Italia, che è pari al 74,5%.

Le donne ingegnere rappresentano un segnale di carattere innovativo – ha ricordato Armando Zambrano, Presidente del CNI – grazie soprattutto al lavoro e all’intelligenza di personalità dal carattere straordinario”. Però questo non basta: una donna ingegnere spesso deve tirar fuori anche sui cantieri il doppio delle competenze degli uomini per farsi ascoltare e rispettare e le sue soft skills, come ha ben spiegato nell’intervista rilasciata a Ingegneri.info Elena Stoppioni, presidente della Federazione Cdo edilizia della Compagnia delle Opere e tra le professioniste premiate durante l’edizione 2017 di Ingenio al femminile.

“In un paese come il nostro è difficile essere donna nelle professione, la parità di genere è ancora lontana – ha ricordato la parlamentare europea Simona Bonafè, ospite dell’evento – e per questo esperienze come Ingenio al femminile valorizzano il ruolo della donna nella società. Tenacia e determinazione – ha aggiunto – servono per essere donne nelle professioni. I dati mostrano che ci stiamo incamminando verso un futuro impossibile, se i ritmi continuano ad essere questi non ci basterebbe il pianeta che abbiamo a disposizione. Stiamo andando verso uno scenario con tratti di insostenibilità, pensiamo ai cambiamenti climatici. Dobbiamo interrogarci su come invertire la rotta e provare a dare prospettive alle future generazioni”.

Filippo Della Puppa, economista esperto in pianificazione strategica e marketing territoriale, ha parlato della necessità di ragionare in modo diverso. “Siamo inseriti – ha detto – in un periodo di grande cambiamento, dobbiamo iniziare a pensare in modo circolare. Dobbiamo abituarci a pensare ad una smart community, non solo smart city e limitarci ad alcuni settori per fare questo. Dobbiamo riporre la fiducia in voi donne”.

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Caterina Franchini, coordinatrice europea del progetto Momowo, ha insistito sulla necessità di rivedere il ruolo della professione di ingegnere nella società contemporanea, alla luce soprattutto del movimento moderno. “Per accrescere la visibilità delle donne – ha affermato – servono attività, bisogna creare consenso. Condividere le esperienze e le ricerche dei professionisti, far convergere due mondi che devono creare creare sinergia e circolarità per avere imbatto sociale”.

Per Marina Brogi, Vicepresidente Facoltà di Economia e Co-Presidente di WCD Italy, “Servono modelli di ruolo per le donne che facciano da punto di riferimento per tutte le altre. Ciò vale a maggior ragione per le donne nei consigli di amministrazione”.
Infine Elisabetta Vernoni (Independent Human Resources Professional) ha sottolineato come quella delle donne e delle professioniste è una vera e propria lotta. “In qualità di coach – ha detto – con i professionisti parliamo spesso di conciliazione tra talento e forza. Ecco, le donne devono imparare a dare forza al proprio talento”.

Ingenio al femminile dà appuntamento al 2018, con l’obiettivo di rivedere, in crescita, i dati relativi alla presenza e alla forza delle donne ingegnere nel panorama professionale italiano.

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