Equo compenso, arriva l’ok per tutti i professionisti | Ingegneri.info

Equo compenso, arriva l’ok per tutti i professionisti

Ingegneri, architetti, geometri: approvato l’emendamento che prevede l’allargamento del provvedimento a tutte le categorie

image_pdf

Un altro passo per il riconoscimento dell’equo compenso per il lavoro dei professionisti”. Con questa dichiarazione il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, accoglie con favore l’approvazione in Senato di un emendamento sull’equo compenso, nel corso dell’iter di conversione del decreto fiscale 2017 collegato alla manovra di bilancio che sarà approvato definitivamente entro la fine del 2017. Inizialmente previsto unicamente per gli avvocati nei confronti con i clienti di grandi dimensioni, il passaggio in Commissione ha permesso di ampliare la portata dell’emendamento a tutti i professionisti.
“Oltre all’allargamento a tutte le professioni – ha aggiunto Orlando – il testo approvato con pareri favorevoli di Ministero della Giustizia e Ministero dell’Economia e Finanze introduce nel nostro ordinamento il principio che la Pubblica Amministrazione debba riconoscere un compenso equo ai professionisti. E’ un impegno per sradicare quello che ho più volte definito come un vero e proprio ‘caporalato intellettuale’; un impegno che seppur con fatica e tra mille resistenze, stiamo portando avanti e che approveremo prima della fine della legislatura”.

Il relatore del Ddl di conversione del DL n. 148/2017, il senatore del Pd Silvio Lai, ha spiegato che la tutela che pone un tetto minimo al di sotto del quale non si può scendere viene estesa a tutte le professioni, incluse quelle senza Ordini o Albi. La norma mira a tutelare i professionisti che svolgono prestazioni nei confronti di banche, assicurazioni e grandi imprese”. Nella sua relazione, Lai non ha nascosto la soddisfazione “per aver introdotto l’allargamento ai professionisti non ordinistici dell’accesso al capitale di Confidi”.

Le reazioni all’approvazione dell’emendamento sull’equo compenso non sono mancate di certo, sia a favore che di perplessità. Assolutamente favorevole Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, secondo cui il provvedimento “segna un passaggio e ribadisce un concetto fondamentale verso la committenza pubblica e privata: per ogni prestazione professionale deve essere individuato un equo compenso connaturato alla qualità e alla quantità della consulenza che viene resa. Questo delinea, inoltre, l’avvio di una nuova fase che vede cessare per ogni pubblica amministrazione la possibilità di accogliere ribassi anomali”.
Sul tema è intervenuto anche Diego Bono, presidente della Cipag, la cassa italiana previdenza e assistenza geometri, che ha sottolineato come l’applicazione dell’equo compenso a tutte le categorie professionali “ripristina un principio fondamentale della nostra Costituzione che all’articolo 36 stabilisce che ogni lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. Tra l’altro questo principio è importante anche sotto l’aspetto della trasparenza dei rapporti tra il professionista ed il committente”.

E di “risultato che aspettavamo da tempo”, parlano Marina Calderone, presidente del Comitato Unitario delle professioni, e Armando Zambrano, alla guida della Rete delle Professioni tecniche. “Per troppo tempo – ha aggiunto Zambrano – i professionisti si sono sentiti sotto tiro. Non è stata riconosciuta la loro specificità. I professionisti italiani nel panorama internazionale rappresentano una straordinaria eccellenza, sebbene su di loro gravi un complesso di obblighi. Ora è necessario che tutti i professionisti, ordinistici e non, continuino a lavorare assieme perché hanno idee, progetti ed energie da mettere a disposizione del Paese”.
Un provvedimento quantitativamente di notevole spessore perché, come ha ricordato Emilia Alessandrucci, presidente del Colap, il Comitato delle libere associazioni professionali, “riguarda 4,4 milioni di persone, visto che le categorie non regolamentate hanno circa 3 milioni di soggetti e quelle organizzate in Ordini comprendono oltre 1,4 milioni di lavoratori”.

Giudizio positivo anche da parte di Giuseppe Renzo, presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO), che si spinge oltre: “Si tratta di un percorso che non può non continuare con la riformulazione del tariffario minimo, quale elemento posto a tutela del cittadino e a garanzia della qualità delle cure mediche e odontoiatriche”.
Voce fuori dal coro, quella di Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che bolla come un “pasticcio con diversi problemi di attuazione” l’emendamento. “Alcune regole andranno definite in un secondo momento. E una buona fetta resterà derogabile in caso di accordo tra le parti, cioè tra il professionista e l’azienda o la pubblica amministrazione. I rapporti di forza, quindi, conteranno ancora”.

In generale, l’introduzione dell’equo compenso per tutti i professionisti vieterà le clausole vessatorie contenute nei contratti con committenti pubblici e privati che prevedono la non equità del compenso e uno squilibrio contrattuale, come la facoltà del committente di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali o prevedere tempi di pagamento superiori a 60 giorni. Le prestazioni professionali alle quali la legge si riferisce sono: “prestazioni di opera intellettuale regolate dagli articoli 2222 e ss. del codice civile erogate da liberi professionisti e lavoratori autonomi, incluse le forniture continuative di servizi e la partecipazione a collegi di revisione e organi di controllo, anche previsti dalle leggi, salvo ove il compenso non sia già determinato con apposita legge dello Stato; sono altresì incluse le prestazioni di servizi professionali svolti nell’ambito di appalti di servizi di cui al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.”

I parametri economici di equità dei compensi dovranno essere emanati con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto convertito, saranno suddivisi per ogni figura professionale e dovranno essere aggiornati a cadenza biennale.
L’importo dell’equo compenso dovrà esser stabilito con il parere delle associazioni maggiormente rappresentative delle categorie di liberi professionisti e autonomi.

LA LUNGA LOTTA PER L’EQUO COMPENSO 

Sul tema si discute ormai da mesi e oggi c’è una convergenza istituzionale, nonostante i dovuti distinguo. Ecco alcuni link in ordine cronologico per ricostruire l’intera vicenda.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Equo compenso, arriva l’ok per tutti i professionisti Ingegneri.info