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Equo compenso professionisti: la proposta di calcolo del Ddl

Arriva in Senato il Ddl sull'equo compenso. L’obiettivo è commisurare i compensi per le prestazioni professionali all’attività svolta, in particolar modo al livello qualitativo e all’attività di progettazione

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Arriva al Senato il disegno di legge sull’equo compenso, il cosiddetto ddl Sacconi n.  2858, “Disposizioni in materia di equità del compenso e responsabilità professionale delle professioni regolamentate”. Sicuramente una buona notizia per i professionisti, in quanto l’obiettivo del testo far sì che i compensi per le prestazioni professionali siano realmente commisurati all’attività svolta, e stabilisce che siano nulli i contratti che prevedono compensi professionali inferiori ai minimi stabiliti dal Decreto parametri bis (DM 17 giugno 2016).

In particolare, il decreto illustra le tabelle dei corrispettivi commisurati al livello qualitativo delle prestazioni e delle attività di progettazione e alle attività di cui all’art. 31, comma 8, del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 recante “codice dei contratti pubblici”.

Vediamo ora nel dettaglio i parametri generali per la determinazione del compenso, al quale si applicano i seguenti canoni:

  • Parametro “V”, dato dal costo delle singole categorie componenti l’opera;
  • Parametro “G”, relativo alla complessità dell’operazione;
  • Parametro “Q”, relativo alla specificità della prestazione;
  • Parametro base “P”, che si applica al costo economico delle singole categorie componenti l’opera.

L’IDENTIFICAZIONE DEI PARAMETRI

Tra i vari parametri, il V è individuato sulla base del preventivo di progetto, o sulla base del consuntivo lordo nelle fasi di direzione esecutiva e collaudo; il parametro P è invece dato dall’espressione P = 0,03 + 10/V 0,4. Per importi delle singole categorie componenti l’opera inferiori a 25 mila euro, “il parametro P non può superare il valore del parametro P corrispondente a tale importo”.

La formula per il calcolo dell’equo compenso, dunque, stabilita dal DM Parametri bis, è la seguente:

CP = Σ (V x G x Q x P)

SPESE E ONERI ACCESSORI

Tale importo è stabilito in maniera forfettaria; per opere di importo fino a 1 milione è determinato in misura non superiore al 25% del compenso; per opere di importo pari o superiore a 25 milioni è determinato in misura non superiore al 10% del compenso. Infine, per quelle di importo intermedio, l’importo è stabilito in misura non superiore alla percentuale determinata per interpolazione lineare.

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