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Flat tax 2019 e 2020, ambito soggettivo ed esclusioni di accesso: guida rapida per professionisti

La Flat tax nella Legge di Bilancio 2019: ecco come funziona, chi può avvalersi e chi non può farlo

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I soggetti interessati dalla Flat tax introdotta ad opera della Legge di Bilancio 2019 sono:
dal 2019 (imposta sostitutiva del 15% ovvero in determinati casi ridotta del 5%): contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni se nell’anno precedente hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro 65.000;
dal 2020 (imposta sostitutiva del 20%): persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che nel periodo d’imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione hanno conseguito ricavi o percepito compensi compresi tra 65.001 euro e 100.000 euro ragguagliati ad anno.
La disposizione normativa, come modificata ad opera della Legge di Bilancio 2019, stabilisce che non possono avvalersi dei regimi in esame (sia quello dal 2019 che quello dal 2020):
• i soggetti che utilizzano regimi speciali IVA ovvero di determinazione forfettaria del reddito;

Tabella: regimi speciali IVA per i quali sono preclusi i regimi agevolati con imposta sostitutiva

Regime speciale IVA Riferimento normativo
Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione art. 40-bis del D.L. n. 23 febbraio 1995, n. 41
Agenzie di viaggi e turismo art. 74-ter del decreto IVA
Agricoltura e attività connesse e pesca artt. 34 e 34-bis del decreto IVA
Agriturismo art. 5, comma 2, della legge 30 dicembre 1991, n. 413
Commercio dei fiammiferi art. 74, primo comma, del decreto IVA
Editoria art. 74, primo comma, del decreto IVA
Gestione di servizi di telefonia pubblica art. 74, primo comma, del decreto IVA
Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla Tariffa allegata al D.P.R. n. 640/1972 art. 74, sesto comma, del decreto IVA
Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione art. 36 del D.L. n. 41/1995
Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta art. 74, primo comma, del decreto IVA
Vendita sali e tabacchi art. 74, primo comma, del decreto IVA
Vendite a domicilio art. 25-bis, sesto comma, del D.P.R. n. 600/1973

• i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti: in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento di quello complessivamente prodotto;
• soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, di cessioni di fabbricati o loro porzioni, di terreni edificabili (art. 10, comma 1, n. 8 del D.P.R. n. 633/1972) o di mezzi di trasporto nuovi (art. 53 comma 1 del D.L. n. 331/1993);
• esercizio di attività d’impresa, arti o professioni e, contemporaneamente all’esercizio dell’attività: partecipazione in società di persone, associazioni o imprese familiari (art. 5 del TUIR); controllo, diretto o indiretto, di società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, che esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni (nuova esclusione introdotta ad opera della Legge di Bilancio 2019);
• esercizio dell’attività prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in essere o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta o nei confronti di soggetti agli stessi direttamente o indirettamente riconducibili (nuova esclusione introdotta ad opera della Legge di Bilancio 2019).

Attenzione: rispetto al 2018, la Legge di Bilancio 2019 ha abrogato le seguenti due condizioni di esclusione dai regimi:
• esercizio di attività di lavoro autonomo o d’impresa in forma individuale e, contemporanea, partecipazione a società di persone o associazioni professionali (art. 5 del TUIR), ovvero a Srl in regime di trasparenza (art. 116 del TUIR);
• titolarità, nell’anno precedente, di redditi di lavoro dipendente o assimilati, di cui agli artt. 49 e 50 del TUIR, eccedenti l’importo di 30.000,00 Euro; la soglia non doveva essere verificata se il rapporto di lavoro era cessato.

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