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Gli ingegneri lanciano la Carta eco-etica

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Varare una Carta eco-etica che salvaguardi, sin dai suoi principi basilari, un approccio etico e, soprattutto, sostenibile nella progettualità delle opere è ormai una frontiera irrimandabile. Partendo da questo principio è nata la prima carta eco-etica varata in Italia da un ordine professionale, presentata giovedì scorso al Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro).

A realizzarla gli ingegneri italiani, che l’hanno condivisa con il mondo istituzionale, delle imprese e delle associazioni per costruire insieme un concreto percorso di lavoro comune. Con il varo della Carta eco-etica, il Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni) ha inteso sostanziare il segnale tangibile e ad alta valenza ideale di un profondo interesse e di una accentuata sensibilità del mondo dell’ingegneria nei confronti di una frontiera tematica, quella della responsabilità intergenerazionale e della sostenibilità dello sviluppo, di cruciale rilevanza e attualità per il nostro tempo.

La carta eco-etica rappresenta una sorta di dichiarazione di intenti che, nel futuro, potrebbe trasformarsi in un decalogo vincolante cui il mondo degli ingegneri dovrebbe attenersi nello svolgimento della propria attività. “Oggi, in un momento di grave crisi economica e finanziaria – ha ricordato il presidente del Cni, Gianni Rolando – siamo passati dall’ingegneria del consumismo a quella del risparmio. Una transizione importante per fissare un punto di discontinuità, uno spartiacque tra presente e passato di cui la nostra Carta eco-etica vuole essere un segnale tangibile”.

Rolando ha anche lanciato l’idea della costituzione del Comitato nazionale di eco-etica, sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che svolga funzioni analoghe al già esistente comitato di bioetica per le tematiche ambientali. Non è dunque casuale la collaborazione con il Cnel che oggi ha salutato con soddisfazione l’iniziativa del Cni.

Nel concepire l’architettura della Carta, che si riallaccia ad esperienze virtuose già attuate in Nord Europa e in America, il Cni ha ritenuto opportuna un’articolazione in due parti. La prima, riguardante un corpo di Proposizioni (assunti e principi) a valenza generale che si ritengono di significativa importanza nel delineare una piattaforma etico-culturale atta a costituire un terreno di convergenza sui fondamenti che regolano il vivere collettivo e la res pubblica.

Ciò al fine di dare evidenza al fatto che la Carta intende proiettarsi al di là della sfera dell’ingegneria e assecondare l’ineludibile esigenza dei tempi di coagulare il più vasto consenso e la più estesa condivisione fra altre professioni e altri soggetti pubblici e privati in prima linea impegnati nella definizione di iniziative e di attività nell’ambito della sostenibilità.

La seconda parte riguarda un corpo di proposizioni a valenza più strettamente professionale, atta a delineare e ad esplicitare visione e sistema valoriale di orientamento e di ispirazione che il mondo della professione ingegneristica intende onorare ed esaltare, con lo sguardo rivolto alla responsabilità inter-generazionale e alla sostenibilità dello sviluppo, nello svolgimento delle proprie attività e nell’espletamento di ruoli e funzioni.

O.O.

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