Gli ingegneri rilanciano sulla Siliquini: va rispedita al mittente | Ingegneri.info

Gli ingegneri rilanciano sulla Siliquini: va rispedita al mittente

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Una contrarietà espressa a gran voce e unitariamente da tutti gli ingegneri italiani, un “no” compatto al disegno di legge di iniziativa parlamentare ‘Riforma delle professioni intellettuali’ presentato dall’on. Siliquini. Rischio primario, a detta del Consiglio Nazionale degli Ingegneri: che si tratti di un “disegno lesivo degli interessi della collettività”. E il “no” oggi viene ribadito dall’Assemblea dei Presidenti degli Ordini Provinciali, riunitasi nei giorni scorsi a Roma proprio per approfondire la questione.

C’è soddisfazione perchè dall’assise è emerso il completo accordo della base:  tutti i 220.000 ingegneri italiani contrari alla proposta Siliquini e decisi a procedere come stabilito con il Ministro Alfano – ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri Giovanni Rolando – Il CNI sta infatti lavorando in modo che a breve vengano definiti i principi cardine da presentare al Ministro stesso”.

Da oltre 10 anni l’on. Siliquini segue la riforma delle professioni – ha spiegato il Presidente dell’Assemblea dei Presidenti degli Ordini degli Ingegneri Giuseppe Di Natale – ma è come se questo decennio (nello specifico dal Congresso Nazionale a Ragusa del 2001) non fosse servito a nulla data la pochezza della proposta e i notevoli punti di criticità che la stessa alimenta. Il voto unanime dell’Assemblea ha rinviato al mittente la proposta di legge come velleitaria e non idonea a risolvere i problemi delle professioni”.

Numerose le criticità del ‘Testo unificato’ della Siliquini, alcune intollerabili per gli ingegneri ed emerse a seguito del contributo di approfondimento del Centro Studi del CNI ed analizzate in maniera puntuale dall’Assemblea dei Presidenti: la definizione di professione intellettuale che perde la fondamentale caratteristica di essere regolamentata; l’equiparazione tra i titoli formativi professionali e universitari; la interpretazione del ruolo degli attuali ordini assimilati ad associazioni; la costituzione di un consiglio nazionale indistinto di tutte le professioni che agirebbe in rappresentanza di interessi non più della professione ma dei professionisti; la nuova interpretazione del concetto di tariffa liberante derogabile; l’accorpamento in un unico albo dei tecnici per l’ingegneria sia degli attuali professionisti diplomati che  dei  laureati triennali con la conseguente eliminazione della sezione B degli attuali Ordini, in contrasto con quanto previsto dal DPR 328/2001; la confusione che si verrebbe a creare per la individuazione dei professionisti da parte della committenza circa il percorso formativo.

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