Gli ingegneri volontari per il sisma: perché un'assemblea prima dei sopralluoghi | Ingegneri.info

Gli ingegneri volontari per il sisma: perché un’assemblea prima dei sopralluoghi

Parlano due ingegneri portavoce della Rete dei volontari Ipe, in vista della riunione che si terrà a Rieti venerdì 17 febbraio e dell'imminente

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Dal 18 al 21 febbraio 2017 si terrà una nuova campagna di sopralluoghi nei territori del Centro Italia colpiti dalla lunga sequenza sismica che ha preso il via dal 24 agosto 2016. Gli ingegneri agibilitatori raggiungeranno i Comuni tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria per la compilazione delle schede Fast e Aedes, secondo le regole stabilite. Prima della partenza, venerdì 17 febbraio, si terrà a Rieti un’assemblea della Rete dei volontari Ipe, un gruppo spontaneo di ingegneri che hanno già preso parte alle precedenti campagne. L’assemblea è il punto di arrivo di una serie di dubbi e criticità, sollevati dai volontari nelle scorse settimane, circa alcune decisioni prese dal Commissario straordinario (in particolare quelle contenute nell’ordinanza n. 12) sui criteri per l’ammissione agli interventi di ricostruzione nelle zone colpite. Un confronto decisamente interessante, al quale prenderà parte Armando Zambrano, presidente Cni, e rappresentanti del Dipartimento della Protezione Civile.

Per comprendere al meglio le istanze del gruppo, abbiamo intervistato due portavoce: l’ing. Marco Carozza e l’ing. Pierpaolo Tamasi.

Che cos’è la Rete dei volontari IPE e qual è il suo rapporto rispetto a IPE e a CNI? Come nasce l’esigenza di un coordinamento tra volontari e come vi siete organizzati finora? Quanti siete?

La Rete dei volontari IPE nasce (in forma embrionale) a settembre del 2016, durante il 2° turno dei sopralluoghi, inizialmente come gruppo di whatsapp intitolato “da Valerio”. Ritrovandoci a Rieti la sera, per la cena, l’argomento principale tra colleghi non poteva che essere la nostra esperienza di volontari. Inevitabilmente ci si raccontava la giornata, l’organizzazione nei vari comuni, il livello di danneggiamento riscontrato, i tanti, forse troppi chilometri percorsi in macchina per raggiungere le varie località a cui eravamo assegnati.
E’ stato anche un modo per condividere foto, scambiarsi pareri e iniziare a valutare aspetti che si sarebbero potuti migliorare nel sistema di gestione.

Le ordinanze e le tante criticità del sistema sono state il vero motore che ha ci ha unito nel comune intento di contribuire al  iglioramento della gestione di questa Emergenza. Rete dei volontari Ipe non è, e non aspira ad essere, né un movimento, né un’associazione.
Siamo ingegneri e la nostra famiglia è il CNI; siamo volontari per l’emergenza e in quanto tali siamo parte dell’IPE, l’associazione che il nostro Consiglio Nazionale ha voluto come “braccio operativo” per intervenire in questi contesti.
Il nostro gruppo, oggi, ha poco meno di 200 partecipanti. Non male se si considera il totale degli agibilitatori e ancor più se si considerano quelli che hanno davvero preso parte ai sopralluoghi.

Una "foto di gruppo" dei volontari a cena, dopo una giornata di sopralluoghi

Una “foto di gruppo” dei volontari a cena, dopo una giornata di sopralluoghi

Per quale ragione avete indetto l’assemblea di venerdì 17 febbraio a Rieti?

La delusione per il nuovo corso dato dalle ordinanze di dicembre alla gestione dell’emergenza ci ha spinto a raccogliere spunti, idee, esperienze, proposte e riflessioni per contribuire, nel modo che si concretizza proprio in questa Assemblea, con dei suggerimenti che rivolgiamo ad IPE, al CNI, al DPC e agli Uffici per la Ricostruzione. L’utilità dell’Assemblea è proprio nella possibilità di riunire gli attori istituzionali e i volontari e consentirne un confronto diretto, forse inusuale ma non per questo meno efficace.

Dopo la lettera in cui sollevavate alcune criticità nell’ordinanza n.12, la Protezione Civile vi ha risposto in un documento. Come ritenete la posizione espressa? Soddisfa alcuni dei dubbi sollevati o no? Se no, cosa rimane inespresso?

Intanto abbiamo apprezzato molto il riscontro dato dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, alla nostra lettera aperta. Abbiamo piacevolmente rilevato che le nostre proposte hanno riscontrato una generale condivisione sia sui metodi che sulle procedure proposte per il miglioramento dell’intero sistema.  Dissentiamo solo sull’opportunità di discuterne ad emergenza conclusa.
Siamo convinti che l’unico modo per chiudere questa prima fase emergenziale e dar avvio alla ricostruzione, sia quello di valutare la possibilità di alcune correzioni al sistema. Siamo fiduciosi che tutti faranno tesoro delle nostre analisi e delle nostre proposte. Crediamo che si possa considerare fondata la nostra speranza, vista la disponibilità di tutti i soggetti invitati a partecipare a questa Assemblea.

La riunione di Rieti è la prima volta in cui ci sarà un incontro pubblico tra chi sta svolgendo le attività di volontario sui territori colpiti dal sisma e gli organi istituzionali. Al di là del merito dei contenuti della riunione, quali sono gli elementi positivi? Che cosa vi aspettate?

Come si diceva, la nostra iniziativa ha un po’ violato lo schema gerarchico che in genere impedisce il confronto diretto tra il volontario e le istituzioni. I nostri sistemi sono tutti legati al concetto di rappresentanza ed è giusto che sia così ma siamo in emergenza ed allora ben venga la possibilità di ascolto diretto di chi opera in questi contesti. Ci aspettiamo ascolto, poi, chi ha la responsabilità delle scelte opererà come riterrà più opportuno. Noi saremo sempre pronti ad offrire la nostra disponibilità di professionisti che è incondizionata.

Che cosa accadrà di concreto dal giorno dopo la riunione? Come si svolgerà la giornata?

Dal giorno dopo saremo in campo per i sopralluoghi. Crediamo che la forza di questo incontro sia stata proprio quella di affiancare alle proposte due turni straordinari di sopralluoghi.  Quaranta squadre si uniranno a quelle già in campo. Partiremo verso le destinazioni assegnateci dal Dipartimento, visiteremo edifici colpiti dal sisma ed esprimeremo il nostro giudizio esperto attraverso la compilazione delle schede Fast ed Aedes. Per molti vorrà dire poter rientrare nelle proprie abitazioni, per altri, significherà il primo passo verso la ricostruzione. Siamo qui per loro, è la nostra missione è la nostra scelta di Ingegneri volontari!

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L’ing. Marco Carozza e l’ing. Pierpaolo Tamasi fanno parte della Rete dei Volontari IPE.
Iscritti all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Caserta, sono stati tra i primissimi ad attivarsi per i sopralluoghi di agibilità a seguito del sisma del 24 agosto. Agibilitatori IPE-CNI abilitati Aedes, insieme ai tanti colleghi della Rete dei Volontari IPE saranno all’Assemblea di Venerdi a Rieti e da Sabato, in campo, impiegati per un turno speciale di sopralluoghi.

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