Guida al codice appalti: ecco le linee guida sui compiti del RUP | Ingegneri.info

Guida al codice appalti: ecco le linee guida sui compiti del RUP

Approvate in via definitiva le Linee Guida recanti “Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni”

RUP
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Il D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo Codice Appalti , all’articolo 31, comma 5, prevede che l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) definisca una disciplina di maggior dettaglio per quanto concerne:

  • I compiti specifici del responsabile unico del procedimento (rup);
  • I requisiti di professionalità del responsabile del procedimento;
  • L’ importo massimo e la tipologia dei lavori, servizi e forniture per i quali il rup può coincidere con il progettista o con il direttore dell’esecuzione del contratto.

In questo senso, il Consiglio dell’Autorità ha approvato con deliberazione n. 1096 del 26 ottobre 2016 le “Linee guida n. 3, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni.”

Il contenuto delle Linee Guida

Le Linee Guida in commento, vanno al di là della “delega” prevista dal legislatore e si occupano di disciplinare anche altri aspetti, come il contenuto dell’atto di nomina del rup e la definizione dell’ambito di applicazione dell’articolo 31 del Codice dei Contratti.

Tra le argomentazioni trattate dalle linee guida, merita un approfondimento la problematica concernente la partecipazione del rup nella commissione di gara.

L’ANAC prevede che “Il ruolo di RUP è, di regola, incompatibile con le funzioni di commissario di gara e di presidente della commissione giudicatrice (art. 77, comma 4 del Codice), ferme restando le acquisizioni giurisprudenziali in materia di possibile coincidenza”.

Questo passaggio, originariamente differente nella prima versione delle linee guida, è stato rettificato dopo che il parere speciale del Consiglio di Stato, aveva mosso delle critiche per l’esistenza di un indirizzo giurisprudenziale totalmente opposto.

A parere di chi scrive, il richiamo del Consiglio di Stato riguarda arresti giurisprudenziali riferiti alla corretta applicazione del D.lgs. 12 aprile 2016, n. 163 (vecchio Codice dei contratti pubblici), mentre non può non prendersi in considerazione che il nuovo articolo 77 del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, al comma 4 prevede che i commissari di gara “non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta”, mentre il successivo comma 8 stabilisce che “Il Presidente della commissione giudicatrice è individuato dalla stazione appaltante tra i commissari sorteggiati”.

Al fine di valutare la reale efficacia delle previsioni del Codice e delle indicazioni dell’ANAC sarà importante, per quanto appena detto, attendere le prime decisioni giurisprudenziali.

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Il parere della Commissione speciale del Consiglio di Stato del 2 agosto 2016, n. 1767 ha richiamato l’efficacia vincolante delle linee guida in commento, ad eccezione del passaggio in cui l’ANAC effettua “una esegesi dell’art. 31 nel suo complesso, sono adottate ai sensi dell’art. 213, comma 2, codice, e hanno una funzione di orientamento e moral suasion”.

Infine, pare opportuno sottolineare, ancora una volta, che le ragioni di semplicità che avevano portato alla sostituzione del vecchio Codice dei contratti pubblici con il nuovo D.lgs. 50/2016, risultano in contrasto con gli strumenti attualmente messi a disposizione delle stazioni appaltanti.

 

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