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Guida al codice appalti: i poteri sanzionatori dell’ANAC

L’ANAC deve rispettare il termine di 180 giorni per la conclusione del procedimento sanzionatorio nei confronti del concorrente escluso dalla gara, pena la sua illegittimità

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Il nuovo Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50), ha esteso i poteri sanzionatori, già previsti dal sistema disciplina previgente, in capo all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC). L’esercizio di questi poteri, è disciplinato dal Regolamento unico AVCP in materia di esercizio del potere sanzionatorio, e dall’autovincolo procedimentale assunto dall’Autorità con nota prot. n. 110919 del 9.10.2014, secondo il quale i provvedimenti sanzionatori devono sottostare al principio di tempestività del procedimento ed al diritto di difesa dell’incolpato.

Il concetto è stato ampiamente ribadito dal TAR Lazio.

Il caso in esame. Una società concorrente ad una gara pubblica era stata esclusa, per la sussistenza di gravi irregolarità erariali, emerse durante la procedura. Conseguentemente, l’autorità avviava il procedimento amministrativo per l’iscrizione nel casellario e l’irrogazione della sanzione connessa.

Avverso il provvedimento che concludeva il procedimento, caratterizzato da un fitto contraddittorio tra le parti interessate, il privato proponeva impugnazione dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, poiché l’autorità avrebbe palesemente violato il termine di 180 giorni per la conclusione del procedimento sanzionatorio, in contrasto con il Regolamento unico citato e i principi di tempestività e di proporzionalità.

I giudici amministrativi, nell’accogliere l’impugnazione, sostengono che l’esercizio dei poteri sanzionatori dell’ANAC sono soggetti al rispetto del termine di 180 giorni per la conclusione del procedimento perché, “..sebbene il regolamento del 2014 non stabilisca espressamente che il termine per la conclusione debba essere considerato perentorio, non è irragionevole ritenere che il provvedimento sanzionatorio impugnato sia stato adottato in violazione di quanto prescritto dalla normativa primaria (cfr. art. 8, comma 4, del D.Lgs. n. 163/2006), la quale afferma chiaramente l’obbligo di osservare il principio di tempestività sia nella fase di avvio, che in quella di conclusione del procedimento sanzionatorio.(……..) Sulla base di tali premesse, è comunque opportuno precisare che tale approccio (ossia la natura cogente dell’indicazione contenuta nell’art. 8, comma 4, del D.Lgs. n. 163 del 2006) non risponde solo ad una logica formalistica, ma assume contorni di carattere sostanziale, in quanto la conclusione di un procedimento sanzionatorio a distanza di anni dallo svolgimento dei fatti rischierebbe di ledere il diritto di difesa dell’incolpato, atteso che renderebbe più difficoltosa la ricostruzione della vicenda con l’ausilio di tutti i soggetti coinvolti, ma anche perché lederebbe il principio di certezza della sanzione e di affidamento, tanto più importante e necessario in un ambito come quello in cui opera la ricorrente, che sarebbe esposta alle conseguenze derivanti da un provvedimento sanzionatorio come quello in esame, che le impedirebbe di competere efficacemente nel settore economico in cui opera” (cfr. in termini pienamente adesivi: TAR Lazio, sez. III, 14 luglio 2015, n. 9379; id., 13 dicembre 2015, n. 13668).”.

Per tali ragioni, il provvedimento di irrogazione della sanzione è stato annullato con sentenza del Tar Roma, sez. III, 15 settembre 2016, n. 9776.
La previsione di un termine in capo all’ANAC, di carattere perentorio, per la conclusione del procedimento sanzionatorio, rappresenta un’importante tutela per il soggetto concorrente e per il suo diritto di difesa.

Il principio di tempestività deve essere pertanto applicato alla fase di avvio e di conclusione del procedimento sanzionatorio, oltre che alla comunicazione del provvedimento.
Questa ineccepibile interpretazione, dovrà quindi applicarsi all’esercizio di tutti quegli ulteriori poteri che il nuovo Codice dei contratti pubblici ha previsto in capo all’ANAC, con l’estensione della possibilità di intervento, anche sospensivo, sul procedimento di gara.

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