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Guida al codice appalti: il nuovo ruolo del responsabile unico del procedimento

Il nuovo Codice appalti assegna al responsabile unico del procedimento (rup) un ruolo di assoluto rilievo, quello del Project Manager

RUP
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La disciplina speciale in merito a ruoli, compiti e funzioni del responsabile unico del procedimento (rup) nell’ambito degli appalti pubblici, è contenuta nell’articolo 31 del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo Codice appalti.

Questa norma, che sostituisce gli “abrogati” art. 10 del D.lgs. 163/2006 e artt. 10 e 11 del D.p.r. 207/2010 (artt. 9 e 10), specifica, tra le altre cose, che per ogni singola procedura per l’affidamento di un appalto o di una concessione, le stazioni appaltanti nominano, nel primo atto relativo ad ogni singolo intervento, un responsabile unico del procedimento per le fasi della programmazione, della progettazione, dell’affidamento e dell’esecuzione.

Viene inoltre specificato che il ruolo di rup, obbligatorio e non rifiutabile, deve essere assunto da persone dotate di professionalità adeguata e determinata in base alla natura ed alla complessità dell’intervento.

Ai sensi dell’art. 31, comma 5, del nuovo Codice, l’ANAC con proprio atto, da adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore del Codice (19 luglio 2016), deve delineare una disciplina di maggiore dettaglio sui compiti del rup, nonché sugli ulteriori requisiti di professionalità richiesti.

Fino all’adozione definitiva delle Linee Guida, continuerà ad applicarsi la disciplina prevista dagli articoli 9 e 10 del D.p.r. 207/2010.

Le indicazioni delle Linee Guida dell’ANAC

Le Linee Guida predisposte dall’ANAC in merito alla nomina, al ruolo ed ai compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni, contengono una disciplina di maggiore dettaglio rispetto a quanto previsto dal nuovo Codice.

In esse, viene specificato che il rup deve essere nominato prima del progetto di fattibilità tecnica ed economica, negli appalti pubblici di lavori, o contestualmente alla decisione di acquisire servizi e forniture.

Per quanto concerne il titolo di studio conseguito dal responsabile unico del procedimento si distinguono, nell’ambito di appalti e concessioni di lavori, le seguenti fattispecie:

  1. Per gli importi inferiori a 500.000 euro, il rup deve essere almeno in possesso di un diploma rilasciato da un istituto tecnico superiore di secondo grado (corso di studi quinquennale) abilitato all’esercizio della professione e iscritto all’albo di riferimento, con anzianità di servizio ed esperienza di almeno tre anni nell’affidamento di appalti e concessioni di lavori;
  2. Per gli importi pari o superiori a 500.000 euro e fino a 1.000.000 di euro, il rup deve essere in possesso di laurea triennale in architettura, ingegneria, scienze e tecnologie agrarie, o lauree equiparate, abilitato e iscritto nel relativo albo, con un’anzianità di servizio ed esperienza nello specifico settore di almeno cinque anni;
  3. Per i lavori aventi valore superiore a 1.000.000 di euro, il rup deve essere in possesso di laurea magistrale o specialistica nelle materie sopra indicate, abilitato e iscritto nel relativo albo, con un’anzianità di servizio ed esperienza nello specifico settore di almeno cinque anni.

Il rup nella commissione di gara

Il nuovo Codice, introduce una novità importante in relazione alla partecipazione del responsabile unico del procedimento come componente o presidente della commissione di gara, quando le offerte devono essere valutate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

In questo senso, tralasciando l’analisi della giurisprudenza che fin qui si è occupata del tema interpretando le disposizioni del “vecchio” Codice, le Linee Guida ANAC devono essere lette congiuntamente all’articolo 77 del D.lgs. 50/2016.
Quest’ultima norma, infatti, prevede:

I commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun’altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta” (comma 4), e “Il Presidente della commissione giudicatrice è individuato dalla stazione appaltante tra i commissari sorteggiati” (comma 8).

Le Linee Guida ANAC, affermano inoltre che “il ruolo di RUP è incompatibile con le funzioni di commissario di gara e di presidente della commissione giudicatrice.”.

Il legislatore e l’Autorità Nazionale Anticorruzione, hanno dunque posto finalmente chiarezza in merito all’annosa questione relativa alla partecipazione del responsabile del procedimento in seno alla commissione di gara, determinando l’assoluta incompatibilità tra i due ruoli.

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