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Guida al nuovo codice appalti: la committenza

Stazioni appaltanti non solo qualificate ma anche centralizzate e attività ausiliarie, ecco le novità che riguardano la committenza

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Nel nuovo codice degli appalti pubblici, gli articoli 37 e 38 sono dedicati alle norme relative all’aggregazione e centralizzazione della committenza e alla loro qualificazione.

Le gare dei comuni non capoluogo di provincia dovranno essere necessariamente bandite ricorrendo ad una centrale di committenza o da soggetti aggregatori qualificati, mediante unioni di comuni costituite e qualificate come centrali di committenza, ovvero associandosi o consorziandosi in centrali di committenza nelle forme previste dall’ordinamento oppure ricorrendo alla stazione unica appaltante costituita presso gli enti di area vasta ai sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56.
Strettamente connessa alla centralizzazione della committenza è la qualificazione delle stazioni appaltanti.

La riduzione dei centri di acquisto permetterà, infatti, di istituire delle amministrazioni aggiudicatrici sempre più professionali e competenti. Anche i commissari di gara, per le gare al di sopra delle soglie comunitarie, saranno scelti all’interno di un albo tenuto presso l’ANAC (anche in questo caso, ai sensi dell’articolo 77, comma 10, sarà necessario attendere un decreto attuativo che disporrà sulle modalità di iscrizione all’albo e sul compenso dei commissari).

L’articolo 38 del nuovo codice appalti, prevede quindi che presso l’ANAC sarà istituito un apposito elenco delle stazioni appaltanti qualificate di cui faranno parte anche le centrali di committenza.

Saranno iscritte di diritto, infatti, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ivi compresi i Provveditorati interregionali per le opere pubbliche, Consip spa, Invitalia, nonché i soggetti aggregatori regionali, il cui elenco è rinvenibile nella delibera ANAC del 23 luglio 2015 (si veda allegato).

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Attualmente, si sta attendendo l’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in cui saranno definiti i requisiti tecnico organizzativi per l’iscrizione nell’elenco delle stazioni appaltanti.

La qualificazione, che verrà conseguita per la durata di cinque anni, sarà il risultato della valutazione di diversi parametri:
1) la capacità di programmazione e progettazione, che comprenderà la presenza di personale interno specializzato, il livello di formazione e aggiornamento ed il numero di gare svolte nell’ultimo triennio;
2) la capacità di affidamento, che avrà come riferimento la valutazione in ordine all’attuazione di misure di prevenzione dei rischi di corruzione e promozione della legalità, la disponibilità di tecnologie telematiche nella gestione di procedure di gara, il livello di soccombenza nel contenzioso e l’applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale nell’attività di progettazione e affidamento;
3) la capacità di esecuzione e controllo.

Tutte quelle stazioni appaltanti che non saranno in possesso di idonea qualificazione, procederanno ad affidamenti superiori a 40.000 euro per forniture e servizi e 150.000 euro per lavori, ricorrendo ad una centrale di committenza, ovvero mediante aggregazione con una o più stazioni appaltanti aventi la necessaria qualifica.

Un’ulteriore novità della legge sugli appalti pubblici, riguarda lo svolgimento di attività di committenza ausiliarie. Ai sensi dell’articolo 39 del nuovo codice appalti pubblici, le attività di committenza ausiliarie potranno essere affidate alle stazioni appaltanti munite di specifica qualificazione oppure a prestatori di servizi individuati mediante svolgimento di apposite procedure di affidamento. I prestatori di servizi non potranno però svolgere l’attività di gestione delle procedure di appalto in nome e per conto della stazione appaltante interessata (articolo 3, comma 1, lettera m, numero 4), bensì tutte le altre attività tradizionalmente svolte dalle amministrazioni, ovvero, la consulenza sullo svolgimento o sulla progettazione delle procedure di appalto e la preparazione delle procedure di appalto in nome e per conto dell’amministrazione di riferimento.

La previsione di un sistema di qualificazione per le stazioni appaltanti, rappresenta un importante passo in avanti per il sistema di affidamento dei contratti pubblici.

Si tratta di un intervento, come detto, strettamente connesso alla riduzione del numero delle amministrazioni aggiudicatrici ed alla tenuta presso l’ANAC di un albo dei commissari di gara.

Per comprendere quale sarà il reale impatto della qualificazione nel nostro ordinamento è, comunque, opportuno attendere il D.P.C.M. che dovrà essere emanato su proposta del Ministero delle Infrastrutture, dell’Economia, e della Semplificazione, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della nuova legge sugli appalti pubblici.

Leggi anche: Guida al nuovo codice appalti: l’applicazione immediata delle nuove norme
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