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Guida al nuovo codice appalti: la novità della cabina di regia

Il nuovo Codice degli appalti pubblici istituisce una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri con compiti di indirizzo e coordinamento

nuovo codice appalti
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Il nuovo codice dei contratti
Il D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, nuovo codice dei contratti pubblici, contiene delle disposizioni innovative in materia di governance.
Il Titolo II della Parte VI del codice, infatti, prevede quattro articoli che disciplinano funzionamento e organizzazione di alcuni dei soggetti che intervengono in materia di appalti.
Si tratta della Cabina di regia (articolo 212), dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e struttura tecnica di missione (articolo 214) e del Consiglio superiore dei lavori pubblici (articolo 215).

La Cabina di regia
Il nuovo Codice dei contratti pubblici, ha previsto l’istituzione di un “organismo” nuovo con compiti specifici in materia di appalti pubblici.
La Cabina di regia, disciplinata dall’articolo 212 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, svolge i seguenti compiti:
– effettua una ricognizione sullo stato di attuazione del presente codice e sulle difficoltà riscontrate dalle stazioni appaltanti nella fase di applicazione anche al fine di proporre eventuali soluzioni correttive e di miglioramento;
– cura, se del caso con apposito piano di azione, la fase di attuazione del presente codice coordinando l’adozione, da parte dei soggetti competenti, di decreti e linee guida, nonché della loro raccolta in testi unici integrati, organici e omogenei, al fine di assicurarne la tempestività e la coerenza reciproca;
– esamina le proposte di modifiche normative nella materia disciplinata dal presente codice al fine di valutarne l’impatto sulla legislazione vigente, garantire omogeneità e certezza giuridica, supportando la competente struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri nel coordinamento dei vari interventi regolatori nel settore;
– promuove la realizzazione, in collaborazione con i soggetti competenti, di un piano nazionale in tema di procedure telematiche di acquisto, al fine della diffusione dell’utilizzo degli strumenti informatici e della digitalizzazione delle fasi del processo di acquisto;
– promuove accordi, protocolli di intesa, convenzioni, anche con associazioni private per agevolare la bancabilità delle opere pubbliche.

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La Cabina di regia, mantiene rapporti costanti e diretti con la Commissione europea e l’ANAC, al quale segnala eventuali specifiche violazioni o problemi sistemici.
Entro il 18 aprile 2017 e successivamente ogni tre anni, la Cabina di regia sarà tenuta a presentare alla Commissione una relazione di controllo contenente le informazioni sulle cause più frequenti di non corretta applicazione o di incertezza giuridica.
La composizione e le modalità di funzionamento della Cabina di regia, saranno invece stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e trasporti, sentita l’ANAC e la Conferenza unificata, entro tre mesi dall’entrata in vigore del nuovo codice (si ricorda che il nuovo codice dei contratti pubblici è entrato in vigore il 19 aprile 2016, il giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

La nuova Governance negli appalti pubblici
Con il nuovo Codice, il legislatore ha voluto prevedere delle disposizioni dirette a disciplinare la gestione, la direzione ed il coordinamento in materia di appalti pubblici.
Insieme alla Cabina di regia, come detto, sono stati infatti disciplinati i compiti specifici dell’ANAC, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e della sua struttura tecnica di missione.
Al Ministero, sono ora affidati nuovi compiti in materia di appalti pubblici, consistenti, in particolare, nell’emanazione di una serie di decreti attuativi, sostitutivi del “vecchio” regolamento.
La struttura tecnica di missione, istituita con decreto del Ministero delle infrastrutture e costituita al suo interno, è invece composta da dipendenti ministeriali nei limiti dell’organico approvato e da dirigenti delle pubbliche amministrazione, oltre a tecnici individuati dalle regioni, nonché da progettisti ed esperti nella gestione di lavori pubblici.
Tale struttura, svolge altresì le funzioni di Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici.
Non si può che esprimere un giudizio positivo sulla nuova governance degli appalti pubblici, tesa a rafforzare i compiti di controllo al fine di contrastare i sempre più frequenti fenomeni corruttivi. Sarà comunque necessario attendere i prossimi mesi per capire le reali applicazioni pratiche di questi interventi.

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