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I professionisti sono al collasso: parla Carla Cappiello

Carla Cappiello, presidente dell'Ordine ingegneri di Roma, spiega le motivazioni della manifestazione "Noiprofessionisti", in programma a Roma il 13 maggio 2017. Al centro delle richieste, un nuovo sistema tariffario regolamentato

Carla Cappiello, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Roma
Carla Cappiello, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Roma
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Una situazione insostenibile, vicina al collasso per la maggior parte delle professioni. Ecco perché dar vita ad un sistema tariffario regolamentato ridarebbe fiato a tanti lavoratori autonomi. È questo il messaggio del Comitato “Noi Professionisti”, un insieme di ordini provinciali appartenenti a varie categorie professionali (avvocati, medici, ingegneri, architetti) che sabato 13 maggio 2017 organizzerà una manifestazione a Roma di protesta “dal basso” (e che ha lanciato anche un petizione online, qui). Tra i promotori dell’iniziativa, Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, che ci spiega i motivi della mobilitazione.

Una manifestazione che parte dalla necessità di ristabilire i minimi tariffari. E’ questa la soluzione a tutti i mali che coinvolgono i professionisti italiani?

“Un sistema che punta alla qualità, come quello del mondo delle professioni in Italia, che costituiscono il 13% del PIL del Paese, si deve dotare di anticorpi, che nel caso di specie sono le tariffe. Queste rappresentano una codifica e una valutazione delle prestazioni anche a garanzia dei cittadini che ne usufruiscono. I redditi degli ingegneri lavoratori autonomi sono ritornati a essere quelli degli inizi degli anni ’80, oscillando tra i 25 e i 30 mila euro annui lordi. Dal 2007 al 2014 si è avuto un calo reddituale del 22%. Di certo, le tariffe non sono la soluzione a tutti i mali, ma sarebbe di certo un inizio. Perchè il sistema attuale è al collasso”.

I professionisti italiani sono sempre più sottovalutati e a farne le spese sono soprattutto i giovani: il grido di allarme è soprattutto per loro?

“In questa attuale situazione è logico che ci si sta dirigendo verso un collasso del sistema, dove i vinti saranno cittadini, che potrebbero nel tempo ricevere servizi professionali molto scadenti a fronte di ‘prezzi stracciati’, e professionisti, che a loro volta sono sempre cittadini con esigenze di vita e familiari da sostenere. In più, non è da sottovalutare che in questo meccanismo non vi è alcuno spazio per l’inserimento dei più giovani, perché ‘troppo piccoli’ per trovare una loro fascia di mercato, senza svendere ulteriormente le loro professionalità. Ciò porta le menti più brillanti del Paese ad emigrare”.

Logo e claim della manifestazione di domani

Logo e claim della manifestazione di domani

Oltre ai minimi tariffari, quali sono le misure necessarie per un rilancio effettivo del mondo delle professioni?

“A mio avviso, è necessario che venga elaborato un testo di legge sulle professioni intellettuali, che sia articolato, su alcuni punti fondamentali: un sistema tariffario regolamentato, una chiara definizione del complicato tema delle competenze professionali, un testo unico che regoli e affronti il lavoro autonomo con uno Statuto. Non bisogna inoltre dimenticare che il sistema fiscale italiano deve essere integrato con politiche utili alla libera professione e all’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro”.

Pensa che il Governo ascolterà le vostre istanze?

“Mi auguro che a seguito della manifestazione sia istituito un Gruppo di Lavoro, composto dai rappresentanti delle principali organizzazioni territoriali, che chieda che sia costituito, nel più breve tempo possibile, un Tavolo Permanente per le Professioni presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con lo scopo di: individuare congiuntamente le problematiche determinate dal contesto legislativo all’esercizio delle Professioni, esaminando le possibili soluzioni da inserire in un quadro normativo omogeneo”.

L’ultimo in ordine di tempo è il Consiglio Nazionale dei Geometri ma – in generale – i Consigli Nazionali delle categorie coinvolte non parteciperanno all’evento: un’occasione persa? Crede sia una spaccatura totale e inevitabile?

“Non c’è nessuna rottura. Questa è un’iniziativa che parte dalla base, dagli Ordini territoriali, per dare voce ai propri iscritti. In questo momento sono più di 150 gli Ordini tra Ingegneri, Architetti, Avvocati, Medici, Dentisti, Geometri, Geologi, Giornalisti, Chimici, Veterinari, Commercialisti, che hanno aderito all’evento. Uniti porteremo le nostre istanze al Legislatore. Credo che sia utile far sentire la voce di noi singoli professionisti, perchè la situazione attuale è insostenibile. Ci auguriamo a dei risultati positivi per tutti in tempi brevi, perché non si può più attendere”.

Per approfondire: Perché gli architetti scendono in piazza: intervista al presidente degli architetti romani Alessandro Ridolfi

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