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I tecnici dell’ingegneria saranno il motore della ripresa

I periti industriali pubblicano uno studio che individua la crescita della domande di professioni tecnico ingegneristiche intermedie nel prossimo decennio, in particolare nei settori Ict e Digital Innovataion. I dati più interessanti

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Le professioni intermedie tecnico ingegneristiche vivranno nel prossimo decennio una fase di grande crescita della domanda. Ambiti come la digital innovation, l’Ict, l’energy management, il manifatturiero innovativo, sono destinati a richiedere sempre più figure di tecnici dell’ingegneria intermedi. Questo per due motivi connessi, in sintesi: che chi ‘sta sopravvivendo’ in Europa alla crisi è chi, di base, innova i processi, e che l’Italia, sotto questo profilo, è indietro ma sta avviando un processo di innovazione. Sono alcuni degli spunti che si possono prendere in considerazione da un dossier di analisi elaborato dal Consiglio nazionale dei periti industriali (Cnpi) e presentato a Roma nel convegno “Innovare per crescere. Le professioni tecnico ingegneristiche motore della ripresa” (il dossier è interamente disponibile qui).

Il dossier ragiona sul complesso dei lavoratori tecnici e dei profili tecnici intermedi e sostiene che, mentre negli anni della crisi i Paesi europei principali hanno aumentato il proprio patrimonio di competenze tecniche necessarie a tenere il passo dell’innovazione, in Italia è avvenuto il fenomeno contrario: il numero dei tecnici è diminuito (-0,3% rispetto al +6% in Europa) e il mancato rinnovamento del capitale professionale ha contribuito ad aumentare il divario tra il nostro Paese e l’Europa, come dimostra il calo dei brevetti e il basso export e fatturato nei settori legati all’innovazione tecnologica. Uno dei settori dove maggiormente è possibile riscontrare questo fenomeno è quello dell’Information and Communication Technologies (ICT): l’Italia in questo caso vanta il 2,5% di occupati sul totale dei lavoratori, una cifra residuale, se la si paragona ai dati di Paesi come la Francia (3,6%), la Germania (3,7%), i Paesi Bassi e il Regno Unito (entrambi al 5%).

Il punto di partenza è una stima del Cedefop (Agenzia di ricerca sull’istruzione e la formazione tecnica e professionale nell’Unione Europea), che prevede per l’Italia, tra 2015 e 2025, la creazione di nuove di opportunità professionali sia di tipo dipendente che autonomo, per oltre 2 milioni di profili tecnici intermedi, tra cui la quota più significativa nel campo dell’ingegneria. In sostanza, dopo Germania e Francia, l’Italia sarà il Paese europeo dove si concentreranno le maggiori opportunità per queste figure, molte più di Gran Bretagna e Spagna. Complessivamente queste figure professionali assorbiranno il 17% della domanda di lavoro che si creerà nel nostro Paese entro il 2025, più della media europea, a conferma dell’esigenza stringente di adeguamento tecnico e tecnologico che interesserà paesi ad alta vocazione manifatturiera come il nostro.

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Opportunità di lavoro per professioni tecniche intermedie e assimilate che si creeranno entro il 2025 (val.ass. in migliaia)

Guardando ad alcuni dei processi che stanno caratterizzando la nostra economia, afferma lo studio, è facile intuire la crescita di domanda che si produrrà a breve di nuovi profili tecnici, a partire dall’ambito digitale e tecnologico, fino a quello energetico, infrastrutturale e ambientale. È l’inevitabile flusso della digital innovation, settore nel quale le imprese italiane continuano a posizionarsi al di sotto della media europea.

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Indicatori di digitalizzazione del sistema, confronto Italia – Media UE, 2015 (val. %)

Se l’ambito manifatturiero è stato il più penalizzato dalla crisi, e significativi sono stati i processi selettivi avvenuti in molti comparti, è anche vero che il sistema della piccola e media impresa ha avviato da qualche anno a questa parte un percorso importante di innovazione che vede al centro il rinnovamento del patrimonio tecnologico delle imprese. Secondo l’Istat più della metà delle aziende con oltre 10 addetti ha effettuato innovazioni rilevanti negli ultimi anni una percentuale che risulta ancora più significativa tra le aziende che operano nel settore dei servizi di informazione e comunicazione (67,2%), nel manifatturiero (58,7%), e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (57,1%). Tra le innovazioni principali introdotte dalle aziende, oltre alla creazione di nuovi prodotti e servizi, spicca l’introduzione di nuove tecnologie di processo, segnalata dalla metà delle aziende industriali che hanno effettuato innovazioni.

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Le principali innovazioni introdotte dalle aziende che innovano, 2014 (val. %)

Giocano un ruolo fondamentale altri due fattori. Da un lato, le tematiche ambientali ed energetiche si stanno imponendo come un nuovo importante driver di cambiamento nella cultura aziendale. Secondo un recente studio di Unioncamere sono 385 mila (il 26,5% del totale) le aziende italiane che hanno investito in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale. Con oltre 24 mila certificazioni siamo il secondo Paese al mondo per numero di certificati ISO 14001 dopo la Cina. La filiera green, dalla progettazione degli impianti, alla gestione, fino alle certificazioni, è un ambito di attività sempre più centrale per le figure tecniche, su cui le imprese investiranno ancora.

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Da un lato, settori più tradizionali stanno “ripensando” le proprie logiche di funzionamento interno in una direzione che vede crescere il ruolo dei profili tecnici. È il caso delle costruzioni, settore fortemente penalizzato dalla crisi (la perdita del valore aggiunto in termini reali è stata del 29%), che ha vissuto un andamento contraddittorio al proprio interno, caratterizzato da una forte contrazione degli investimenti abitativi su nuove costruzioni (-62,5%) e una crescita di contro, di tutti gli interventi manutentivi (+21,2%) su cui sono tradizionalmente più presenti profilo tecnico intermedio.

In questo senso, lo studio dei periti industriali prova a identificare i profili per cui c’è più domanda, partendo dai dati Unioncamere Excelsior. Su oltre 560 mila assunzioni previste per il 2016, quasi 80 mila (il 14%) riguardano i profili di area tecnica, e tra questi, una quota rilevante (quasi 25 mila) è rappresentata dai tecnici dell’ingegneria, ovvero da quei profili intermedi che operano con funzioni di progettazione, controllo, gestione all’interno delle aziende e che coniugano, alla componente teorica e progettuale, anche una dimensione applicativa, oggi sempre più spendibile in un mercato le cui trasformazioni sono sempre più determinati dalle evoluzione di tipo tecnico e tecnologico.

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Assunzioni previste dalle aziende per i profili tecnici dell’ingegneria nel 2016 (val. ass. e val. %)

Tra le aree di specializzazione più richieste dalle aziende vi sono i tecnici in campo ingegneristico (7.030 assunzioni in più, per un incremento del 37% rispetto al 2012), gli informatici (6.900 nuove assunzioni, per una crescita del 28%), i tecnici della gestione dei processi produttivi (4.610 assunzioni in più). Aumenta significativamente anche la domanda di esperti in campo scientifico, fisico e chimico (1210 nuove assunzioni, più che raddoppiate rispetto al 2012) e di conduttori di impianti produttivi, reti idriche ed energetiche (81%), cosi come in crescita significativa appare anche tutta l’area della sicurezza e della protezione ambientale (86%).

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Variazione % tra 2012 e 2016 delle assunzioni previste dalle aziende per i profili tecnici dell’ingegneria (var. %)

Entrando ancora più nel dettaglio, tra i profili di area tecnico ingegneristica più ricercati dalle aziende spiccano al primo posto gli analisti e progettisti di software: per il 2016 sono state previste ben 9320 assunzioni di tali profili, quasi il doppio rispetto a 4 anni fa. A seguire i disegnatori industriali (3500 assunzioni previste, con un incremento del 42,3% rispetto al 2012), i tecnici programmatori (3180, con un incremento del 73,8%), tecnici esperti in applicazioni (2760), tecnici della produzione manifatturiera (2580). In ogni caso l’impulso all’innovazione, sia in ambito tecnologico che digitale, rappresenta uno stimolo decisivo alla crescita della domanda.

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Dettaglio delle professioni tecniche dell’ingegneria più richieste dal mercato nel 2016 (val. ass.)

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Assunzioni previste dalle aziende per i profili tecnici dell’ingegneria nel 2016, per settore (val. ass. e val. %, var.%)

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