Il 2017 degli ingegneri, un anno di lotta e passione | Ingegneri.info

Il 2017 degli ingegneri, un anno di lotta e passione

Fine anno tempo di bilanci e di nuove sfide: il 2017 degli ingegneri visto dalle nostre pagine, tra novità legislative e attacchi alla professione

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Si chiude un anno, il 2017, ricco di eventi, fatti, nuove disposizioni per il mondo degli Ingegneri. Se negli ultimi mesi dell’anno che sta finendo a tenere banco è stato il tema dell’equo compenso, affiancato dalla sentenza del Consiglio di Stato relativa al bando del comune di Catanzaro, non bisogna dimenticare le novità in materia di codice degli appalti e contratti pubblici. Ripercorriamo insieme dodici mesi di notizie dedicate al mondo delle professioni tecniche.

Dicembre – Il decreto fiscale e l’equo compenso per tutti
In attesa dell’ulteriore passaggio della Legge di Bilancio e dell’annesso Milleproroghe alla Camera, che avverrà entro Natale, il decreto fiscale diventa legge. Tra le novità più importanti, ecco l’introduzione del cosiddetto “Equo compenso per tutti”, con l’estensione a tutti i professionisti del riconoscimento economico “proporzionato” al lavoro svolto. Un principio che vale anche per la Pubblica Amministrazione. Tra i provvedimenti più importanti, ecco la rottamazione della cartelle, con la definizione agevolata per tutte le cartelle dal 2000 sino al 2017, e il “Pacchetto sisma”, con la sospensione fino al 2020 le rate dei mutui degli immobili nelle zone rosse dei Comuni del Centro Italia colpiti dal sisma del 2016. Nessuno sgombero fino a quando non sarà trovata una soluzione alternativa (mai più nonna Peppina, tanto per intenderci). E ancora, ecco la fatturazione mensile per telefoni e pay tv e, per quanto riguarda lo spesometro, la possibilità per i contribuenti di trasmettere i dati annualmente o semestralmente, semplificando la procedura. Abolite le sanzioni per gli errori commessi nell’invio dei dati delle fatture del primo semestre 2016.

Novembre – L’Antitrust contro le professioni
Novembre è caratterizzato dalla sonora bocciatura da parte dell’Antitrust delle norme sull’equo compenso contenute nel decreto fiscale. Il Garante sottolinea che l’equo compenso “in quanto idoneo a reintrodurre un sistema di tariffe minime non risponde ai principi di proporzionalità concorrenziale” e si pone, dunque, “in stridente controtendenza con i processi di liberalizzazione” che hanno riguardato anche “il settore delle professioni regolamentate”. Capitolo Pubblica Amministrazione: secondo l’Authority è tenuta a garantire “il principio dell’equo compenso in relazione alle prestazioni rese dai professionisti in esecuzione di incarichi conferiti dopo l’entrata in vigore della presente legge”. Ecco perché al Pubblico “è preclusa la possibilità di accettare prestazioni con compensi inferiori a quelli fissati nei decreti ministeriali”. In pratica, con l’introduzione dell’equo compenso, il compenso dei professionisti sarebbe sottratto alla libera contrattazione e tornerebbero in auge “prezzi minimi” che finirebbero “per limitare confronti concorrenziali tra gli appartenenti alla medesima categoria, piuttosto che tutelare interessi della collettività”.
Numerose e polemiche le reazioni alla sentenza dell’Antitrust. Su tutte, quella del presidente del Cni, Armando Zambrano: “Ci stiamo battendo per ottenere il riconoscimento di un diritto e stavolta la politica è stata ad ascoltarci. L’Antitrust ci ha dato una bacchettata, sostenendo che l’equo compenso viola la libera concorrenza. Noi diciamo che una libera concorrenza senza regole penalizza i professionisti, soprattutto quelli giovani”. Posizioni che saranno ribadite con forza nel corso dell’evento “Equo compenso: un diritto”, organizzato congiuntamente dalla Rete delle Professioni Tecniche e dal Comitato Unitario delle Professioni a Roma, il 30 novembre.

Ottobre – Incarichi gratuiti, l’ok del Consiglio di Stato
Già aveva suscitato scalpore la decisione nel 2016 del comune di Catanzaro di indire un bando per “il conferimento di incarichi professionali a titolo gratuito per la formazione dello staff di progettisti esterni per la redazione del Piano Strutturale Comunale (PSC)”. A scatenare un vero e proprio polverone ci pensa poi il Consiglio di Stato che, dopo lo stop decretato dal tar della Calabria, capovolge tutto e dà ragione all’amministrazione catanzarese. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, l’incarico a titolo gratuito non si pone in contrasto con il principio della onerosità degli appalti pubblici e che anzi la gratuità della prestazione giova “alla salvaguardia ed al contenimento della spesa pubblica”. Il Consiglio di Stato, inoltre, nei fatti equipara l’incarico gratuito ad un contratto di sponsorizzazione con un’evidente “utilità” per il professionista che può usare promozionalmente l’immagine della cosa di titolarità pubblica. Insomma, lavorare per la cosa pubblica fa curriculum. Decisioni e spiegazioni che scatenano un putiferio, a cominciare da tutti gli Ordini e Collegi di Catanzaro (Ingegneri, Architetti, Geologi, Commercialisti, Geometri, Agronomi e Periti Industriali), che bollano il bando come “offensivo nei riguardi della dignità professionale di tutte le categorie abilitate alla redazione del PSC”, un bando che “contrasta fermamente contro tutti i principi cardini, nazionali ed europei, che sovrintendono all’affidamento di pubblici incarichi nonché con la legislazione nazionale che regola la suddetta materia”.

Settembre – Università, solo due italiane tra le prime 200 al mondo

I dati pubblicati dal World University Ranking parlano chiaro: tre le prime 200 università del mondo, solo due sono italiane, il Sant’Anna e la Scuola Normale di Pisa rispettivamente 155esima e 184esima su 1000 atenei inclusi nella graduatoria. Al vertice della graduatoria, medaglia d’oro e d’argento rispettivamente per l’Università di Oxford e di Cambridge, al terzo posto ecco il California Institute of Technology. Prendendo in considerazione solo l’Italia e il settore ingegneristico, al vertice c’è sempre il Sant’Anna, seguito dall’Università di Bologna, da Trento, poi il Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma, le università di Padova, Pavia, Pisa, Salerno e Trieste. Per l’ingegneria civile e l’architettura (escluso il sant’Anna) la classifica è la medesima. Un ranking che premia le facoltà del nord dove si confermano come migliori gli atenei più antichi, per la maggior parte l’anello debole è nell’indicatore sulla ricerca, al quale viene data molta importanza (incidenza del 30%).

Agosto – Il Ddl Concorrenza e la legittima dei contratti privati
Arriva l’approvazione del Ddl Concorrenza: dopo anni di tribolazioni e polemiche, ecco una normativa che prende una posizione definitiva sulla legittimità dei contratti privati. A spiegare bene la situazione ci pensa Gabriele Scicolone, presidente dell’Oice, l’associazione delle organizzazioni di ingegneria e architettura, che parla di un Ddl che risolve una questione interpretativa sulle legittimità dei contratti siglati dalle nostre società con i committenti privati dal ’97 al 2011 per svolgere attività professionali. Adesso speriamo sia chiaro a tutti che le nostre società, come tutte le altre in Europa e nel mondo, possono operare in ambito privato alle stesse condizioni in cui operano nel settore pubblico, avendo professionisti iscritti all’albo e società iscritte al casellario ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione”.
Un Ddl Concorrenza che va a rafforzare anche il dispositivo della Cassazione sezione II, con sentenza n. 7310 del 22 marzo 2017: dal 2011 “le società costituite ai sensi dell’art. 17 della legge n. 109 del 1994 sono abilitate a svolgere attività di progettazione anche nel mercato privato”.

Luglio – Il ritardo degli ingegneri nell’utilizzo delle tecnologie digitali
Tecnologie digitali, il mondo delle professioni è ancora in ritardo rispetto alle altre nazioni più avanzate. A lanciare nuovamente l’allarme ci pensa Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni: “La quarta rivoluzione industriale esprimerà tutte le sue potenzialità solo quando verrà colmato il divario digitale nelle libere professioni. Nonostante un trend di crescita costante, solo il 40% degli studi professionali ha investito nelle tecnologie digitali, spendendo oltre 1,4 miliardi di euro nelle nuove tecnologie”. Secondo Stella tale ritardo “rischia di rallentare la competitività dei professionisti italiani sui mercati internazionali. Ecco perché bisogna accelerare il rapporto tra professionisti e strumenti tecnologici e digitali. A partire anzitutto da una riforma del sistema di formazione nelle Università e nei corsi di aggiornamento, che devono orientarsi verso metodi basati sull’accrescimento delle competenze pratiche, integrando nei programmi formativi universitari e nella formazione continua competenze tecnologiche, in modo da legare l’identità del professionista agli strumenti digitali”. Secondo Confprofessioni il settore delle professioni va sostenuto con importanti investimenti nel digitale anche grazie “all’utilizzo dei benefici e sistemi di premialità economica che sono a disposizione dello Stato e delle Regioni, sfruttando le risorse per lo sviluppo proposte dai programmi europei”. Interventi necessari anche con normative nuove: “La partecipazione dei professionisti ai contratti di rete, introdotta con la nuova legge sul lavoro autonomo, favorirà certamente le aggregazioni multidisciplinari ma bisogna intervenire anche sulle Società tra professionisti per vincere la sfida del professionista 4.0”.

Giugno – Il congresso nazionale e l’attacco alle istituzioni
Giugno è il mese del congresso nazionale di categoria, che si tiene a Perugia ed Assisi. Il titolo è piuttosto ambizioso, “Corriamo il rischio: ingegneri per una società aperta, sicura, innovativa”, e a spiegarne il significato ci pensa il presidente Armando Zambrano: “La crisi si combatte con progetti e proposte innovative, un atteggiamento positivo che porta alla creazione di importanti opportunità lavorative per i tanti colleghi che ogni giorno lottano con tutte le loro forze per sopravvivere. È necessario, insomma, che tutti ci mettiamo in testa di dover fare un salto di qualità”. Il congresso è l’occasione per rimettere in discussione i rapporti tra le istituzione e il mondo delle professioni: Zambrano lamenta la scarsa attenzione del Ministero della Giustizia nei confronti delle questioni ancora aperte per gli ingegneri. “L’attuale Ministro della Giustizia – sottolinea Zambrano – non ha fatto nulla per la nostra categoria. Eppure sul piatto ci sono questioni di vitale importanza per noi quali, ad esempio: l’assicurazione professionale; le società tra professionisti e il loro complesso inquadramento fiscale; le società di ingegneria e il loro tentativo di operare nel mercato privato senza rispondere agli obblighi cui sono sottoposti i professionisti; il tirocinio e la riforma esame di stato; la riforma dell’organizzazione territoriale e quella del sistema elettorale”.

Maggio – Crescono le immatricolazioni in ingegneria e tutti in piazza per il ripristino dei minimi tariffari
Sui banchi segno più. Nell’anno accademico 2015-16, si è passati da 46.748 a 48.610 aspiranti ingegneri. Un aumento, come spiega nel dettaglio una ricerca condotta dal Centro Studi del Cni, che riguarda soprattutto le classi di laurea del ramo informatico e industriale, mentre per civile e ambientale prosegue una fuga ormai perdurante.
Maggio si caratterizza anche per la marcia dei trentamila: tanti sono i professionisti che sfilano per le strade di Roma per ribadire a gran voce la necessità del ripristino dei minimi tariffari. Oltre 140 Ordini da tutta Italia, architetti, avvocati, ingegneri, medici, notai, veterinari, dentisti richiamano a gran voce, infatti, l’attenzione delle istituzioni sull’importanza dell’equo compenso. Un sistema tariffario regolamentato ridarebbe fiato a tanti lavoratori autonomi che “oggi vedono i loro redditi -, come sottolineano i responsabili del Comitato promotore della manifestazione romana ‘Noi Professionisti’ -, “ritornati ad essere quelli degli inizi degli anni ’80. Per le professioni tecniche si oscilla tra i 17.000 e i 30.000 euro annui lordi, registrando dal 2007 al 2014 un calo del 22%”.

Aprile– Le novità salienti del correttivo del Codice degli Appalti
Il Consiglio dei Ministri del 13 aprile approva il Decreto correttivo del Nuovo Codice dei contratti pubblici: una serie di integrazioni importanti in un settore di vitale importanza, dagli appalti integrati alla progettazione, dalla manutenzione alla responsabilità dei procedimenti, sino ai criteri di aggiudicazione, alle offerte anomale e ai subappalti. In particolare, per quanto concerne l’appalto integrato, il Codice stabilisce l’introduzione della possibilità di “affidare all’impresa di costruzioni anche la parte della progettazione, ponendo a base di gara il progetto definitivo, nei casi in cui l’elemento tecnologico o innovativo delle opere oggetto dell’appalto sia nettamente prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori ovvero in caso di affidamento dei lavori mediante procedura di partenariato per l’innovazione o di dialogo competitivo (art. 59)”.

Marzo – Il Jobs Act per gli autonomi è legge
Approvato dalla Camera dei Deputati nella seduta del 9 marzo il disegno di legge che introduce la disciplina del lavoro autonomo. Il testo, che si compone di 22 articoli, ritorna al Senato per l’approvazione definitiva. Importanti le novità anche per i liberi professionisti, che potranno costituire contratti di rete per partecipare a bandi e appalti. Nel campo della formazione, prevista l’integrale deducibilità delle spese per l’iscrizione a master, corsi di formazione e di aggiornamento professionale. Il disegno di legge contiene inoltre norme per la tutela dei professionisti nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti da parte dei committenti, l’estensione agli autonomi della disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica. Infine, approvato il mantenimento della proprietà degli eventuali apporti originali e invenzioni conseguiti durante la collaborazione (tranne i casi in cui sia proprio l’attività inventiva oggetto del contratto).

Febbraio – Anac, norme più dure sui contratti pubblici
Entra in vigore il nuovo Regolamento sull’esercizio dell’attività di vigilanza in materia di contratti pubblici predisposto dall’Anac.
Tra le novità più incisive, la disciplina sulla raccomandazione vincolante (art. 12). In tutti i casi in cui la stazione appaltante non si adegua alle indicazioni dell’Anac, possono essere adottati quattro tipi di provvedimenti: un atto dirigenziale in caso di procedimento in forma semplificata; un atto con cui l’Autorità registra che la stazione appaltante ha adottato buone pratiche amministrative meritevoli di essere segnalate; un atto di raccomandazione; una raccomandazione vincolante. La raccomandazione vincolante è adottata per le violazioni più gravi: il mancato adeguamento alle prescrizioni dell’Autorità entro 15 giorni comporta l’avvio di un procedimento sanzionatorio.

Gennaio – Dal nuovo Cni allo “scontro” con gli architetti
Nasce il nuovo Consiglio Nazionale degli Ingegneri, all’insegna della continuità. A stravincere è la lista “OfficinaCni”, capeggiata dal confermato presidente uscente, il salernitano Armando Zambrano. Tra le new entry, ecco i rappresentanti degli Ordini di Milano e Torino, Stefano Calzolari e Remo Giulio Vaudano; di Verona e Bologna, Luca Scappini e Felice Monaco; di Bari e Genova, Angelo Domenico Perrini e Roberto Orvieto.
E tra le prime grane da affrontare, uno scontro verbale con gli architetti in merito alla nomina di un ingegnere a capo della Sovrintendenza Speciale per le aree del Sisma del Centro Italia. Una decisione “incomprensibile” per Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, in quanto per “per garantire la messa in sicurezza, il consolidamento e il restauro di beni culturali gli ingegneri non posseggono le adeguate competenze professionali che sono, invece, proprie della figura di architetto”. “E’ noto che relativamente agli immobili vincolati – aggiunge Cappochin – sussiste competenza esclusiva per gli architetti dal momento in cui si prevede, in base all’art. 52 del R.D. n. 2537/1925, che le opere di edilizia civile che presentano carattere artistico ed il restauro e il ripristino degli edifici contemplati dalla legge 20 giugno 1909, numero 364, per l’antichità e le belle arti, sono di spettanza della professione di Architetto”.
A cercare di stemperare gli anni ecco il vice presidente degli Ingegneri, Gianni Massa “E’ necessario fare uno sforzo collettivo e superare definitivamente i recinti e le barriere delle competenze. Nell’epoca della multidisciplinarietà continuare a contrapporre l’uno all’altro i professionisti tecnici è antistorico”.

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