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Il concorso di progettazione secondo il nuovo Codice degli appalti

Definizione di concorso di progettazione, differenza con il ‘vecchio’ concorso, soglie comunitarie, distinzione con il concorso di idee: un’analisi dal nuovo ‘Codice dei contratti pubblici commentato’ aggiornata al Correttivo

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Il Decreto Correttivo, D.Lgs. 19 aprile 2017, n. 56, come è noto, ha modificato sensibilmente il Codice degli Appalti pubblici, influendo sulla sua impostazione e inevitabilmente introducendo una serie di incertezze applicative. Per il progettista – tanto quello che lavora nello studio, quando (o forse soprattutto) quello impiegato nella Pa – il Correttivo del Codice Appalti rappresenta una novità determinante, sulla quale gli orientamenti restano ancora incerti. Basti pensare a come viene gestito il tema del concorso di progettazione: una profonda innovazione rispetto al passato.

Una bussola completa e approfondita sul tema ci viene fornita finalmente dal nuovo “Codice dei contratti pubblici commentato”, edito da Wolters Kluwer, riferimento assoluto nell’ambito legale e giuridico nazionale. Curato da Luca Perfetti, il nuovo Codice è naturalmente aggiornato con il Correttivo e realizzato secondo un’impostazione sistematica affidabile e ragionata, ma limitata all’essenziale e pensata per fornire un supporto affidabile al professionista, chiamato ad affrontare e risolvere problemi complessi in poco tempo.
Grazie a Wolters Kluwer, pubblichiamo di seguito un corposo estratto dal “Codice dei contratti pubblici commentato”, dedicato al tema del concorso di progettazione. In questo articolo vengono affrontati, in particolare:
– La nozione di concorso di progettazione
– Differenza con il precedente Codice degli Appalti
– Caratteri distintivi rispetto al concorso di idee e all’appalto di progettazione
– Ambito di applicazione
– Il calcolo delle soglie di rilevanza comunitaria.
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La nozione di concorso di progettazione
L’art. 152 in recepimento della direttiva 2014/24/UE, art. 78, e in linea con il criterio di cui 1 all’art. 1, c. 1, lett. oo), l.d. n. 11/2016, che promuove la qualità architettonica e tecnico funzionale attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione, disciplina l’ambito di applicazione dei concorsi di progettazione. Secondo la definizione dell’art. 3, c. 2, lett. ddd), i concorsi di progettazione sono “le procedure intese a fornire alle stazioni appaltanti, nel settore dell’architettura, dell’ingegneria, del restauro e della tutela dei beni culturali e archeologici, della pianificazione urbanistica e territoriale, paesaggistica, naturalistica, geologica, del verde urbano e del paesaggio forestale agronomico, nonché nel settore della messa in sicurezza e della mitigazione degli impatti idrogeologici ed idraulici e dell’elaborazione di dati, un piano o un progetto, selezionato da una commissione giudicatrice in base a una gara, con o senza assegnazione di premi”. La definizione si discosta da quella contenuta nel precedente codice (art. 3, c. 41) per una disciplina maggiormente dettagliata e non indirizzata “soprattutto” al settore della pianificazione territoriale, dell’urbanistica, dell’architettura, dell’ingegneria o dell’elaborazione di dati.
Nel concorso di progettazione il committente si impegna ad acquistare il progetto del vincitore. L’oggetto si identifica in un’opera d’ingegno che corrisponde alla predisposizione di un progetto e non già una prestazione professionale. Inoltre si prescinde dalla valutazione delle capacità economico-finanziarie e tecnico-organizzative salvo che si renda necessario dimostrare i requisiti per un successivo affidamento della progettazione esecutiva [nalis (9), 597]. In particolare, gli artt. 152 e 154 prevedono tre tipologie di concorso: a) il Concorso di progettazione ad unico grado (art. 154), finalizzato all’acquisizione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica; b) il concorso di progettazione a due gradi (art. 154, c. 4), finalizzato all’acquisizione, nel primo grado, di proposte ideative e, nel secondo grado, di un progetto di fattibilità tecnica ed economica e c) il concorso di progettazione a due fasi (art. 154, c. 5), finalizzato all’acquisizione, nella prima fase, di proposte progettuali definite a livello di progetto di fattibilità tecnica ed economica e, nella seconda fase, di un progetto definitivo a livello architettonico, con approfondimento pari ad un progetto di fattibilità tecnica ed economica per la parte strutturale ed impiantistica.

Differenza con il precedente Codice degli Appalti
A differenza del precedente codice, il nuovo quadro normativo dedica ai servizi di architettura e ingegneria e altri servizi tecnici (sAIET) solo pochi articoli specifici che richiedono una lettura coordinata poiché non è più prevista una loro collocazione unita-
ria, omogenea e dettagliata come invece avveniva nel precedente codice nella Parte II, Capo IV “servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria” e nella Parte III del D.P.R. n. 207/2010 (regolamento di attuazione del vecchio codice. Ora i servizi di architettura e ingegneria e altri servizi tecnici trovano definizione all’art. 3, lett. vvvv), come “servizi riservati ad operatori economici esercenti una professione regolamentata ai sensi dell’articolo 3 della direttiva 2005/36/CE”. I servizi di architettura e ingegneria e altri servizi tecnici non trovano nel codice “riferimenti normativi precisi e puntuali per le stazioni appaltanti che intendono esternalizzare i servizi” [senato Dossier n. 356 Camera documentazione e ricerche n. 246, 27 luglio 2016]. La loro disciplina si rinviene nella lettura coordinata degli artt. 23, c. 2, e 12, 24, c. 4 e 8, 31, c. 8, 46, 83, 93, c. 10, 95, c. 3 lett. b), e 157 all’art. 157. Per tale ragione è intervenuta l’AnAC con le Linee Guida n. 1, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti “Indirizzi generali sull’affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria” [AnAC delibera 14 settembre 2016, n. 973, www.anticorruzione.it] di cui infra. Invece la disciplina sui concorsi di progettazione e anche sui concorsi di idee è collocata, come detto, nel Capo IV del Titolo V che raggruppa i regimi particolari di appalto. In effetti, la ricollocazione ha un senso laddove si mantiene distinti la fase di progettazione dai servizi di architettura e ingegneria e altri servizi tecnici (sAIET) e dai concorsi di progettazione e di idee, cioè sono distinti l’aspetto strutturale e l’aspetto funzionale.

Caratteri distintivi rispetto al concorso di idee e all’appalto di progettazione
Tra il concorso di progettazione e concorso di idee (art. 156) corre una differenza in 1 termini di oggetto: nel primo vi è un progetto, nel secondo invece un’idea progettuale. 
In entrambi i casi le procedure sono finalizzate a evidenziare le capacità creative e progettuali dei soggetti partecipanti alla prova. nel concorso di progettazione il committente si impegna ad acquistare il progetto vincitore, prevedendo o meno l’assegnazione di premi, mentre nel concorso di idee è previsto l’acquisto della proposta ideativa mediante l’assegnazione di un premio [Mandracchia (5), 1275]. In entrambi i casi l’oggetto dell’acquisto è un’opera d’ingegno presentata in sede di concorso costituita da un progetto o da un’idea. Talché la procedura ha lo scopo di esaltare le capacità creative e progettuali dei soggetti indipendentemente dalle capacità economico-finanziarie e tecnico-organizzative salvo che non si tratti di affidamento della progettazione esecutiva (cfr. art. 152, c. 5). Il concorso d’idee può essere assunto come riferimento per un successivo concorso di progettazione. Il concorso di progettazione, invece, è predisposto sulla base di un ben definito programma d’intervento il quale, essendo dotato normalmente di un finanziamento già deliberato, prevede la successiva realizzazione del progetto vincitore. A differenza del concorso di idee, il concorso di progettazione si configura come una vera e propria modalità per l’affidamento dell’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva, sia essa completa, parziale o per stralci successivi.

Ambito di applicazione
1 Il c. 1 dell’articolo commentato si riferisce all’ambito di applicazione, riprende l’art. 99, c. 2, del vecchio codice, attua il principio dell’art. 1, c. 1, lett. oo), l.d. n. 11/2016 e quello dell’art. 78 dir. com. 2014/24/UE. Il legislatore all’art. 1, c. 1, lett. oo), ha inteso valorizzare la fase progettuale, promuovere lo strumento dei concorsi di progettazione e diffondere l’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici come la modellazione elettronica e informativa per l’edilizia e le infrastrutture [soprano-Vosa (11)]. La disposizione chiarisce l’applicabilità del Capo ove la norma si colloca, ai concorsi di progettazione organizzati nel contesto di una procedura di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi (lett. a), e ai concorsi di progettazione che prevedono premi di partecipazione o versamenti a favore dei partecipanti (lett. b). nei “concorsi di progettazione organizzati nel contesto di una procedura di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi” di cui alla lett. a) il concorso di progettazione
si inserisce in un contesto più ampio caratterizzato da una pluralità di opzioni operative e gestionali per cui ritiene di utilizzare lo strumento del concorso di progettazione per individuare quello più confacente e che porterà all’affidamento del servizio di progettazione [Micheletti (8), 1300]. Infatti, tale fattispecie può considerarsi la prima fase della procedura di affidamento di un servizio di progettazione. Per i “concorsi di progettazione che prevedono premi di partecipazione o versamenti a favore dei partecipanti” di cui alla lett. b) si intende a tutti i concorsi di progettazione per i quali sono previsti premi di partecipazione o versamenti inclusi i rimborsi spese [Colombo (2), 995]. Con il pagamento del premio le stazioni appaltanti acquistano la proprietà del progetto vincitore e non degli altri. Le due ipotesi di cui alle lett. a) e b) sono alternative e non costituiscono un’unica situazione [Micheletti (8), 1300].

Il calcolo delle soglie di rilevanza comunitaria
A differenza di quanto previsto nel previgente codice degli appalti nel nuovo codice 1 non sono previste delimitazioni sotto il profilo soggettivo dei valori-soglia ma per entrambe le ipotesi si continua a specificare il metodo di calcolo per l’individuazione delle soglie di rilevanza comunitaria. La determinazione economica delle soglie di rilevanza comunitaria è contenuta nell’art. 35 che ai fini dell’applicazione del codice per i concorsi pubblici di progettazione si individua:
a) a partire da euro 135.000 se aggiudicati dalle amministrazioni aggiudicatrici che sono autorità governative centrali indicate nell’allegato III;
b) a partire da euro 209.000 se aggiudicati da amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali;
c) nei settori speciali a partire da euro 418.000.
Il c. 2 dell’art. 152 invece specifica il metodo di calcolo per l’individuazione delle soglie 2 di rilevanza comunitaria. Per i concorsi di progettazione organizzati nel contesto di una procedura di aggiudicazione di appalti pubblici di servizi della lett. a) la soglia di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 è pari al valore stimato al netto dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi, compresi gli eventuali premi di partecipazione o versamenti ai partecipanti. Per i concorsi di progettazione per i quali sono previsti premi di partecipazione o versamenti della lett. b) la soglia di cui all’art. 35 è pari al valore complessivo di premi e pagamenti, compreso il valore stimato al netto dell’IVA dell’appalto pubblico di servizi che potrebbe essere successivamente aggiudicato con procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara ai sensi dell’art. 63, c. 4, qualora la stazione appaltante non escluda tale aggiudicazione nel bando di concorso. non è prevista alcuna disposizione analoga all’art. 110 del vecchio codice laddove i concorsi di progettazione e i concorsi di idee di importo inferiore alla soglia comunitaria devono essere espletati nel rispetto dei principi del Trattato in tema di trasparenza, parità di trattamento, non discriminazione e proporzionalità con la procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara di cui all’art. 57, c. 6, vecchio codice con l’invito rivolto ad almeno cinque soggetti. si osserva che le soglie dell’art. 35 si riferiscono espressamente solo ai concorsi pubblici di progettazione e non già ai concorsi pubblici di idee. Evidentemente si tratta di una svista simile a quella in cui il Capo IV nella bozza inviata per il parere del Consiglio di stato che era dedicata solo ai concorsi di progettazione e non anche a quelli di idee. In sede di stesura finale è stato accolto il suggerimento contenuto nel parere del Consiglio di stato n. 855 di rubricare “Concorso di progettazione e di idee”. Inoltre va considerato l’art. 156, c. 1, che estende l’applicazione delle disposizioni del Capo IV anche ai concorsi di idee e di conseguenza il c. 2 del presente articolo che specifica il sistema di calcolo di cui all’art. 35. I concorsi di progettazione e di idee si applicano anche nei settori speciali per effetto della previsione dell’art. 141 che prevede le norme applicabili ai concorsi di progettazione e di idee nei settori speciali rinviando agli artt. 152, c. 1, 2, 3 e 5, primo, secondo, terzo e quarto periodo, 153, c. 1, 154, c. 1, 2, 4 e 5, 155 e 156, salva l’esclusione di cui al c. 3 che rimanda all’art. 8 ove l’attività è direttamente esposta alla concorrenza su mercati liberamente accessibili, infra.

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