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Il CTU secondo il nuovo processo civile telematico

Il nuovo processo civile telematico per il CTU permette di ridurre le tempistiche degli adempimenti e valida lo scambio di atti tra gli attiri sociali del processo: la nostra panoramica

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Il processo civile telematico è un progetto informatico promosso dal Ministero della Giustizia, che rientra nelle proposte di e-government; utilizza internet come struttura di base per ridurre al minimo le tempistiche degli adempimenti e comporta la produzione degli atti in forma digitale, la gestione integrale e integrata degli stessi ed il loro scambio tra gli attori sociali del processo (avvocati, magistrati, personale amministrativo, tecnici di parte e consulenti d’ufficio) secondo le regole di autenticità, integrità, sicurezza e validazione previste per il documento informatico.

Non è un nuovo tipo di processo civile caratterizzato da regole modificate, ma è più semplicemente l’introduzione di strumenti informatici nel tradizionale processo, con l’obiettivo di creare un’efficiente cooperazione telematica tra gli attori del processo stesso: istituisce, definisce e organizza le modalità attraverso le quali i documenti giudiziari in formato elettronico vengono prodotti, depositati, notificati, consultati e utilizzati dagli attori pubblici (personale di cancelleria, giudici, ufficiali giudiziari, Avvocatura dello Stato e delle amministrazioni pubbliche) e privati (avvocati, CTU, CTP e delegati alla vendita) coinvolti nel processo.

I vantaggi della nuova architettura tecnologica del processo civile sono evidenti:
• le comunicazioni in via telematica consentono dei veri e propri ‘‘sgravi’’ per tutti gli operatori giuridici, rappresentandone pertanto, il vero valore aggiunto per l’utenza;
• la riduzione dei costi e dei tempi per tutti i soggetti processuali a vantaggio dell’economia processuale e della gestione delle risorse;
• la possibilità di creare e di consultare banche dati, capaci di rendere immediatamente conoscibili le informazioni attinenti i procedimenti.

Il miglioramento dell’efficienza della struttura per il perseguimento degli scopi primari, passa attraverso questa innovazione che garantisce, innestandosi semplicemente sulle norme già esistenti, una più razionale gestione tanto dei tempi processuali quanto delle informazioni processuali, basandosi sull’assunto che il Processo Civile altro non è che un’organizzazione fondata su un sistema di relazioni che produce e gestisce informazioni.

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L’operatività per il CTU
Il nuovo processo civile telematico, inteso come il sistema di servizi informatici che, gradualmente, sostituirà la maggior parte delle operazioni di cancelleria, di deposito e notifica degli atti giudiziari, è diventato realtà dal 30 giugno 2014.

L’utilizzo del PCT offre una serie di opportunità che, senza dubbio, possono contribuire ad agevolare lo svolgimento della professione tecnica in ambito forense e nello specifico è possibile:
• consultare tramite il PDA pubblico o quelli privati, i propri fascicoli così come presenti nelle cancellerie di Giudici di Pace, Tribunali, Corti d’Appello e Corte di Cassazione tramite il POLISWEB;
• redigere, firmare e depositare tutti gli atti di competenza;
• ricevere tutte le comunicazioni da parte dell’Ufficio Giudiziario;
• richiedere il rilascio di copie di atti.

Attraverso il Portale dei Servizi Telematici (PST), si accede ai servizi telematici resi disponibili dal DOMINIO GIUSTIZIA, definito dalla norma come l’insieme delle risorse hardware e software, mediante il quale il Ministero della Giustizia tratta in via informatica e telematica qualsiasi tipo di attività, di dato, di servizio, di comunicazione e di procedura.

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Il portale dei servizi telematici è accessibile all’indirizzo, è composto di una ‘‘area pubblica’’ e di una ‘‘area riservata’’ (www.processotelematico.giustizia.it) e consente l’accesso da parte dell’utente privato alle informazioni, ai dati e ai provvedimenti giudiziari.

L’area pubblica, dal titolo ‘‘Servizi online Uffici Giudiziari’’, è composta da tutte le pagine web e i servizi del portale disponibili all’accesso senza l’impiego di apposite credenziali, sistemi di identificazione e requisiti di legittimazione; in essa sono disponibili le seguenti tipologie d’informazione:
• informazioni e documentazione sui servizi telematici del dominio giustizia;
• raccolte giurisprudenziali;
• informazioni essenziali sullo stato dei procedimenti pendenti, disponibili in forma anonima; in questo caso, i parametri ed i risultati di ricerca riportano unicamente i dati identificativi dei procedimenti (numero di ruolo, numero di sentenza, ecc.), senza riferimenti in chiaro ai nomi o ai dati personali delle parti e tali per cui non sia possibile risalire all’identità dell’interessato. Il canale di comunicazione per l’accesso a tali informazioni è cifrato.

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Per area riservata s’intende il contenitore di tutte le pagine ed i servizi del portale disponibili, previa identificazione informatica ed al suo interno sono disponibili informazioni, dati e provvedimenti giudiziari in formato elettronico, secondo quanto previsto dal regolamento, nonché i servizi di pagamento telematico e di richiesta copie. Il portale dei servizi telematici mette a disposizione dei soggetti abilitati esterni (cioè i difensori delle parti private, gli avvocati iscritti negli elenchi speciali, gli esperti e gli ausiliari del giudice e, tra i soggetti esterni pubblici, gli avvocati e i procuratori dello Stato e gli altri dipendenti di amministrazioni statali, regionali, metropolitane, provinciali e comunali) i servizi di consultazione, i servizi di pagamento telematico e, in un’apposita area, i documenti che contengono dati sensibili oppure che eccedono le dimensioni del messaggio di posta elettronica certificata.
L’identificazione informatica per l’area riservata avviene sul portale dei servizi telematici mediante carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi e sul punto di accesso mediante token crittografico (smartcard, chiavetta USB – c.d. business key – o altro dispositivo sicuro).

Per l’uso telematico del processo civile è necessario essere dotati di:
• computer con sistema operativo: Windows 98, 2000, XP, Vista, Seven, 8, Mac OS X v. 10.4 o successiva, GNU/Linux Ubuntu;
• collegamento a internet;
• browser internet: Microsoft Internet Explorer (versione 10 o superiore), Mozilla Firefox (per tutti i sistemi operativi), Google Chrome (solo per Windows), Apple Safari (per Mac e Windows);
• software antivirus, antispam e firewall (sia a protezione della PEC che dell’intero sistema informatico);
• firma digitale: consigliata su business key (chiavetta USB) o, in alternativa smart card con lettore idoneo.

La firma digitale ha la funzione di consentire l’interazione online con i siti web che richiedono all’utente di identificarsi in maniera certa e conforme alle normative vigenti, affinché lo stesso possa essere riconosciuto dal ‘‘sistema Giustizia’’ come soggetto abilitato al processo telematico; è uno degli strumenti indispensabili per il PCT.

La PEC (posta elettronica certificata), con la quale l’utente può legalmente depositare e ricevere gli atti del processo e che a seguito del D.M. 21 febbraio 2011, n. 44, è diventata il mezzo di comunicazione ufficiale nel PCT.
Il PDA (punto di accesso – pubblico o privato) ha come funzione quella di riconoscere con certezza coloro che vogliono accedere al processo telematico, controllando quindi la loro identità, il ruolo (avvocato o ausiliario del giudice), la possibilità di esercitare il loro ruolo verificando altresì che il soggetto non sia sospeso, radiato, cancellato.

L’utilizzo del PCT è rivolto ad avvocati e praticanti abilitati al patrocinio iscritti all’Ordine e ad altri soggetti esterni che per la loro qualifica hanno titolo ad interagire con il PCT (CTU, ecc.) ed è nato dall’esigenza di combinare le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione con l’organizzazione della giustizia; il PCT, infatti, è stato sviluppato con il fine di rendere più celere ed efficiente lo svolgimento dei processi attraverso l’utilizzo degli strumenti telematici.
Gli atti del processo in forma di documento informatico, non ammettono elementi attivi e devono essere redatti nei formati previsti dalle specifiche tecniche pubblicate sul portale dei servizi telematici (.pdf, .odf, .rtf, .txt, .jpg, .gif, .tif, .xml); sono consentiti i formati compressi, purché contenenti file nei formati prima citati.

La relazione del CTU (o una qualsiasi altra comunicazione) verrà quindi depositata per via telematica, come documento sottoscritto con firma digitale.
Con lo stesso mezzo, andranno allegati i documenti e le osservazioni delle parti o la copia informatica di questi, se gli originali sono stati prodotti su supporto cartaceo; in quest’ultimo caso, gli originali dovranno poi essere depositati in Cancelleria dal CTU, nei termini previsti.
Particolare accorgimento, da rivolgere nei confronti delle dimensioni della ‘‘busta’’ degli elaborati da trasmettere, è quello di non superare i 30 MB ad invio, pena segnalazione di messaggio di rifiuto da parte del sistema.
Il deposito (atti sottoscritti con firma digitale) avviene tramite collegamento al PDA (di cui il CTU è utente), il Gestore Centrale esegue i controlli e invia l’attestazione di deposito alla mail certificata del professionista; la busta arriva al Tribunale, dove il cancelliere ne verifica il contenuto e ne accetta il deposito.

Gli atti sono così acquisiti automaticamente dal Sistema di gestione e resi disponibili per il proseguo dell’iter giudiziario.

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La cassetta degli attrezzi del CTU per PCT

Questa guida al PCT è rielaborata a partire da “Il manuale del CTU”, la nuova pubblicazione di riferimento per la professione del CTU edita da Wolters Kluwer. Clicca qui per conoscere tutti i dettagli del volume e del software allegato.

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