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Il mercato dei servizi di ingegneria. Anni 2008-2009

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Il mercato italiano dei servizi di ingegneria nel settore delle costruzioni vale, nell’annus horribilis 2009, 20.127 milioni di euro, pari ad una quota dell’1,8% del Prodotto interno lordo. Rispetto al 2008, la contrazione si è attesta al 6,6%, in linea con le previsioni elaborate lo scorso anno.

Il mercato dei servizi di ingegneria resta dominato dalla domanda privata (16.284 milioni di euro) mentre quella pubblica, con 3.843 milioni di euro, “pesa”  solo per una quota del 19,1%.

Tra i soggetti dell’offerta, i professionisti (ingegneri, architetti, geometri e periti) riacquistano la leadership a spese dei soggetti professionali organizzati in forma societaria, maggiormente proiettati verso i mercati esteri.

Sono questi, in sintesi, i principali risultati emersi dall’indagine sul mercato dei servizi di ingegneria nel settore delle costruzioni realizzato dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri relativamente all’anno 2009.

I professionisti, individuali e associati, hanno sviluppato complessivamente un fatturato di 9.691 milioni di euro, pari ad una quota del 48%.

Gli ingegneri continuano ad essere la prima forza di questa componente dell’offerta, con un fatturato di circa 3,5 miliardi di euro (0,24% del PIL e 17,5% del mercato); tale categoria è anche quella che ha fatto registrare la contrazione più bassa rispetto al 2008, pari al 6%. Gli architetti, a

seguire, confermano essere la seconda forza con una quota del 15% e 3 miliardi di fatturato. Più in basso, i geometri con 2,6 miliardi, e il 13,4% del mercato. Chiudono i periti con il 2,1% del mercato e 432 milioni di euro di fatturato.

A resistere meglio alla crisi sono stati gli studi professionali incentrati sul lavoro del singolo professionista, senza alcun altro apporto di lavoro dipendente. I ridotti costi “fissi” di questa tipologia di studio professionale hanno consentito di assorbire più facilmente la contrazione di

fatturato che in alcune aree del paese ed in alcuni comparti ha raggiunto anche quote del 30-40%.

A soffrire maggiormente la crisi sono stati invece i soggetti professionali organizzati in forma societaria, con costi di struttura non facilmente comprimibili ed il vantaggio, però, di poter contare su mercati più ampi, a proiezione anche internazionale. La quota di mercato di tale tipologia di organizzazioni professionali nel 2009 si riduce notevolmente, attestandosi al 41% rispetto al 44% di soli 2 anni fa, per un ammontare di 8,2 miliardi di euro.

Tale componente dell’offerta può essere suddivisa in due grandi gruppi: da una parte le imprese iscritte all’Oice (circa 540) e dall’altra le “altre” società di ingegneria (4.500/5.000). Le prime vantano circa 24 mila addetti e 13,1 miliardi di euro di fatturato complessivo (originato in buona

parte all’estero e non derivante dal settore delle costruzioni); in Italia, nel settore delle costruzioni, esse detengono una quota del 9,2%, pari ad un volume d’affari di 1,9 miliardi di euro.

Molto più  grossa, invece, la quota di mercato delle società di ingegneria non iscritte all’Oice, pari nel 2009 al 31,9%, per un fatturato di 6,8 miliardi di euro.

Dopo le società  di ingegneria e i professionisti individuali e associati, troviamo gli uffici tecnici interni alla committenza pubblica, che detengono la, non piccola, quota del 9,6% del mercato, per un valore di circa 2 miliardi di euro.

Per finire, con numeri molto bassi, si segnalano le altre componenti dell’offerta: le società cooperative (con un volume d’affari, nel 2009, vicino a 85 milioni di euro) e gli operatori esteri (54 milioni di euro di volume d’affari, per una quota minima dello 0,7%).

Tratto  dalla prefazione del rapporto a firma del Presidente del Centro Studi CNI Ing. Romeo La Pietra

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