Il nuovo rito superspeciale degli appalti pubblici | Ingegneri.info

Il nuovo rito superspeciale degli appalti pubblici

Il Consiglio di Stato delinea i confini del nuovo rito superspeciale applicabile agli appalti pubblici

rito superspeciale
image_pdf

Il nuovo Codice Appalti (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50) è intervenuto sia modificando le principali regole di affidamento dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, sia in materia processuale, modificando il Codice del processo amministrativo (D.lgs. 2 luglio 2010, n. 104).

La Parte IV del nuovo Codice dei contratti è infatti dedicata alle disposizioni finali e transitorie e l’articolo 204, rubricato “Ricorsi giurisdizionali”, introduce il nuovo rito superspeciale.

Tale rito, specificamente disciplinato dall’articolo 120 del Codice del processo amministrativo, prevede che il provvedimento che determina le esclusioni e le ammissioni in gara, all’esito della valutazione dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali va impugnato nel termine di trenta giorni. Questo termine, decorre dalla pubblicazione del provvedimento sul profilo committente della stazione appaltante.

L’omessa impugnazione, preclude la facoltà di far valere l’illegittimità derivata dei successivi atti della procedura, anche con ricorso incidentale (articolo 120 comma 2-bis Codice del processo amministrativo).

In questi casi, il giudizio è definito in via accelerata, in modo che la procedura di gara possa tempestivamente continuare con i successivi adempimenti, “in una camera di consiglio da tenersi entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente.” Anche i termini difensivi concessi alle parti in causa sono “speciali”, essendo prevista la possibilità di produrre documenti fino a dieci giorni liberi prima dell’udienza, memorie fino a sei giorni liberi e presentare repliche fino a tre giorni liberi prima.

Per quanto qui di interesse, l’eventuale appello deve essere proposto entro trenta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione della sentenza. Non trova applicazione il termine più ampio per l’appello previsto nel “rito ordinario” e decorrente dalla pubblicazione della sentenza (articolo 120 comma 6-bis Codice del processo amministrativo).

La sentenza del Consiglio di Stato

Con la sentenza del 25 novembre 2016, n. 4994, la Terza Sezione del Consiglio di Stato è stata chiamata a risolvere una controversia riguardante, tra l’altro, l’ambito di applicazione delle nuove disposizioni processuali, e in particolare, il termine previsto dal rito superspeciale per proporre appello avverso la sentenza di primo grado.

Con una condivisibile pronuncia, i Giudici di Palazzo Spada, oltre a non aver accolto le richieste concernenti il merito della vicenda, hanno previsto che le regole procedurali introdotte dall’articolo 204 del nuovo Codice dei contratti, esauriscono un sistema processuale “chiuso e speciale”.

Pertanto, il breve termine utile per proporre impugnazione può essere utilizzato esclusivamente su ricorsi introdotti e definiti ai sensi del combinato disposto dai nuovi commi 2-bis e 6-bis dell’articolo 120 del Codice del processo amministrativo.

Proprio perché nel caso di specie, riguardante l’affidamento di una fornitura di ausili medici, il giudizio di primo grado era stato instaurato nella vigenza del “vecchio” Codice dei contratti, non poteva trovare applicazione la nuova disciplina.

Il nuovo giudizio in materia di appalti pubblici si è arricchito di un gravoso onere processuale in capo ai soggetti interessati, ovvero quello relativo alla immediata impugnazione delle ammissioni alla gara.
Questo onere, non può tuttavia estendersi anche con riferimento alle procedure bandite prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50).

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Il nuovo rito superspeciale degli appalti pubblici Ingegneri.info