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Il principio di rotazione negli appalti pubblici: parola all’Ance

L’associazione nazionale costruttori edili è intervenuta su uno degli argomenti di maggior rilievo sul rapporto tra Pubblica amministrazione e micro e piccole imprese

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Le imprese italiane, soprattutto le più piccole, nell’ambito della propria attività si trovano a contrattare con la pubblica amministrazione, soprattutto per gli affidamenti di minor importo. Il principio della rotazione delle imprese negli appalti pubblici viene quindi declinato sulla base delle indicazioni del Codice dei contratti pubblici, gli indirizzi dell’Anac e le interpretazione giurisprudenziali.

Il principio di rotazione negli appalti pubblici

Il principio di rotazione tra le imprese costituisce derivazione del più ampio principio di tutela della concorrenza tra gli operatori economici. Specie nell’ambito degli affidamenti collocati, per il loro importo, al di sotto della soglia comunitaria, l’ampia discrezionalità delle stazioni appaltanti deve essere controbilanciata dal rispetto di una serie di regole necessarie ad assicurare la trasparenza della procedura.
Il principio di rotazione, nell’ottica di una tutela indiretta per le micro e piccole imprese, impone alle amministrazioni aggiudicatrici di coinvolgere un numero di imprese abbastanza ampio, variabile a seconda dell’importo della gara, privilegiando così l’affidamento nei confronti di soggetti diversi rispetto a quelli che in passato sono risultati aggiudicatari.

L’intervento dell’Ance

Con un documento del 9 giugno 2018 dal titolo “Appalti pubblici: il principio di rotazione è uno strumento di concorrenza”, l’Ance è voluta intervenire su uno degli argomenti di maggior interesse soprattutto per le amministrazioni più piccole e per gli operatori economici interessati agli affidamenti al di sotto delle soglie comunitarie.
Il documento prende spunto dalle previsioni del Codice dei contratti, da quanto stabilito dalle Linee Guida Anac n. 4 in materia di affidamenti sotto soglia e dalle ultime pronunce giurisprudenziali sul tema.

Il contenuto del Codice dei contratti pubblici

Con il D.lgs. 50/2016, il principio di rotazione ha acquistato un ruolo centrale negli appalti. Mentre nelle procedure aperte tale principio non rileva perché il mercato è aperto a tutti i concorrenti, la situazione è differente nelle procedure negoziate, alle quali possono partecipare soltanto i soggetti individuati dalla stazione appaltante.
Il rispetto del principio di rotazione deve essere quindi garantito fin dalla scelta dei soggetti da invitare, così da assicurare una piena turnazione degli operatori.
Ai fini codicistici, rilevano:

  • l’articolo 36, comma 2, lett. a) secondo il quale, se la commessa è di valore pari o inferiore a 40.000 euro, il contratto può essere affidato senza alcun confronto concorrenziale e la rotazione interviene in relazione all’aggiudicazione;
  • l’articolo 36, comma 2, lett. b) e c), secondo cui per le commesse di valore superiore a 40.000 euro e fino a 1.000.000 di euro è necessario operare un confronto concorrenziale tra le ditte invitate;
  • l’articolo 63, comma 6, per il quale il confronto concorrenziale opera nell’individuazione dei soggetti da consultare per l’avvio di una procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando.

Il documento Ance si sofferma poi sulle Linee Guida Anac n. 4, in cui viene affrontato in particolare il tema del reinvito al contraente uscente, avente carattere eccezionale e per il quale è necessario un onere motivazione stringente.
Infine, vengono citate una serie di interessanti sentenze sul tema, tutte concordi nel mettere in risalto il valore del principio di rotazione, quale derivazione del più ampio principio europeo della tutela della concorrenza tra le imprese. Si tratta di:

  • Tar Cagliari, sez. I, 22 maggio 2018, n. 493;
  • Tar Firenze, sez. II 12 giugno 2017, n. 816;
  • Tar Trieste, sez. I, 21 maggio 2018, n. 166;
  • Tar Cagliari, Sez. I, 22 maggio 2018,  n.492 nonché, a contrario, Tar Venezia, Sez. I, 28 maggio 2018, n. 583;
  • Tar Veneto, Sez. I, 21 marzo 2018, n. 320;
  • Tar Campania, Salerno, Sez. I, 6 febbraio 2018, n. 179;
  • Tar Catanzaro, Sez. I, 14 maggio 2018 n. 1007 cit. nonché Cons. Stato, VI, 31 agosto 2017, n. 4125;
  • Consiglio di Stato, sez. V, 13 dicembre 2017, n. 5854;
  • Tar Lazio, Sez. I, 21 maggio 2018, n. 5621.

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