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Il subappalto dopo il Decreto Correttivo

Il decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici ha introdotto importanti modifiche in tema di subappalto. Ecco l'analisi

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Il D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56 (Decreto Correttivo Appalti), ha inciso su molti dei più rilevanti istituti del D.lgs 50/2016 (Nuovo Codice Appalti).

In particolare, l’articolo 69 del decreto correttivo ha modificato l’articolo 105 del Codice dei contratti pubblici, recante la disciplina in materia di subappalto (leggi qui tutte le notizie).

 
Le principali modifiche in materia di subappalto

L’articolo 105 del Codice dei contratti pubblici viene modificato in più parti, soprattutto a seguito degli insegnamenti della sentenza della Corte di Giustizia (C–406/14).

Al primo comma, viene soppressa la locuzione “di norma”, al fine di evitare dubbi interpretativi, atteso che il subappalto costituisce un’eccezione all’esecuzione di lavori, servizi o forniture.

Nel secondo comma, viene effettuata una risistemazione dei periodi, non implicante modifiche di carattere sostanziale.

Al terzo comma, in materia di attività non rientranti nel subappalto, viene aggiunta la lettera c-bis, riguardante le prestazioni rese in favore dei soggetti affidatari in forza di contratti continuativi di cooperazione, servizio e/o fornitura sottoscritti in epoca anteriore alla indizione della procedura finalizzata alla aggiudicazione dell’appalto.

Viene, altresì, modificato il quarto comma , con l’eliminazione della necessità che il bando di gara preveda espressamente la facoltà di poter ricorrere al subappalto, espressione che poteva lasciar spazio a dubbi interpretativi di non poco conto.

Nell’attuale formulazione, il comma 4 esclude che possano essere affidate attività in subappalto a operatori economici che abbiano partecipato alla stessa procedura, che non siano qualificati per lo svolgimento delle attività loro affidate, nel caso in cui all’atto dell’offerta non siano stati indicati i lavori o le parti di opere ovvero i servizi e le forniture o parti di servizi e forniture che si intende subappaltare e quando non siano rispettati i requisiti di cui all’art. 80 del Codice.

Il sesto comma, infine, viene completamente riscritto. L’indicazione della terna di subappaltatori diviene obbligatoria, in sede di offerta, quando:

  • gli appalti di lavori, servizi e forniture siano di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del Codice;
  • indipendentemente dall’importo a base di gara, gli affidamenti riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa, come individuate dall’art. 1, comma 53 della Legge 6 novembre 2012, n. 190 (c.d. Legge anticorruzione).

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