Inarcassa in sinergia con Cipag e Eppi | Ingegneri.info

Inarcassa in sinergia con Cipag e Eppi

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Una convergenza inedita, che fa leva sull’unitarietà non per ridurre ma per moltiplicare i progetti e i risultati: è il “Progetto sinergia”, nuova attività sinergica tra Cassa geometri (Cipag), Inarcassa e l’Ente di Previdenza dei Periti Industriali (Eppi), presentata nei giorni scorsi dai rispettivi presidenti Fausto Amadasi, Florio Bendinelli e Paola Muratorio nell’ambito della Giornata nazionale della previdenza. Il punto di partenza è una riflessione sulle norme che in questi anni hanno attratto le Casse di previdenza private verso il polo pubblico, “frutto delle azioni di governo anti-crisi concentrate esclusivamente sul taglio dei costi per rimediare al disavanzo dello Stato”, spiegano i tre presidenti.

Con il Progetto sinergia, di contro, si vuole sfruttare l’effetto moltiplicatore derivante dalla rete tra casse “non per tagliare ma per moltiplicare i progetti e i risultati in una visione autonoma di efficienza privatistica”, commenta Muratorio. “Si tratta di una iniziativa nata fra pari, senza gerarchie, ispirata dall’affinità delle professioni che condividono la stesso mercato”.

In primo luogo le tre Casse hanno avviato un osservatorio giuridico comune, che studia l’impatto della normativa di interesse e stabilisce una condotta condivisa davanti alle novità regolamentari e hanno unificato i criteri di rilascio della certificazione Durc necessaria per l’aggiudicazione di gare e appalti al fine di garantire ai professionisti tecnici una regola di trattamento unica e trasparente. “Tutti siamo sensibili alle difficoltà di lavoro dei nostri professionisti”, specifica Amadasi, “così abbiamo introdotto percorsi che li agevolino quando intendono sanare la loro posizione pensionistica, spesso frutto di una situazione professionale di stasi: quando non entra un reddito sufficiente, gli enti di previdenza possono intervenire per dilazionare i contributi che i nostri iscritti devono versare”.

Le stesse sinergie, d’altro canto, nascono per generare nuove opportunità di lavoro: “Ad esempio- continua Florio Bendinelli – grazie agli amici geometri, e a breve insieme ad ingegneri e architetti, abbiamo aderito all’iniziativa ‘Valutazione del patrimonio pubblico on line‘, per censire i beni dei comuni italiani, grandi e piccoli, e poi seguire la fattibilità e l’esecuzione dei relativi progetti di riqualificazione”. In questo modo lo Stato non svende i propri beni ma li recupera, i nostri professionisti possono diventare consulenti con la pubblica amministrazione e i comuni italiani − ingessati dal rigore imposto dal patto di stabilità − possono trovare una forma di finanziamento garantita.

Tra i vari progetti messi campo, il potenziamento del sistema di garanzie e tutele a favore degli iscritti alle Casse di previdenza tecniche (il “welfare allargato”) sfruttando la massa critica di 265.000 aderenti; un processo di formazione del personale delle Casse per farlo crescere migliorando la qualità del loro servizio (una “università aziendale”); un sostegno più incisivo per lo start up dei giovani professionisti ma soprattutto, spiega il professor Hinna, è innovativa l’idea di creare sinergie complementari. “Le Casse tecniche non vogliono correre in parallelo ma vogliono passarsi il testimone condividendo i loro punti di forza: e questa voglia di staffetta è la base per crescere non tagliando i costi ma usando intelligentemente le risorse disponibili. E infine, dando anche una mano a far ripartire l’economia.”

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