Inarcassa: sanzioni più 'morbide' per i non adempienti | Ingegneri.info

Inarcassa: sanzioni più ‘morbide’ per i non adempienti

La cassa vara il nuovo sistema sanzionatorio, che prevede un meccanismo graduale per le sanzioni e una semplificazione del processo

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Inarcassa vara il nuovo sistema di sanzioni per combattere l’inadempienza previdenziale: il Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa ha approvato nuove misure che semplificano l’adempimento contributivo e alleviano il regime sanzionatorio per architetti e ingegneri liberi professionisti che non sono al passo con i contributi.

Un provvedimento che il presidente di Inarcassa, Giuseppe Santoro, definisce “innovativo”: “il credito scaduto infatti”, spiega Santoro, “vede coinvolto il 30% degli iscritti alla Cassa ed è pari a 800 milioni di euro, con evidenti riflessi negativi sul patrimonio e sui relativi rendimenti. Al tempo stesso il nuovo regime sanzionatorio riconosce i comportamenti attivamente virtuosi degli iscritti inadempienti con interventi sulle modalità di applicazione delle sanzioni nel tempo e sulla tempistica per una rapida risoluzione degli obblighi previdenziali.

L’impianto che si è voluto applicare ha lo scopo di introdurre una maggiore gradualità sanzionatoria, per tenere conto del mutato quadro generale macroeconomico e dei professionisti in particolare, che ha prodotto significative minori disponibilità finanziarie per il rispetto degli adempimenti nei termini.

Il sistema viene pertanto rimodulato grazie alla modifica dell’art. 10, comma 1 del Regolamento Generale di Previdenza 2012 relativo al ritardato pagamento, legando la modalità dell’incremento della sanzione in ordine al periodo di ritardo. Ciò al fine di correlare l’inadempimento al tempo, con una scala crescente, che penalizzi in modo più che proporzionale il ritardo reiterato:
• 0,5% mensile per i primi dodici mesi di ritardo;
• 1% mensile dal tredicesimo al ventiquattresimo mese di ritardo;
• 1,5% mensile dal venticinquesimo mese al trentaseiesimo mese di ritardo;
• 2% mensile dal trentasettesimo mese fino al quarantottesimo mese di ritardo;
• 60% fisso dal quarantanovesimo mese di ritardo.

E’ stato inoltre previsto un ulteriore abbattimento delle aliquote indicate, connesso all’entità dell’importo, a favore degli iscritti che complessivamente abbiano maturato un debito per i contributi dovuti e non pagati:
• del 50% per un debito pari o inferiore a 10.000 euro;
• del 30% per un debito compreso tra 10.001 e 15.000 euro;
• del 20% per un debito compreso tra i 15.001 e 20.000 euro.

Verrà anche applicata una riduzione agli istituti di conciliazione ACA (Accertamento con Adesione) e ROP (Ravvedimento Operoso) fino ad un massimo rispettivamente dell’85% in luogo del 70% e del 50% in luogo del 30% qualora il pagamento integrale di quanto dovuto, contributi, interessi e sanzioni, avvenga in unica soluzione entro 60 giorni.

Parte integrante del “Progetto sanzioni” è però anche un’azione bilanciata nel campo del Welfare, con l’approvazione di nuove forme di sostegno volte a fronteggiare situazioni di bisogno effettivo, in relazione a difficoltà contingenti e connesse all’esercizio della libera professione.

Il provvedimento sarà ora sottoposto al vaglio dei Ministeri Vigilanti. Le modifiche varranno esclusivamente per tutte le irregolarità successive all’approvazione ministeriale, secondo il principio “tempus regit actum” ed a salvaguardia della maggioranza degli iscritti che con grande sacrificio e puntualità rispettano le scadenze previdenziali.

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