Incarichi professionali gratuiti: il Mit dà ragione al Consiglio di Stato | Ingegneri.info

Incarichi professionali gratuiti: il Mit dà ragione al Consiglio di Stato

La conferma arriva dal sottosegretario di Stato, Umberto Del Basso De Caro. Polemico il Consiglio nazionale degli Architetti, secondo cui il politico ignora il Codice dei Contratti

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“La garanzia di serietà e affidabilità non necessariamente trova fondamento in un corrispettivo finanziario della prestazione contrattuale”. Ora è ufficiale: il Governo si schiera con il Consiglio di Stato: ad esprimere chiaramente la posizione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla vicenda degli incarichi professionali conferiti gratuitamente dal Comune di Catanzaro, ci ha pensato il sottosegretario di Stato, Umberto Del Basso De Caro. Nell’interrogazione parlamentare presso la Commissione Ambiente, Territorio e lavori pubblici dello scorso 19 ottobre, Del Basso De Caro ha legittimato la sentenza n. 4214 del 3 ottobre affermando, in sostanza, che l’emolumento economico per i professionisti può anche non esserci. Il sottosegretario ha aggiunto che “La Corte dei conti ha ritenuto che si possa procedere all’indizione di un bando pubblico per il conferimento di incarico gratuito con la previsione del mero rimborso delle spese sostenute, anche se il bando dovrà integrare tutti gli elementi necessari per l’esatta individuazione del contenuto della prestazione richiesta”.

In conclusione, “non vi è estraneità sostanziale alla logica concorrenziale che presidia il Codice degli appalti pubblici quando si bandisce una gara in cui l’utilità economica del potenziale contraente non è finanziaria ma è insita tutta nel fatto stesso di poter eseguire la prestazione contrattuale”.

Spiegazioni che non convincono e che invece di calmare le acque hanno fatto divampare ulteriormente le polemiche. A cominciare dalla risposta piccata della parlamentare e architetto Serena Pellegrino, proponente dell’interrogazione presso la Commissione, che ha manifestato la “propria indignazione per il fatto che si possa legittimamente richiedere ad un professionista una prestazione a titolo gratuito, che risulterebbe compensata da altro genere di utilità”. Considerati i molti e non sempre legittimi interessi che gravitano intorno alla redazione di un piano regolatore, Serena Pellegrino evoca “il rischio che si possano prefigurare accordi tra privato e pubblico a danno della terzietà del professionista e della efficacia e correttezza dell’azione. Ritenendo inaccettabile ed offensivo che la riduzione della spesa pubblica vada a scapito della retribuzione dei professionisti, sollecito il ministero competente a fornire una interpretazione univoca dell’espressione ‘a titolo oneroso’”.

Sulla vicenda pone una seria questione giuridica il Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori. Secondo gli Architetti il sottosegretario Del Basso De Caro, sottolineando che “la garanzia di serietà e affidabilità non necessariamente trova fondamento in un corrispettivo finanziario della prestazione contrattuale ma può avere analoga ragione anche in un altro genere di utilità, pur sempre economicamente apprezzabile, generata dal contratto stesso”, dimostra di ignorare il Codice dei Contratti e che se la procedura di gara esaminata dal Consiglio di Stato fosse bandita oggi, sarebbe nulla ai sensi dell’art. 24 comma 8 del D.Lgs 50/2016. “Articolo che prevede l’utilizzo obbligatorio del Decreto Parametri per calcolare l’importo a base di gara per i servizi di architettura e ingegneria”. “Quelle storture e quelle contraddizioni che il sottosegretario avalla – continua il CNAPPC – verranno invece contestate e impugnate, nelle sedi competenti, dal Consiglio Nazionale Architetti e da tutti gli altri Consigli Nazionali che vorranno aderire alle nostre iniziative. Come professionisti continueremo a vigilare sul territorio e a denunciare tutte quelle Amministrazioni che non applicano il Codice dei Contratti pubblici che impedisce nella metodologia di scelta delle offerte, prestazioni a titolo gratuito”.

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