Incarico in gara d'appalto: niente compenso per l’ingegnere senza contratto scritto | Ingegneri.info

Incarico in gara d’appalto: niente compenso per l’ingegnere senza contratto scritto

Una sentenza della Corte di Cassazione equipara al funzionario onorario il professionista ingegnere nominato membro di commissione, senza determinazione della parte economica

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La sentenza n. 21537, pubblicata il 25 ottobre 2016, della Corte di Cassazione, seconda sezione civile, stabilisce che “l’attività svolta da un ingegnere designato quale componente della commissione di esame di un appalto, non implica necessariamente il conferimento di un incarico professionale e non comporta l’esistenza di un diritto al compenso”.

Il caso riguarda il compenso vantato da ingegnere componente di commissione comunale giudicatrice delle offerte in una gara di appalto bandito da un comune per la realizzazione di un sistema di sottovia veicolare per il decongestionamento del traffico stradale.
Dato che né il provvedimento di affidamento dell’incarico né la delibera di nomina prevedevano la determinazione di un compenso, la Suprema Corte esclude che possa essere invocata l’applicazione dell’art. 36 Cost., riguardante esclusivamente il rapporto di lavoro subordinato, e qualifica giuridicamente il rapporto in esame, in assenza degli elementi tipici del rapporto di pubblico impiego, riconducendolo alla figura del funzionario onorario.

Pertanto, “l’espletamento della prestazione richiesta non comporta l’esistenza di un diritto al compenso, restando riservata la fissazione del trattamento economico, in assenza di espressa previsione di legge, alla discrezionalità della Pa”.

La sentenza ribadisce alcuni principi importanti:
• Il contratto d’opera professionale concluso da un professionista con la pubblica amministrazione, pure se questa agisca iure privatorum, deve essere redatto, a pena di nullità, in forma scritta, mediante la redazione di un atto sottoscritto dal professionista e dall’organo dell’ente legittimato ad esprimerne la volontà all’esterno, con l’indicazione dell’oggetto della prestazione e l’entità del compenso.
• La validità del contratto non si può ricavare da altri atti quali, come nel caso in esame, una semplice lettera del Sindaco con cui si informava il professionista dell’avvenuta nomina a commissario disposta con una Delibera della Giunta Municipale, seguita dalla comunicazione per iscritto dell’accettazione da parte del medesimo professionista.
• Non è ammissibile la stipula mediante atti separati sottoscritti dall’organo che rappresenta l’ente e dal professionista, prevista esclusivamente per i contratti conclusi con imprese commerciali.
• Il contratto mancante del succitato requisito è nullo e non può essere sanato, sotto nessun profilo, poiché gli atti negoziali della Pa consistono in manifestazioni formali di volontà, non sostituibili da comportamenti concludenti.

Approfondimenti: Regole per stabilire il compenso dell’ingegnere, dell’architetto e del geometra

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