Ingegnere specializzato a 600 euro: la protesta della Rete dei volontari IPE | Ingegneri.info

Ingegnere specializzato a 600 euro: la protesta della Rete dei volontari IPE

Ricostruiamo la bufera esplosa nei giorni scorsi dopo che un'azienda ha pubblicato un annuncio di lavoro per una posizione da ingegnere civile esperto a 600 euro, poi rivelatasi uno stage

La fotografia dell'annuncio postata da Rete dei volontari IPE
La fotografia dell'annuncio postata da Rete dei volontari IPE
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Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la pubblicazione di un annuncio di lavoro per ingegneri comparso sul web e diventato subito virale. L’annuncio dichiarava testualmente: “Cercasi 1 ingegnere civile, con laurea magistrale a pieni voti, ottima conoscenza della lingua tedesca e buona della lingua inglese, gradita esperienza Erasmus, disponibilità a trasferte in Italia e all’estero, contratto di 6 mesi, 600 euro netti al mese, ticket restaurant per ogni giorno lavorato”.

L’indignazione è partita quando l’annuncio è stato postato sulla pagina Fb della Rete dei volontari Ipe, il gruppo di ingegneri indipendenti che aveva fatto parlare di sé già nei mesi scorsi, in occasione di alcune discusse ordinanze del Commissario straordinario sul tema dei rilievi di agibilità post sisma nei territori terremotati del Centro Italia.

La questione è diventata subito di interesse nazionale, interpretata da più parti come un segno drammatico della svalutazione della professione ingegneristica in corso d’opera.

Si è pronunciato subito il Consiglio nazionale ingegneri, con le parole del presidente, Armando Zambrano:

“La sola idea che una società che vanta un’attività tanto vasta e di prestigio possa anche solo immaginare di offrire a un professionista qualificato, come un ingegnere civile, una somma del genere rappresenta francamente uno scandalo (…). Lo Stato non può da un lato investire capitali, anche ingenti, nell’alta formazione dei professionisti e, dall’altro, consentire che determinate professionalità siano utilizzate a condizioni così mortificanti”.

Per completezza di cronaca, va detto che l’azienda in questione ha chiarito all’Ansa i connotati dell’annuncio, specificando che si tratta di “uno stage d’ingresso di sei mesi, che può essere convertito poi in apprendistato” e che tutto ciò accade “nel pieno rispetto della normativa di legge nazionale e regionale” (per leggere la risposta integrale, cliccate qui). Precisiamo anche che l’annuncio, dopo la bufera, è stato lievemente modificato, lasciando intatta la durata dello stage ma specificando che lo stipendio sarà “in linea con la retribuzione prevista dalla normativa regionale”.

Chiaramente la questione va ben oltre lo sporadico annuncio dell’azienda e fotografa un momento di difficoltà gigantesco per la professione tecnico ingegneristica. Proprio su queste pagine, nelle scorse settimane, abbiamo documentato infatti un’altra protesta, quella avviata dal gruppo “NoiProfessionisti”, trasversale a più categorie professionali, che ha addirittura manifestato a Roma per richiedere il ripristino delle tariffe professionali (approfondimento qui).

Abbiamo deciso di pubbliare di seguito in forma integrale la lettera inviata dalla Rete dei Volontari IPE per fornire un quadro, dal loro punto di vista, della situazione. È interessante notare che, rispetto alle prese di posizione manifestate nei mesi scorsi, la Rete annuncia di voler “vigilare e informare tutte le testate di anomalie abnormi nel mercato del lavoro” e a tal scopo comunica di aver “costituito un proprio ufficio stampa permanente che, nel rispetto delle professionalità e competenze, è coordinato da un giornalista”. Qualcosa si muove, insomma. Ed è giusto così.

DA RETE DEI VOLONTARI IPE – INGEGNERI INDIPENDENTI

Nei giorni scorsi non è sfuggita agli occhi attenti degli Ingegneri della “Rete dei Volontari IPE” la ricerca, in Piemonte, di ingegneri già formati e specializzati con paghe previste inferiori a quelle di un apprendistato per operaio non specializzato, ricerca di personale tanto più fuori luogo in quanto proveniva da azienda che vanta contratti importanti nel campo dell’ingegneria; è per questo che la rete ha ritenuto di dare visibilità tramite i canali social ed alcune testate specialistiche a questa aberrazione dei valori del know how intellettuale ed ingegneristico in particolare; non possiamo innanzi tutto che ringraziare le tante testate nazionali che hanno ritenuto di rilanciare la notizia tramite le proprie edizioni on-line, a dimostrazione non solo di quanto la problematica emersa sia significativa nella sua negatività, ma anche della attenzione dei giornalisti alle notizie che provengano da fonti non istituzionali, segno evidente della alta professionalità che contraddistingue la classe giornalistica italiana.

La RVI ritiene che sia fondamentale che venga mantenuto il giusto valore della prestazione ingegneristica nel nostro paese e non affinché il singolo professionista ne tragga ingiusto ed abnorme guadagno, ma per mantenere l’entusiasmo che le migliaia di ingegneri giovani e meno giovani stanno mettendo nel loro lavoro, per evitare che le migliori risorse intellettuali italiane dopo essere state formate a spese anche dello stato vadano ad arricchire culturalmente stati lontani, affinché le nostri giovani menti si sentano parte del sistema Italia (ed orgogliose di esserlo) e non “carne da macello” da immolare sull’ara del profitto delle aziende; tutto questo in un momento in cui il ruolo delle professioni tecniche è fondamentale per una ricostruzione efficace ed efficiente necessaria nelle aree terremotate, in cui sarà fondamentale l’entusiasmo degli ingegneri nel dare il meglio delle loro capacità creativa e pragmatica, che di certo non sapranno dare se saranno sottopagati e di conseguenza umiliati nelle grandi società “general contractor” . Ringraziamo inoltre i parlamentari che hanno recepito le ragioni del nostro disagio e stanno intervenendo a livello istituzionale perché emergano le problematiche descritte e lo stato dia una coerente risposta; non mancheremo di tenere informati gli organi di stampa dello sviluppo di tali attività La RVI ha nel dna il volontariato, nascendo dall’incontro di professionisti anche di fama, avvenuto durante i rilievi di agibilità post sisma 2016 (attività svolta gratuitamente e con gratuità) quindi composta da ingegneri che sono in prima linea nell’aiutare senza compensi le popolazioni colpite da cataclismi, ma che non fanno sconti a chi vuole sfruttare le capacità professionali per mero lucro personale senza riconcederne adeguato compenso; su questo viglieremo e informeremo tutte le testate di anomalie abnormi nel mercato del lavoro, e saremo certamente grati a chiunque ce ne segnalerà. Anche a tale scopo peraltro la RVI ha costituito un proprio ufficio stampa permanente che, nel rispetto delle professionalità e competenze, è coordinato da un giornalista.

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