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Ingegneri, calano le abilitazioni in Italia

L'indagine del Centro Studi del CNI sull'annualità 2016: poco interesse per gli ingeneri a iscriversi all'albo soprattutto tra i laureati triennali. Valori positivi per le abilitazioni degli architetti e successo degli Atenei del Sud

Abilitazioni in calo nel 2016 per Ingegneri e Architetti (Fonte Centro Studi CNI)
Abilitazioni in calo nel 2016 per Ingegneri e Architetti (Fonte Centro Studi CNI)
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Il Centro Studi del Consiglio Nazionale Ingegneri ha passato in rassegna i dati relativi alle abilitazioni di ingegneri e architetti nel 2016: c’è una pericolosa flessione da arginare, perché in sei anni c’è stato tra gli ingegneri un calo di oltre 2mila unità. Un dato messo già in evidenza dal CNI dall’indagine relativa all’annualità 2015.

Vediamo nel dettaglio e a seconda delle classi di laurea quali sono le maggiori differenziazioni registrate dal CNI nel 2016 nell’ambito delle abilitazioni per le professioni tecniche.

Ingegneri: differenze tra abilitazioni a seconda dell’Albo

Sebbene il numero di iscritti all’Ordine si mantenga stabile o addirittura in lieve crescita (240.014 nel 2018, contro i 239.389 dell’anno precedente), nel 2016 è proseguita la flessione del numero di coloro che hanno affrontato l’esame per l’abilitazione alla professione di ingegnere. I nuovi abilitati sono stati 9.449, un numero in contrazione rispetto al 2010, quando si sono superati i 12.000 abilitati, e ancor più rispetto al recente periodo di picco maggiore (2006), quando si era poco al di sopra delle 19.000 unità. Queste cifre attestano un calo di interesse di molti neo-laureati nei confronti del sistema ordinistico. Più nello specifico, solo un laureato su tre consegue l’abilitazione professionale per l’iscrizione alla sezione A dell’Albo, mentre nel 2013 la corrispondente quota, seppur già in calo, superava il 41%. Tra i laureati triennali, la quota di abilitati rispetto al numero potenziale di ingegneri junior scende sotto i tre ingegneri ogni 100.

Confronto sul numero degli ingegneri abilitati secondo lo studio del CNI

Confronto sul numero degli ingegneri abilitati secondo lo studio del CNI

I dati sembrano sottolineare come i laureati triennali in ingegneria attribuiscano all’abilitazione professionale un valore piuttosto marginale. Infatti, mentre nel 2016 gli abilitati con laurea magistrale sono stati poco più di 8.500, gli juniores sono stati appena 861. Già da tre anni gli abilitati con laurea triennale sono al di sotto delle 1.000 unità per anno. Ciò che deve fare maggiormente riflettere, tuttavia, non è tanto il numero attuale di abilitati, quanto la velocità con cui tale numero si è ridotto nel tempo. Se si considera, ad esempio, il periodo compreso tra il 2010 ed il 2016, la flessione degli abilitati con laurea magistrale è stata del 22% e quella con laurea triennale è stata del 36%.

Ingegneria dell’informazione: questi laureati non si abilitano?

Tali tendenze vanno tuttavia meglio focalizzate. Se si guarda agli abilitati per la sezione A dell’Albo, il problema principale sembra essere costituito dalla dinamica seguita dagli ingegneri dell’informazione, che rappresentano ormai una quota molto contenuta di abilitati, pari a poco più del 7% negli ultimi anni. In sostanza, pur essendo in crescita il numero di laureati nei corsi afferenti l’ingegneria dell’informazione, il numero di abilitati è sempre più contenuto. Ciò appare, per molti versi, piuttosto paradossale, se si pensa che per lo svolgimento di alcune attività connesse al Piano Industria 4.0, la legge richiede un numero crescente di ingegneri dell’informazione e industriali iscritti all’Albo. Per i laureati di primo livello, invece, la contrazione sembra essere connessa alla carenza di “appeal” del titolo professionale iunior.

Da sottolineare come si mantengano abbastanza stabili nel tempo i tassi di successo degli esami di abilitazione: intorno all’85% per i laureati magistrali e intorno al 77% per i triennali, con livelli più elevati della media nazionale negli Atenei del Meridione, anche per quanto concerne gli architetti.

Abilitazione per gli architetti, tasso con il segno più

Trend inverso per gli architetti e le altre figure attinenti alla facoltà di Architettura (conservatore dei beni architettonici ed ambientali, paesaggista e pianificatore territoriale) fanno registrare nel 2016 un lieve aumento di abilitati rispetto all’anno precedente: hanno infatti superato le prove dell’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di architetto, conservatore dei beni architettonici ed ambientali, paesaggista e pianificatore territoriale (e relative figure iuniores laddove esistenti) 4.684 laureati, circa 260 in più rispetto al 2015. Va evidenziato, tuttavia, che, rispetto a quanto avviene per gli ingegneri, le prove per l’abilitazione professionale nelle materie attinenti all’architettura si dimostrano decisamente più selettive visto che, complessivamente, solo il 60% dei candidati ha conseguito l’abilitazione professionale.
La quota più consistente di queste abilitazioni è costituita dai 4.175 laureati (nel 2015 erano 3.894) che hanno conseguito il titolo abilitante per la professione di architetto (sezione A), mentre i nuovi architetti juniores sono appena 261, une ventina in meno rispetto al 2015.

Il rapporto completo, relativo alle abilitazioni in queste due professioni tecniche a cura del CNI, è scaricabile qui.

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