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Ingegneri, al lavoro per primi dopo l’università

Presentata al Congresso nazionale a Roma la ricerca targata CNI-Anpal Servizi sull'occupazione degli ingegneri alla fine degli studi

Giovani ingegneri primi a raggiungere il mondo del lavoro
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Dopo soli quattro anni dalla laurea il 93,8% degli ingegneri trova lavoro con una media di stipendio di 1.758 euro netti.  In media bastano solo 6 mesi per trovare lavoro contro i 10 degli altri laureati.

Ottime notizie anche in merito alle modalità di assunzioni e tipologie contrattuali. I dati relativi alla tipologia di contratto confermano che l’82,6% trova occupazione come dipendente presso enti o società, l’11,4% circa si approccia al mondo della libera professione e solo il 3,4% sono lavoratori part time.

Sempre più matricole ai corsi di laurea in ingegneria. Nel 2017 gli ingegneri sono aumentati del +7% rispetto al 2016. Il corso di laurea del gruppo ingegneria è scelto da una matricola su cinque, confermando così il primo posto in classifica dei corsi di laurea in ingegneria per numero di immatricolati.

Questo il quadro generale a livello nazionale emerso durante il 63° Congresso degli Ingegneri Italiani, nell’ambito della tavola rotonda, condotta dal giornalista Andrea Pancani, intitolata ‘Professionisti nel lavoro che cambia‘.  Alla tavola rotonda hanno partecipato, oltre a Maurizio Del Conte, Mirella Battista (HR Professional Ferrovie dello Stato), Gaetano Manfredi (Presidente CRUI) e Luciano Vasques (AD Eni Progetti).

I dati sul placement degli ingegneri dal congresso

Nelle aziende i profili più ricercati sono i laureati in materie ICT con quasi 24mila analisti e i progettisti di software e 5mila progettisti e amministratori di sistemi, assunti nello scorso anno. 4.500 invece le assunzioni di Ingegneri energetici e meccanici. L’età media di assunzione è molto bassa rispetto alle altre classi di laurea, l’età media degli assunti pari a 35,6 anni. Nel 2017 sono ben 50mila le assunzioni per mansioni professionali ad alta vocazione ingegneristica.

La distribuzione delle assunzioni non è uguale in tutte le regioni italiane. La Lombardia si conferma prima in classifica con ben un terzo delle assunzioni totali a livello nazionale, a seguire le regioni del Lazio con il 12% e L’Emilia Romagna con il 10%.

La concentrazione delle opportunità lavorativa si concentra nel centro-nord Italia. Il 56,7% dei laureati in ingegneria di Sicilia e Sardegna e il 46% dei laureati meridionali trova un posto di lavoro nelle regioni del nord Italia.

Invece, il settore civile ed in particolare quello edile, martoriato dalla crisi economica, un tempo ai vertici della domanda e dell’interesse dei neo laureati, non accenna a risalire. Ma in questi giorni, con la tragedia del Ponte Morandi, si è compresa la carenza di ingegneri civili negli ambiti della progettazione, della vigilanza, del controllo e della consulenza sull’edilizia pubblica e sulle grandi infrastrutture.

L’appello del Ministro Toninelli

Dal Ministero delle Infrastrutture si è percepito la volontà di avviare un processo di incremento delle figure professionali del campo dell’ingegneria civile che sia a supporto della società civile e della pubblica amministrazione. Infatti proprio durante il Congresso degli Ingegneri Italiani, il Ministro Toninelli, rivolgendosi alla platea di ingegneri, ha affermato “abbiamo bisogno di voi. Per questo il mio ministero sta per lanciare un reclutamento straordinario di professionisti per controllare, per verificare lo stato delle nostre infrastrutture, a partire da quelle più critiche. Costituiremo un’agenzia pubblica indipendente per il controllo dei concessionari e per le ispezioni con ingegneri pubblici”, per poi aggiungere: “la nostra struttura che deve gestire la sorveglianza delle infrastrutture attraverso le verifiche, avrebbe dovuto contemplare 250 elementi, tutti ingegneri specializzati; ne ha invece 118, di cui la metà sono impiegati”.

La fuga dei cervelli all’estero. Un fenomeno che non colpisce i laureati in ingegneria. Solo il 10,8% dei laureati di Lombardia, Piemonte e Liguria ha preferito trasferirsi all’estero. Dato confermato anche da una ricerca ISTAT che conferma l’esodo di cervelli verso paesi europei specialmente per ricercatori di altre discipline.

La sintesi dell’indagine, sopra riportate e realizzata dalla Fondazione del Consiglio Nazionale Ingegneri e da Anpal Servizi, tratteggia le prospettive occupazionali dei corsi di laurea in ambito ingegneristico sottolineando la parola formazione, come vero punto di partenza per la costituzione di una nuova classe dirigente, protagonista di un nuovo ciclo di crescita del Paese, in grado di fornire soluzioni e, in generale, di avere un’idea e soprattutto un progetto per l’Italia ed il suo futuro.

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