Ingegneri low cost, i giovani incontreranno il ministro | Ingegneri.info

Ingegneri low cost, i giovani incontreranno il ministro

La campagna Facebook #IngLowCost ha dato i suoi frutti. Il ministro incontrerà il network dei Giovani Ingegneri per discutere della controversa brochure 'invest in Italy', l'ormai famigerato invito agli investitori esteri a venire in Italia perché gli ingegneri costano meno

Il gruppo Network Giovani Ingegneri (fonte: pagina Facebook ufficiale)
Il gruppo Network Giovani Ingegneri (fonte: pagina Facebook ufficiale)
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Mancava, effettivamente, una voce nel dibattito su “Invest in Italy“, la brochure del ministero dello Sviluppo economico per gli investitori esteri, accusata di “essersi fatta vanto” del fatto che gli ingegneri in Italia lavorano a un costo più basso che nel resto d’Europa. Un caso che nelle scorse ore in diverse voci hanno provato a spegnere, prima Inarcassa indirettamente, poi direttamente il Consiglio nazionale ingegneri, a seguito di un incontro avuto appositamente con il ministro Carlo Calenda, al termine del quale il presidente Zambrano ha parlato di “totale apertura”.

Mancava una voce, dicevamo, ed è proprio quella dei giovani ingegneri, coloro che direttamente vivono, sulla propria pelle, la recriminazione di un salario troppo basso rispetto al loro equivalente medio europeo. Attraverso il Network Giovani Ingegneri (qui il loro Facebook), i giovani ingegneri hanno fatto partire una campagna denominata #IngLowCost, una sorta di risposta diretta alla brochure, in cui si invita a considerare la questione in termini di biasimo, più che di vanto.

La campagna, si legge sulla pagina FB, “serve a dare voce alla protesta non solo di una categoria, ma di un’intera generazione e di tutto il Paese, perché quando un Governo si vanta delle basse retribuzioni dei propri migliori talenti, c’è davvero qualcosa che non va”.

Insieme alla campagna, è stata scritta una lettera al Ministro Calenda, recapitata dal Presidente CNI Armando Zambrano al Ministro stesso, mediante una nota introduttiva. I toni della lettera, per intenderci, sono questi:

“Apprezziamo molto che si voglia provare a portare investimenti in Italia, mantenendo sul territorio competenze e risorse, ma preferiremmo che ciò fosse attuato secondo altri criteri: il salario non è un parametro che consente di valutare il costo aziendale di una risorsa – si legge nella lettera – Siamo sicuri che un investitore sarebbe orgoglioso di pagare un salario maggiore a fronte di un costo minore del lavoro per l’azienda, che oggi in Italia risulta essere tra i più alti sia in Europa che al di fuori. Ci rammarica il fatto che, trasmettendo il messaggio che in Italia gli ingegneri sono pagati poco, rispetto alle altre nazioni europee, si vada a svalutare il valore di una categoria che contribuisce in modo diffuso ed esteso a creare valore nella nostra Nazione e che, se accompagnati con politiche efficaci sia nella libera professione sia nel lavoro subordinato, potrebbero continuare a produrre maggior reddito, contribuendo in modo importante all’incremento del PIL nazionale”.

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Nell’incontro, è emerso secondo quanto riportato da Zambrano che il ministro si è detto disponibile ad incontrare il Network Giovani, in data che sarà a breve comunicata. Questa disponibilità, per i giovani ingegneri, è apprezzabile ma prescinde da un mutamento di posizione. A commento del riscontro avuto dal ministro, il Network Giovani Ingegneri ha infatti confermato che nell’incontro sarà ribadita la richiesta di “attuazione urgente di una seria e sistematica politica di valorizzazione dell’attività professionale dell’ingegnere, che non punti a trattenere i professionisti in Italia solo per lavorare “low cost”, ma che li incentivi a restare pagando loro il giusto compenso per l’attività professionale svolta e perché il Paese ha stima del loro operato e ne riconosce il valore e l’importanza a livello sociale ed economico, nella speranza che “l’ingegnere low cost” non diventi la regola ed il punto di forza, ma l’eccezione.”

“Siamo ancora qui perché speriamo che la valorizzazione del capitale umano di un Paese abbia ancora importanza, nella visione del bene comune e dello sviluppo innovativo del Paese. Non costringeteci a cambiare idea e ad andarcene tutti. Un Paese senza giovani è già morto. Un’Italia senza giovani Ingegneri non ha futuro”, concludono i giovani ingegneri. E c’è da giurarci che la questione andrà avanti.

Se volete leggere il contenuto integrale della lettera, scaricate il zip allegato.

 

 

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