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Jobs Act autonomi: che cosa prevede il ddl dopo il via libera al Senato

A che punto siamo col 'Jobs Act dei lavoratori autonomi', a seguito del via libera con emendamenti che il Senato ha apposto al disegno di legge n. 2233 prima della pausa estiva?

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Prima della pausa estiva, la commissione Lavoro del Senato aveva dato il via libera con emendamenti al disegno di legge n. 2233, presentato dal governo come delega della Legge di Stabilità 2016 e riguardante il mercato del lavoro dei professionisti che non hanno una organizzazione imprenditoriale (cd. Jobs Act Autonomi). L’esame dell’aula è previsto alla ripresa dei lavori parlamentari.

Il testo approvato conferma i cardini della riforma e contiene alcune novità:
• le deducibilità fiscali per le spese di formazione e dell’aggiornamento professionale, per servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità;
• le tutele sui pagamenti, in caso di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali e per le clausole contrattuali abusive, che determinino squilibri eccessivi a favore del committente;
• l’ampliamento del raggio d’azione delle Casse di previdenza dei professionisti, che potranno erogare prestazioni di welfare a fronte di periodi di difficoltà;
• la tutela per gli eventi di maternità e malattia e per il congedo parentale, che raddoppia per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata con almeno tre mensilità di contribuzione accreditate nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo, passando da tre a sei mesi la somma dei permessi usufruiti da entrambi i genitori, e diventa utilizzabile per i primi tre anni di vita del bambino;
• la semplificazione della normativa sulla sicurezza degli studi professionali;
• lo smart working, il lavoro agile, cioè le prestazioni lavorative di tipo subordinato che possono essere svolte senza la necessità di una sede stabile;
• l’equiparazione dei lavoratori autonomi alle piccole e medie imprese per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei.

Indennità di maternità
Le lavoratrici iscritte alla gestione separata hanno diritto all’indennità di maternità anche se non si astengono effettivamente dal lavoro. Tutte le lavoratrici autonome in maternità possono, a scelta, decidere di sospendere il rapporto di lavoro nei confronti del committente (per un massimo di cinque mesi), oppure chiedere di essere sostituite da un familiare o da un socio, anche attraverso il riconoscimento di forme di compresenza della lavoratrice e del suo sostituto.

Mantenimento della committenza
Il diritto al mantenimento della committenza spetta anche in caso di malattia e infortunio. Se la malattia o l’infortunio impediscono lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi è sospeso per l’intera durata della malattia o dell’infortunio fino ad un massimo di due anni, decorsi i quali il lavoratore è tenuto a versare i contributi e i premi maturati durante il periodo di sospensione in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

Appalti
Le società tra professionisti (Stp) possono concorrere alle gare di appalto pubbliche o private, e sottoscrivere contratti di rete di imprese o altre forme aggregative fino ad ora riservate alle sole imprese, come consorzi stabili professionali e associazioni temporanee professionali.
Le amministrazioni pubbliche dovranno promuovere, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi agli appalti pubblici o a bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza.

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