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La regolarità contributiva deve sussistere al momento della presentazione dell’offerta

Si ribadisce il principio per cui la regolarità contributiva dell’operatore economico deve sussistere sempre dalla presentazione dell’offerta e per tutta la procedura di aggiudicazione

regolarità contributiva e appalti pubblici
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Con la sentenza pubblicata il 15 settembre 2017, n. 4349 (consulta gratis il testo  al termine dell’articolo), la sesta sezione del Consiglio di Stato ribadisce un principio fondamentale per la partecipazione degli operatori economici alle gare pubbliche.

La regolarità contributiva, accertata per il tramite degli istituti previdenziali, deve sussistere al momento della presentazione dell’offerta da parte del concorrente e deve permanere per tutta la procedura di aggiudicazione, nonché in caso di stipulazione del contratto, per tutta la durata del rapporto con l’amministrazione.

Si tratta di un principio enunciato dai giudici amministrativi sulla base di una gara aggiudicata sotto la vigenza del “vecchio” D.lgs. 12 aprile 2006, n 163, ma applicabile anche con l’avvento del nuovo Codice dei contratti pubblici.
Il caso di specie

Nella fattispecie in esame, un raggruppamento temporaneo era stato escluso dall’amministrazione aggiudicatrice (l’ANAC), perché la mandante era risultata non in regola con gli obblighi contributivi, in violazione dell’articolo 38, comma 1, lett. i) del D.lgs. 163/2006.

L’operatore, impugnando la decisione dell’Autorità, richiamano la possibilità di ottenere una regolarizzazione postuma, nonché l’inesistenza di una situazione di particolare gravità della violazione.

I Giudici affermano, ribadendo un principio giurisprudenziale consolidato, che sia irrilevante un eventuale adempimento tardivo dell’obbligazione contributiva, oltre che contrario al principio della par condicio tra i concorrenti.

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Inoltre, si considera inapplicabile al caso in esame l’art. 31, comma 8, del d.l. 21 giugno 2013, n. 69, che riguarda essenzialmente i rapporti tra l’operatore e l’istituto previdenziale e non concerne invece quelli con la stazione appaltante. Quest’ultima, infine, non ha alcun potere discrezionale in ordine alla verifica della regolarità contributiva delle imprese partecipanti, ma deve essenzialmente affidarsi alle valutazioni effettuate dagli istituti di previdenza.

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