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Lavoro al videoterminale: la postazione corretta

Le postazioni di lavoro al videoterminale per operare in sicurezza e la postura corretta da assumere mentre si lavora al computer: una guida da "Formazione alla sicurezza per videoterminalisti"

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L’ebook “Formazione alla Sicurezza per Videoterminalisti“, a cura di Flavio Battiston, è strutturato come corso di aggiornamento che intende fornire  “spunti utili da comunicare e facili da ricordare e mettere in pratica” a chi lavora al videoterminale. Completano l’ebook – parte della serie “Igiene & Sicurezza del Lavoro” – numerose slide tratte dalla banca dati Wolters Kluwer, corredate da commenti a cura dell’Ingegner Andrea Rotella.

Di seguito un estratto del libro, incentrato sulle postazioni VDT e sulla postura corretta da assumere quando si lavora al computer. Potete acquistare l’ebook cliccando il link sottostante.

La postazione al VDT

La postazione al videoterminale è una realtà articolata e complessa che include le attrezzature munite di videoterminale, eventualmente con tastiera, il mouse ovvero altro sistema di immissione dati, il software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le apparecchiature connesse, il telefono, il modem, la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro e per ultimo, ma non certo per importanza, l’ambiente di lavoro circostante costituito di elementi fisici (luce, microclima, ecc.).

A tutto ciò si aggiungono l’interazione con i colleghi, i ritmi di lavoro, l’organizzazione dei processi produttivi e molte altre variabili. Ecco perché clima interno, sicurezza e produttività non sono mondi separati, ma fortemente e influenti uno sull’altro.

Purtroppo chi vive all’interno di aziende si è reso conto che, in più occasioni, la mano destra non sa ciò che fa la sinistra, cioè manca il dialogo su questi temi fra i vari uffici e funzioni aziendali, senza cogliere lo sperpero di energie e la scarsa forza risolutiva che si producono nell’affrontare questi argomenti a compartimenti stagni. Ecco perché la ricerca della migliore produttività passa anche attraverso un’attenta analisi dei seguenti elementi:

  1. Organizzazione e programmazione del lavoro;
  2. Lo sforzo cognitivo richiesto che può avere delle conseguenze anche per quanto riguarda la postura di collo, braccia e spalle;
  3. Lo stress che ha un rapporto di causa-effetto con l’insorgere delle patologie musco-scheletriche;
  4. La postura statica;
  5. La postazione di lavoro.

L’invito, dunque, è di muoversi in una logica di sistema e di valorizzazione delle interfaccia e dei reciproci vantaggi che gli elementi presi in considerazione possono offrire. Nella sicurezza spesso 1 più 1 fa 3, ma per ottenere questo risultato il servizio sicurezza, il reparto produzione e le risorse umane devono imparare a collaborare e lavorare su obiettivi comuni.

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Tabella 1: le postazioni di lavoro

Pericolo Rischio Misure di prevenzione
Posizione inadeguata dello schermo Affaticamento degli occhi, difficoltà a leggere, disturbi alla schiena, alla nuca e alle spalle, ecc. — La direzione dello sguardo sia parallela alle finestre e alle fonti di luce;

— Posizionare lo schermo verso l’interno dei locali e la sua intera superficie sia compresa fra un angolo di 0° e 60° rispetto alla direzione dello sguardo dell’operatore;

— Corpo parallelo al bordo del tavolo;

— Assi del corpo e dello schermo identici;

— Bordo superiore dello schermo non superiore all’altezza degli occhi;

— Distanza visiva compresa fra i 50 e gli 80 cm (va comunque tenuto conto della misura della diagonale dello schermo, delle dimensioni del carattere e dell’attività che si sta svolgendo);     

— Se si utilizza un portadocumenti, esso deve posizionarsi alla stessa altezza e distanza dagli occhi dello schermo;

— Lo schermo dovrebbe essere leggermente inclinato.

Scarsa leggibilità dello schermo Affaticamento degli occhi, disturbi alla schiena, alla nuca e alle spalle. — Caratteri definiti e leggibili (la loro grandezza dovrebbe raggiungere almeno tre volte il valore di acuità visiva);

— Immagini stabili e ben definite;

— Regolabilità del contrasto e della luminosità, in modo da evitare contrasti eccessivi con gli oggetti presenti nelle immediate vicinanze;

— Schermo orientabile nello spazio in modo da eliminare riflessi sulla sua superficie.

Utilizzo intensivo di fotocopiatrici e stampanti Irritazione delle vie respiratorie e rumore. — Installare in locali separati gli strumenti molto utilizzati;

— Ventilare i locali con regolarità;

— Rispettare i tempi e le modalità di manutenzione.

Forma e dimensioni delle scrivanie e delle sedie non corrette. Affaticamento degli occhi e del corpo, posture sbagliate, lordosi/cifosi, epicondilite, ecc. — Altezza e piano di seduta regolabili;

— Rispetto delle dimensioni e delle misure stabilite dalle norme tecniche;

— Gomito all’altezza della tastiera;

— Poggiapiedi se i piedi non toccano completamente il pavimento;

— Piano di seduta anatomico, imbottito, con bordo e spigoli anteriori arrotondati;

— Schienale reclinabile e bloccabile;

— Sostegno lombare.

Dimensioni, posizionamento e utilizzo della tastiera. Insorgenza della malattia di De Quervain data dalla tendinite (l’infiammazione di tendini) degli estensori del pollice;
Comparsa del dito a scatto ( il blocco di un dito in flessione).
— L’altezza deve essere inferiore ai 3 cm calcolati all’altezza della riga dei tasti “asdf” e con i tasti centrali riportanti le lettere “g” e “h” collocati al centro della faccia dell’operatore;

— Quando si digita sulla tastiera è necessario che gli avambracci, i polsi e le mani siano allineati in posizione diritta;

— Ci deve essere sufficiente spazio, almeno 15 centimetri, tra la barra spaziatrice della tastiera e il bordo della scrivania così da permettere l’appoggio di polsi e avambracci;

— La tastiera deve essere separata dal PC e deve essere inclinabile (tra 0° e 12°) e posizionata a un livello più basso rispetto alla scrivania;

— I tasti devono essere opachi, con superficie piatta o concava e fornire un qualche sistema di feedback in risposta alla pressione esercitata dall’operatore;

— Evitare di battere i tasti utilizzano più forza di quella necessaria, compresa tra 0,5 e 0,8 N, e con una corsa dei tasti fra i 2 e i 4 mm.

Collocazione ed utilizzo del mouse. Epicondilite (dolore sulla parte esterna del gomito causato dall’estensione del polso e delle dita) anche nota come gomito del tennista;

Comparsa della sindrome del tunnel carpale.

— Le dimensioni del mouse devono essere conformi alla curva naturale della mano così da evitare un’eccessiva estensione del polso;

— La distanza fra i pulsanti del mouse deve essere tale da evitare sia l’allargamento sia la sovrapposizione delle dita;

— Il mouse va collocato molto vicino alla tastiera, a destra o sinistra;

— Si deve appoggiare tutto l’avambraccio sul piano della scrivania in modo che il braccio sia completamente in scarico;

— Il polso deve stare in una posizione neutra durante l’utilizzo di questo dispositivo, senza piegarlo, mantenendo la mano distesa, cliccando sui tasti senza un’eccessiva pressione;

— I programmi e il computer devono permettere la regolazione della velocità e della sensibilità del puntatore del mouse secondo le percettibilità dell’operatore;

— Utilizzare almeno per brevi periodi il mouse anche con l’altra mano per far riposare la mano che si è abituati a impiegare.

Tabella 2: caratteristiche del piano di lavoro e della sedia

Il piano di lavoro  La sedia
1. Altezza tra i 70 cm ed gli 80 cm.
2. Larghezza minima (senza VDT): 900 mm.
3. Larghezza minima (con VDT): 1.600 mm.
4. Profondità: 800 mm.                                          5. Deve consentire un appoggio per gli avambracci dell’operatore davanti alla tastiera, nel corso della digitazione.
6. Colore chiaro, possibilmente non bianco, e non riflettente.                                                          7. La tastiera, come già scritto, deve essere collocata davanti allo schermo, deve essere inclinabile e dissociata dallo schermo, lo spazio anteriore tale da consentire l’appoggio delle mani e delle braccia.
8. Il mouse ed eventuali altri dispositivi devono essere collocati sullo stesso piano della tastiera e facilmente raggiungibili, devono, cioè trovare spazio in una zona prioritaria dove tutto è raggiungibile senza stendere il braccio, ma semplicemente ruotando l’avambraccio attorno al gomito.
1. Girevole e facilmente spostabile.
2. Basamento antiribaltamento a 5 razze.
3. Lo schienale deve essere regolabile in altezza e in inclinazione in modo che la curva lombare della nostra schiena coincida con il supporto di cui la sedia è dotata.
4. Il piano del sedile e lo schienale devono essere ben profilati con supporto lombare, spessa imbottitura semirigida e rivestimento traspirante.
5. Regolazione in altezza: 420-500 mm.
6. Larghezza piano: superiore a 400 mm.
7. Profondità: superiore a 380 mm.
8. Larghezza schienale: superiore a 360 mm.
9. Altezza schienale: superiore a 260 mm.

La “somma” e l’applicazione di quanto finora detto dovrebbe consentire di scattare una fotografia del lavoratore di fronte ad un VDT in cui si vedrebbero:

  • Le cosce e le gambe che formano un angolo di 90° grado in quanto le prime sono in posizione
    orizzontali e le seconde verticali;
  • Un angolo di 90° anche fra braccio verticale e avambraccio orizzontale;
  • Un terzo angolo di 90° costituito dal piedi rispetto alla gamba, se necessario utilizzando
    anche un poggiapiedi;
  • Colonna verticale eretta e supportata a livello lombare dallo schienale regolabile della sedia;
  • Nessuna estensione o deviazione del polso per interagire con la tastiera e con il mouse;
  • Nessuna torsione del busto;
  • Schermo fra 0° e 60° gradi rispetto alla linea che congiunge gli occhi e il margine superiore
    dello schermo.

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