L’equo compenso? Un diritto per tutti i professionisti | Ingegneri.info

L’equo compenso? Un diritto per tutti i professionisti

Il 30 novembre è nata al teatro Brancaccio di Roma Professionisti per l'Italia, alleanza tra Comitato Unitario delle Professioni e Rete delle Professioni Tecniche

image_pdf

L’equo compenso è un diritto per migliaia di professionisti che quotidianamente cercano di svolgere con competenza, fatica e professionalità la loro attività. Concetti ribaditi nel corso della manifestazione “Equo compenso un diritto” che si è tenuta nei giorni scorsi al Teatro Brancaccio di Roma, organizzata dal Comitato Unitario delle Professioni e dalla Rete delle Professioni Tecniche. Un evento per ribadire la necessità di una “battaglia di civiltà giuridica” e chiedere il definitivo via libera del Parlamento al provvedimento sull’equo compenso inserito nella manovra economica del governo.

Una manifestazione che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti politici e rappresentanti di categoria, tra i quali Federica Chiavaroli, Sottosegretario Ministero della Giustizia; Francesco Boccia, Presidente Commissione Bilancio Camera dei Deputati; Cesare Damiano, Presidente Commissione Lavoro Camera; Luigi Di Maio, Vicepresidente della Camera dei deputati; Simone Baldelli, Vicepresidente della Camera dei Deputati. E poi tanti rappresentanti del mondo professionale, da Albino Farina per i Notai, a Maurizio Savoncelli per i Geometri, da Giuseppe Cappochin per gli Architetti, a Giampiero Giovannetti per i Periti Industriali. E ancora Mario Braga per i Periti Agrari, Daniela Maurizi per i Chimici, Giancarlo Criscuoli per i Tecnologi Alimentari, Francesco Peduto per i Geologi, Rosanna Zari per i Dottori Agronomi e Forestali, Giorgio Berloffa per il CNA professioni e Carlo Verna per l’Ordine dei Giornalisti.

Tavolo di confronto con il Ministero della Giustizia

Una manifestazione arrivata dopo il parere tranchant dell’Antitrust sull’equo compenso. Ed ecco che Marina Calderone, presidente del Cup, ha voluto sottolineare che “Per noi l’equo compenso è l’inizio di un percorso: importante è ribadire che nell’essere al servizio del paese i professionisti devono vedersi riconosciuto il valore della loro prestazione professionale. La nostra è una battaglia di legalità ed è fondamentale rivendicare quel diritto costituzionale che prevede il lavoro per tutti e il diritto a un’esistenza dignitosa”.

La Calderone ha poi annunciato la definizione di un tavolo di confronto tra ministero della Giustizia e rappresentanti dei professionisti per definire l’attuazione della norma sull’equo compenso contenuta nel decreto fiscale. “Abbiamo incontrato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che ci ha assicurato l’avvio di un confronto per definire tutte le questioni operative relative all’attuazione della norma. Un’attuazione che sarà differenziata tra i professionisti iscritti a Ordini e i senza Albo”, ha concluso Marina Calderone.

Grande soddisfazione per la buona riuscita della manifestazione anche per Armando Zambrano, presidente di Rpt: “A Roma non ci sono solo Cup e Rpt ma tutto il mondo professionale: le professioni non ordinistiche, le casse, i sindacati. L’equo compenso è un punto di svolta, di partenza. Le professioni devono ripartire e credere ancora di più in loro stesse, in 2 milioni e 300 mila vogliono vedere valorizzate le proprie competenze e diritti”. Per Zambrano, “l’Antitrust è entrata a gamba tesa, non ha letto il provvedimento, non è una riproposizione delle tariffe”. E Zambrano ha concluso: “Proporremo un manifesto di alleanza con il Cup. Da qui riparte la voglia delle professioni di stare insieme e di essere punto di riferimento per la politica. Potevamo essere divisi anche a Roma, ma siamo riusciti a tenere la barra dritta ed essere qui. Deve partire un nuovo modo di fare professione ma anche di fare rappresentanza”.

Nasce “Professionisti per l’Italia”

E l’alleanza tra Cup e Rpt si è concretizzata nella nascita di “Professionisti per l’Italia”, un’unione sinergica per valorizzare il mondo delle professioni in termini di cultura, competenze, garanzie di legalità e tutela dei diritti dei cittadini. “Insieme per il futuro del nostro Paese” è il motto adottato e presentato alla platea del Teatro Brancaccio di Roma. “Il nostro impegno – hanno spiegato Calderone e Zambrano – sarà rivolto a tutelare il futuro dei giovani professionisti italiani, ai quali va garantita una prospettiva di vita”.

Ma non solo: “Con la loro funzione sussidiaria le professioni intendono abbracciare la sfida su cui costruire un vero percorso di semplificazione ed efficienza dell’attività della Pubblica Amministrazione. Il nostro manifesto intende valorizzare l’apporto dei professionisti anche per proporre misure legislative che possano favorire la ripresa dell’economia, l’ammodernamento delle infrastrutture, il miglioramento della qualità della vita nelle nostre città, gli investimenti in economia reale. La prestazione intellettuale di qualità, infatti, è di rilevante interesse pubblico in quanto genera plusvalore economico e sociale”.

LEGGI ANCHEEquo compenso: perché gli ingegneri manifestano il 30 novembre

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
L’equo compenso? Un diritto per tutti i professionisti Ingegneri.info