Libere professioniste: fondi per lavoratrici autonome e pmi e startup 'rosa' | Ingegneri.info

Libere professioniste: fondi per lavoratrici autonome e pmi e startup ‘rosa’

Sono startup al femminile, pmi in ripresa post crisi e libere professioniste i tre canali di accesso al plafond da 1,5 miliardi messo a disposizione tramite un accordo tra Dipartimento delle pari opportunità, ministero dello Sviluppo economico, Abi, Confprofessioni

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Un plafond da 1,5 miliardi di euro su tre linee di finanziamento dedicati esclusivamente alle libere professioniste e alle imprese femminili: è il prodotto di un protocollo firmato a giugno 2016 tra Dipartimento delle pari opportunità, ministero dello Sviluppo economico, Abi, Confprofessioni e associazioni imprenditoriali, che ha avuto un seguito importante nei giorni scorsi, quando al tavolo di monitoraggio che riunisce questi enti sono stati individuati e resi noti i tre canali di credito relativi al fondo: “Investiamo nelle donne”; “Donne in start up”; “Donne in ripresa”.

Cosa prevede il protocollo

Il protocollo prevede che le 47 banche aderenti mettano a disposizione uno specifico plafond finanziario da 1,5 miliardi di euro destinato alla concessione di finanziamenti secondo le seguenti direttrici:

  • Investiamo nelle donne: finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti materiali e immateriali;
  • Donne in start up: finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese ovvero l’avvio della libera professione;
  • Donne in ripresa: finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle pmi e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.

Requisiti e modalità del finanziamento

I finanziamenti sono concessi su base individuale, senza alcun automatismo e a condizioni competitive rispetto alla media di mercato; inoltre possono beneficiare della garanzia del fondo di garanzia per le pmi in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile.

Il protocollo prevede poi la possibilità che il rimborso del capitale dei finanziamenti possa essere sospeso una sola volta nell’intero periodo dell’ammortamento del finanziamento bancario per un periodo fino a 12 mesi in caso di maternità e malattia dell’imprenditrice o di un suo parente.

Il commento

Gaetano Stella, presidente Confprofessioni, afferma:

“È evidente come l’accesso al credito sia una delle principali criticità per il sistema professionale italiano e, in particolare, per la popolazione femminile. Le nuove linee di finanziamento sono una risposta concreta alle problematiche creditizie che colpiscono le donne e testimoniano la nostra volontà di garantire pari opportunità all’interno delle professioni, favorendo nuove fonti di finanziamento per gli investimenti, l’avvio di start up professionali e il rilancio della libera professione al femminile. Ci auguriamo che questa iniziativa – ha aggiunto Stella – rappresenti un primo passo per avviare un dialogo costruttivo con il sistema bancario”.

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