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Linee guida Anac n. 4: gli affidamenti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea

La linea guida ANAC n. 4: i requisiti di partecipazione e i criteri di selezione. I dubbi sulla natura non vincolante delle linee guida per gli affidamenti sotto soglia

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L’art. 213, comma 1, del nuovo Codice dei contratti pubblici individua il compito per ANAC di emanare linee guida vincolati e non vincolanti che – recita testualmente il nuovo codice – sono strumenti di regolazione flessibile che devono garantire la promozione della efficienza e della qualità dell’attività delle stazioni appaltanti.
Le linee guida sono rivolte agli stakeholders e variano, per grado di specificità ed operatività, caso per caso.

Le linee guida non vincolanti: il caso della degli affidamenti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea

La linea guida per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea è disciplinato all’art. 36 del D.Lgs. n. 50/2016.
La norma del Codice, al comma 1, prevede – in piena coerenza con quanto già visto alle lett. ff) e ii) della legge n. 11/2016 – che l’affidamento e l’esecuzione di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea deve avvenire nel rispetto dei principi enunciati all’art. 30 del D.Lgs. n. 50/2016 in materia di economicità, efficacia, tempestività, correttezza, libera concorrenza non discriminazione, trasparenza, proporzionalità e pubblicità.
Il successivo comma 2 dell’art. 36 disciplina i casi e le modalità secondo le quali le stazioni appaltanti procedono all’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alla soglia europea.
Le linee guida n. 4 attuative dell’art. 36 del D.Lgs. n. 50/2016 recano il titolo “Procedure per l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria, indagini di mercato e formazione e gestione degli elenchi di operatori economici”.
L’Autorità, dopo aver ricordato l’ambito di applicazione e i principi comuni già espressamente richiamati dall’art. 36, comma 1 del Codice, si è concentrata sulla descrizione delle procedure di affidamento per il caso dell’affidamento di lavori, servizi e forniture di soglia inferiore a 40.000 euro e per le diverse ipotesi degli affidamenti di importo per i lavori pari o superiore a 40.000 euro e inferiore a 150.000 euro. Parimenti sono state disciplinate le ipotesi di affidamento di lavori con importo superiore a euro 150.000 e inferiore a 1.000.000 euro e dell’affidamento di forniture e i servizi di importo superiore a 40.000 euro e inferiore alle soglie di rilevanza comunitaria di cui all’art. 35 del Codice, affidate tramite procedura negoziata.
Le linee guida n. 4 individuano una procedura pressoché univoca per tutte le ipotesi di affidamento sopra ricordate, senza quindi optare per una differenziazione delle procedure relative a micro affidamenti. In particolare, il paragrafo 3.1 del documento descrive la fase di avvio della procedura, con il rinvio alla piena discrezionalità delle stazioni appaltanti per quanto attiene le modalità con cui acquisire informazioni sulle soluzioni presenti sul mercato per soddisfare i propri fabbisogni e sulla platea dei potenziali affidatari.
Parimenti, il paragrafo 3.1.2 della linea guida indica il contenuto minimo della determina a contrarre o dell’atto ad essa equivalente, con dei primi riferimenti relativi all’onere motivazionale sintetico in merito alla procedura scelta e più dettagliato sulla scelta dell’aggiudicatario.
Le linee guida proseguono con l’individuazione, ai paragrafi 3.2 e 3.3, dei requisiti generali e speciali chiesti all’operatore per la partecipazione alla procedura di affidamento.
In aggiunta alle previsioni del Codice, l’Autorità prevede l’utilizzo di mezzi flessibili di certificazione dell’idoneità professionale e della capacità economica e finanziaria degli operatori economici, quali la produzione del certificato di iscrizione al Registro della Camera di commercio e la dimostrazione di livelli minimi di fatturato globale. Allo stesso modo, in tema di capacità tecniche e professionali, l’ANAC indica la generica possibilità di attestazione di esperienze maturate nello specifico settore, anche per periodi temporali relativamente brevi, o il possesso di specifiche attrezzature e/o equipaggiamento tecnico.

L’onere di motivazione precisato dall’ANAC

Il paragrafo 3.3.1 del documento prevede che la stazione appaltante motivi adeguatamente la scelta dell’affidatario, dando dettagliatamente conto dei requisiti indicati nella detriman a contrarre.
Sempre in tema di obbligo di motivazione, il paragrafo 3.3.2 attua espressamente il precetto contenuto all’art. 36, comma 1, del D.Lgs. n. 50 del 2016, in ordine al rispetto del principio di rotazione. A tal riguardo, le linee guida richiedono un onere motivazionale «più stringente», in virtù del quale la stazione appaltante deve motivare la scelta in considerazione della riscontrata effettiva assenza di alternative – alla selezione di un diverso operatore economico – ovvero al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale, oltreché alla necessaria competitività del prezzo offerto rispetto alla media dei prezzi praticati nel settore di mercato di riferimento.
L’Autorità lascia spazio alla discrezionalità delle stazioni appaltanti in materia di onere motivazionale relativo all’economicità dell’affidamento e di rispetto dei principi di concorrenza, per i quali viene comunque indicata la modalità della valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici.
Infine, in via generica, le linee guida prevedono un onere motivazionale attenuato, espresso in «forma sintetica», per gli affidamenti di modico valore (importo inferiore a 1.000 euro) e per affidamenti effettuati nel rispetto di apposito regolamento già adottato dalla stazione appaltante.

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