Appalti pubblici: l'ingegnere junior sezione B non progetta in autonomia ma diretto da un "sezione A" | Ingegneri.info

Appalti pubblici: l’ingegnere junior sezione B non progetta in autonomia ma diretto da un “sezione A”

Il Consiglio di Stato si pronuncia sull'attività dell'ingegnere junior, ovvero appartenente alla sezione B, precisando le condizioni in cui deve operare sotto la direzione e il controllo di un collega iscritto nella sezione “A”

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La sentenza del Consiglio di Stato n. 776 del 25 febbraio 2016 stabilisce che l’ingegnere “junior” – cioè con laurea triennale e appartenente alle Sezione “B”, non abilitato a redigere i progetti richiesti da un bando di gara, di competenza esclusiva degli ingegneri appartenenti alla Sezione “A” – può partecipare a progettazioni complesse di opere pubbliche oggetto di gara di appalto esclusivamente sotto la direzione e il controllo di un ingegnere iscritto nella sezione “A”, per evitare che possano essere commessi, per inesperienza, errori nella progettazione.

Ricordiamo che gli ingegneri junior possono svolgere attività basate sull’applicazione delle scienze, con mera attività di concorso e collaborazione esclusivamente con riguardo a opere edilizie (cioè le opere, lavorazioni e interventi che mirano a realizzare, modificare, riparare o demolire, di norma, un edificio, e che, comunque individuate, devono essere finalizzate alla realizzazione dello stesso, comprese le opere pubbliche); hanno competenze proprie solo in materia di edilizia privata, per le costruzioni civili semplici (art. 46, comma 3, lettera a), n. 1) e 2) del Dpr n. 328/2001).

Migliorie nel progetto e soluzioni avanzate, innovative o sperimentali

La sentenza riguarda l’aggiudicazione di una gara per il completamento della rete fognaria e di un impianto di depurazione, impugnata in quanto gli elaborati dell’offerta tecnica erano stati redatti e sottoscritti da un ingegnere “junior”. Le proposte tecniche migliorative indicate tra gli elementi oggetto di valutazione del bando di gara riguardavano la migliore funzionalità e fruibilità dell’intera rete fognaria, la durabilità delle opere e la riduzione dei costi di manutenzione e gestione dell’opera, la sistemazione dell’area esterna dell’impianto di depurazione, la gestione della sicurezza e dell’organizzazione del cantiere e per la riduzione dei disagi.

Il Tar Campania, con sentenza n. 797 del 14 aprile 2015, aveva rigettato il ricorso, sostenendo che l’attività dell’ingegnere junior rientrava nelle ipotesi di concorso e collaborazione alle attività di progettazione, direzione dei lavori, stima e collaudo di opere edilizie (comprese le opere pubbliche) di sua competenza, in quanto aveva redatto il progetto con migliorie sulla base di un progetto già posto in essere dalla stazione appaltante, considerato che il ricorrente non aveva provato che le migliorie indicate nel progetto contestato avessero dato vita a soluzioni avanzate, innovative o sperimentali, di competenza dell’ingegnere iscritto nella Sezione “A”.

Per il Consiglio di Stato, invece, le progettazioni effettuate dall’ingegnere “junior” nel caso in esame non sono mero concorso e collaborazione alle attività di progettazione, ma si configurano come “attività di apporto di migliorie a un progetto già redatto”, mentre nel bando di gara era previsto che il progetto esecutivo fosse insuscettibile di modificazioni, ma erano ammesse solo migliorie tali da non stravolgerne l’identità, cioè “esclusivamente le integrazioni esecutive, oltre agli accorgimenti tecnici incidenti sulla funzionalità e sulla durata e proposte migliorative e apporti di tecnologie innovative sul risparmio energetico”.

L’autonoma attività professionale

“Non vi è dubbio – si legge nella sentenza – che le migliorie in questione consistessero in autonoma attività professionale da svolgere da parte dell’ingegnere abilitato, senza alcuna collaborazione diretta e contestuale alla attività posta in essere dal redattore del progetto esecutivo posto a base di gara.” In sostanza, le migliorie sottoscritte dall’ingegnere “junior” – ad esempio, l’estensione della rete fognaria, l’utilizzo di misto cemento all’interno degli scavi, l’ottimizzazione delle stazioni di sollevamento, il rifacimento di strade, la sistemazione di un canale di deflusso delle acque, la progettazione e calcoli strutturali delle opere in cemento armato e diversi altri interventi sull’impianto di depurazione – non sono qualificabili come opere civili semplici.

In conclusione, secondo il Consiglio di Stato, il discrimine tra le attività consentite per gli ingegneri iscritti alla sezione “A” e gli ingegneri iscritti alla sezione “B” non consiste solo nell’uso di metodologie avanzate, innovative o sperimentali per i primi, piuttosto che standardizzate per i secondi, ma riguarda anche la possibilità per gli “junior” di operare solo in concorso e in collaborazione alle attività proprie degli ingegneri per opere edilizie e di progettare autonomamente solo costruzioni civili semplici.

Nota della Redazione: Per dovere di completezza, riportiamo che, in data 16 marzo 2016 alle 15.30 abbiamo provveduto a modificare il titolo dell’articolo. 

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