L'iscrizione d’ufficio a Inarcassa per gli ingegneri non vale se non si esercita la professione | Ingegneri.info

L’iscrizione d’ufficio a Inarcassa per gli ingegneri non vale se non si esercita la professione

Il Tribunale di Milano accoglie il ricorso di un laureato pensionato che svolge attività di consulenza priva del “bagaglio professionale” proprio dell’ingegnere

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Il Tribunale di Milano, sezione lavoro, con sentenza n. 2061 del 7 luglio 2016, ha accolto il ricorso di un Ingegnere pensionato ultra-ottantenne, laureato, abilitato alla professione e iscritto all’albo, che contestava l’iscrizione d’ufficio da parte di Inarcassa, in quanto non aveva mai lavorato come ingegnere libero professionista, bensì aveva svolto attività di consulenza non fondata, secondo i giudici, sulla cultura tecnica della professione.

Il caso
Il ricorrente è un dirigente d’azienda industriale, pensionato Inps dal 1990, che successivamente aveva conseguito l’abilitazione ed esercitato, con partita Iva per “altre attività di servizi non altrove classificati”, l’attività di consulente per la sicurezza nel trasporto di merci pericolose, oltre a quella per ispettore dei sistemi di qualità basati sulla normativa Uni En Iso 9000.
Inarcassa lo aveva iscritto d’ufficio avendo accertato che non erano stati versati i contributi Inps nella gestione separata (esonero per età in regime transitorio negli anni 1996-2000), ottenendo un decreto ingiuntivo per il pagamento dei contributi e delle relative sanzioni dal 2000 al 2007, sulla base dell’art. 7 del proprio statuto, che prevede l’iscrizione in presenza di iscrizione all’albo professionale, assenza di assoggettamento ad altra forma previdenziale obbligatoria e possesso di partita Iva individuale (con qualunque codice di attività, eccetto “costruzioni edilizie”) ovvero in qualità di componente di associazione o di società di professionisti, aventi a oggetto attività di progettazione, studi di fattibilità, ricerche, consulenze, i cui soci siano tutti iscritti nei rispettivi albi professionali.

Il bagaglio professionale
Il Tribunale di Milano, ha accolto il ricorso considerando che l’art.7 fa espresso riferimento a ingegneri e architetti che esercitano una libera professione esclusivamente riservata, condizione non riscontrata nell’attività dell’anziano consulente, priva del “bagaglio professionale” che rende obbligatoria l’iscrizione alla Cassa. Il Tribunale ha affermato che esulano dalla libera professione di ingegnere le attività non riconducibili nemmeno in parte alla cultura tecnica propria della professione. L’assoggettamento ad altra forma di previdenza obbligatoria, sia essa gestita da Inps – compresa la gestione separata – sia da altre Casse dei libero professionisti, comporta l’esclusione da Inarcassa.

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