Mezzogiorno, via al dl per lo sblocco delle opere incompiute e la riqualificazione urbana | Ingegneri.info

Mezzogiorno, via al dl per lo sblocco delle opere incompiute e la riqualificazione urbana

Previste la creazione di Zone economiche speciali, la valorizzazione delle terre incolte e il sostegno all'imprenditoria giovanile

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge con “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”. Il provvedimento, che si aggiunge al precedente decreto Sud n. 243/2016, che ha aumentato gli incentivi agli investimenti industriali, contiene una serie di misure in materia di infrastrutture, opere ambientali, urbanistica, investimenti strategici, tra cui la creazione di Zone economiche speciali (Zes), con particolare riferimento alle aree portuali, la valorizzazione delle terre incolte e sostegno all’imprenditoria giovanile, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno.

Imprenditorialità giovanile

Per i giovani tra i 18 e i 35 anni di età residenti in Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Puglia, Campania, Calabria che hanno costituito o intendono costituire imprese individuali o società, comprese le cooperative, con sede legale o operativa in una di tali regioni, ma non dispongano di mezzi per avviare un’attività propria – nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi – è stanziata una dotazione di 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Il restante 65% del finanziamento è concesso sotto forma di prestito a tasso zero dalle banche con la garanzia statale del Fondo centrale. Sono escluse le spese per progettazione e quelle per personale. Il finanziamento può raggiungere un massimo di 200 mila euro ad azienda. Possono presentare domanda per accedere al finanziamento “Resto al Sud” anche le imprese ancora da costituire; queste però dovranno costituirsi come impresa individuale, società, o cooperativa al massimo entro i 60 giorni successivi alla data di comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria.

Zone Economiche Speciali

Le Zone Economiche Speciali (Zes) saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate. Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’ Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della Zes, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali.

Le Zes saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al sud. In particolare, oltre agli investimenti delle Pmi, saranno eleggibili per il credito d’imposta investimenti fino a 50 milioni di euro, di dimensioni sufficienti ad attrarre player internazionali di grandi dimensioni e di strategica importanza per il trasporto marittimo e la movimentazione delle merci nei porti del Mezzogiorno. Le Zes saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali interessate, previo adeguato progetto di sviluppo, e queste ultime saranno pienamente coinvolte nel loro processo di istituzione e nella loro governance.

Investimenti e semplificazione

Il decreto prevede strumenti di velocizzazione degli investimenti pubblici e privati, la semplificazione delle procedure adottate per la realizzazione degli interventi dei Patti per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno, accelerando i tempi e riducendo gli oneri a carico delle Amministrazioni centrali. Con una specifica misura di valorizzazione dei Contratti Istituzionali di sviluppo si rende invece possibile l’utilizzo di questa forma di gestione dell’attuazione degli interventi di notevole complessità nei programmi operativi, finanziati con risorse nazionali e comunitarie, che ha dato buoni frutti nelle esperienze già attive.

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