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Minimi tariffari, verso la reintroduzione?

La reintroduzione dei minimi tariffari, ampiamente dibattuta negli ultimi mesi, potrebbe ritornare una realtà. Almeno secondo quel che prevede un ordine del giorno approvato nel Ddl Autonomi

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Tariffe professionali, qualcosa si muove. L’approvazione del Ddl Autonomi ha portato in dote con sé un ordine del giorno firmato dal relatore Maurizio Sacconi, Presidente della Commissione Lavoro al Senato, per la reintroduzione delle tariffe professionali per gli ordini.

Un impegno ratificato dal Governo, il cui obiettivo sarà “reintrodurre, sulla base delle necessarie consultazioni, tariffe minime nei casi di conferimento di incarichi a professionisti iscritti agli Ordini e Collegi e, allo scopo di fornire alla committenza strumenti di orientamento e di supporto nel negoziato con tutte le professioni, ad adottare standard prestazionali minimi con i relativi parametri di costo, in coerenza con la pertinente normativa dell’Unione europea”.

Un passo in avanti importante dunque per un provvedimento tanto atteso dai professionisti, come ha sottolineato più volte il Presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano: “Nel corso dell’iter legislativo del Ddl Autonomi abbiamo più volte fatto rilevare l’urgenza di introdurre una disposizione che conducesse alla definizione di corrispettivi economici idonei a costituire un efficace strumento di orientamento per i committenti e per i professionisti, nel rispetto dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento. D’altra parte, l’abolizione delle tariffe non ha fatto venir meno la necessità di continuare ad applicare il principio del ‘giusto compenso economico’”.

E proprio lo scorso 7 febbraio in Senato i parlamentari Pepe e Davico avevano presentato un disegno di legge per la reintroduzione delle tariffe per tutti i liberi professionisti, abrogando di fatto l’articolo 2 del Decreto Bersani. I firmatari del Decreto sostengono che “la mancanza di una storia pregressa degli onorari professionali, in regime di libero mercato, stia creando oggi gravi problemi anche nei rapporti con la pubblica amministrazione, in cui sovente le contrattazioni avvengono sulla base dei residui disponibili nel quadro economico dell’opera, con degli inevitabili squilibri (al ribasso) per il professionista che si trova nella condizione di ‘prendere o lasciare’ senza poter avviare alcuna contrattazione reale”.

In sostanza, il Decreto Bersani, diventato legge nel 2006, rispondeva alle reiterate ingiunzioni della UE per infrazioni dell’Italia alle norme europee sulla concorrenza nel settore delle libere professioni. In particolare, l’articolo 2 abroga: le disposizioni che stabiliscono tariffe obbligatorie fisse o minime; il divieto, anche parziale, di pubblicizzare i titoli e le specializzazioni professionali, le caratteristiche del servizio offerto e il prezzo delle prestazioni; il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti. Soffermandosi unicamente all’aspetto relativo all’abrogazione dei minimi di tariffa, il Decreto dice che “Il professionista può concordare con il committente un compenso inferiore al minimo indicato nella tariffa professionale. Già la legge 404 del 1977, art. 6, aveva abrogato la inderogabilità del minimo di tariffa limitatamente agli incarichi di lavori pubblici. Ma successivamente, la legge n. 109/1994, art. 17, ha reintrodotto la inderogabilità dei minimi di tariffa relativamente alle opere pubbliche, fatto salvo uno sconto del 20%. Il Codice degli appalti D.Lgs. n. 163/2006, entrato in vigore il 1° luglio 2006, ha confermato la disposizione della legge n. 109/1994”. Il Decreto-legge Bersani abroga la inderogabilità dei minimi sia per gli incarichi da enti pubblici che da committente privati.

Negli anni, però, l’obiettivo di liberalizzare il mercato ha portato, di fatto, ad una stortura evidente, con incarichi assegnati con ribassi “lunari”, anche del 70%, con evidente penalizzazione per l’esecutività e la qualità finale del progetto. Ora, però, sembra davvero aprirsi una nuova fase.

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