Mozione del 55° Congresso Nazionale degli Ingegneri | Ingegneri.info

Mozione del 55° Congresso Nazionale degli Ingegneri

wpid-1500_torinomoleantonelliana.jpg
image_pdf

Reso noto il DOCUMENTO CONCLUSIVO del  55° CONGRESSO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI 2010 tenutosi  a  TORINO 8-9-10 SETTEMBRE

Lo pubblichiamo integralmente lasciando ai colleghi eventuali  commenti

 

DOCUMENTO CONCLUSIVO

del  55° CONGRESSO NAZIONALE DEGLI INGEGNERI 2010

 

Gli Ordini degli Ingegneri d’Italia, riuniti in Congresso a Torino dall’8 al 10 settembre 2010 e impegnati a trattare il tema “Costruire il futuro del Sistema Italia: ruolo dell’Ingegneria e Riforma della Professione”, in esito ai lavori Congressuali

IN CONSIDERAZIONE

della rilevanza assunta dagli ingegneri entro le odierne società in relazione al ruolo svolto dagli innumerevoli ambiti applicativi dell’ingegneria nell’assicurare competitività e sviluppo al sistema Italia in contesti socio-economici globalizzati, in rapidissima evoluzione e contraddistinti da complessità, da caoticità e da limitata predittività,

IN VIA GENERALE RITENGONO

che sia da considerare di rilevanza strategica, per il sistema ordinistico, un’azione diretta a sensibilizzare gli organi istituzionali e di governo, nonché la collettività nel suo insieme, sulla necessità e opportunità dei seguenti principi:

a) la valorizzazione del ruolo degli Ordini nella veste di interlocutore autorevole, stabile e continuativo nell’ambito del dibattito istituzionale riguardante la discussione, il confronto e la messa a punto della legge quadro sulla riforma delle professioni intellettuali, nonché di qualsiasi ulteriore dispositivo normativo che presenti ricadute significative, dirette e indirette, per gli ingegneri e per il futuro del sistema Italia;

b) l’accoglimento e l’affermazione sul piano legislativo di alcuni punti fondamentali basilari ed irrinunciabili per uno svolgimento delle prestazioni di ingegneria che possa dirsi improntato alla tutela dell’interesse generale; ciò in considerazione della stringente necessità di ridefinire un rapporto nuovo, chiaro e di reciproco rispetto fra cittadini, enti pubblici e professionisti,

PIÙ NELLO SPECIFICO SOTTOLINEANO

che sia da considerare di rilevanza strategica, per il sistema ordinistico, un’azione corale e coordinata, della comunità degli ingegneri, tesa a favorire nelle sedi opportune:

a) l’accoglimento e l’affermazione, con particolare riferimento alla legge di riforma delle professioni intellettuali, dei seguenti assunti:

-) la netta distinzione fra attività di impresa e attività intellettuali;

-) la netta distinzione fra attività intellettuali tout-court e attività intellettuali coperte da riserve chiaramente espresse per legge, in quanto attività strettamente connesse alla tutela del più generale interesse collettivo; ovvero in quanto attività per le quali l’esercizio della professione prevede competenze in grado di sostenere l’assunzione di responsabilità non limitatamente di ordine tecnico ma anche, e non secondariamente, di ordine sociale ed economico, nonché di responsabilità – nel caso di specie riguardante l’ingegneria – correlate alla sicurezza, all’incolumità pubblica e privata, alla tutela delle risorse naturali;

-) il principio secondo cui l’attribuzione delle competenze riguardanti l’esercizio di attività coperte da riserve di legge deve essere con chiarezza correlata ad un percorso formativo commisurato alla natura e alla portata delle competenze e delle responsabilità evocate dall’esercizio professionale;

-) l’opportunità di richiamare l’attenzione del legislatore sulla necessità di rivedere e ampliare l’attuale insieme di attività coperte da riserva di legge in considerazione del rapidissimo moltiplicarsi di attività innovative a rilevante impatto sulla tutela degli interessi della collettività; tra queste, nel caso di specie dell’ingegneria, in particolare si sottolinea il rilievo in questo senso assunto dall’Ingegneria dell’informazione;

-) l’istituzionalizzazione, principalmente legata all’esercizio di attività coperte da riserve di legge, della “formazione professionale permanente, organizzata e qualificata”;

-) la funzione precipua degli Ordini professionali nell’ambito della formazione permanente;

-) il principio secondo cui “la professione dell’ingegnere sia declinata dal legislatore in modo unitario, come anche previsto dalla Commissione

europea”, sia per i liberi professionisti che per i dipendenti e quindi possa essere esercitata con pari dignità sia in regime di libera professione che di dipendenza;

-) l’istituzione in tutti gli ambiti del lavoro dipendente, per gli ingegneri che esercitano attività professionali, del “ruolo professionale” oltre al ruolo tecnico e al ruolo amministrativo;

-) la definizione dell’equo compenso, con il ripristino della obbligatorietà del

rispetto di minimi tariffari, per chi fornisce prestazioni a carattere intellettuale nelle diverse modalità di espletamento dell’attività professionale (liberi professionisti, dipendenti, forme societarie); ciò a garanzia della qualità della prestazione professionale, nonché in ottemperanza a quanto sancito dalla Costituzione (quale diritto inalienabile di remunerazione del lavoro) e nel Codice Civile (quale tutela del decoro professionale);

 

b) L’accoglimento e l’affermazione – con un più generale riferimento ai dispositivi normativi che presentano ricadute significative, dirette e indirette, per la “comunità” degli ingegneri – dei seguenti assunti:

– la “centralità e la qualità del progetto” nella realizzazione di opere pubbliche, così riposizionando il baricentro dell’attuale indirizzo che, teso ad affermare la “centralità dell’opera”, ha nei fatti già dimostrato di produrre gravi aberrazioni;

– lo snellimento del quadro normativo tecnico e la semplificazione degli iter burocratici;

– il principio secondo cui l’indispensabile processo di adeguamento e di revisione dell’attuale assetto formativo universitario degli ingegneri deve giovarsi del confronto, continuo e costruttivo, fra l’istituzione universitaria ed il mondo ordinistico;

– il principio secondo cui per la formazione universitaria sia centrale l’obiettivo di assicurare agli allievi il conseguimento di strumenti metodologi di approccio a problemi da contestualizzare in scenari tecnico- socio-economici sempre più contraddistinti, come già detto, da rapidissime evoluzioni, da complessità, da caoticità, da limitata predittibilità;

– l’attenzione alle politiche giovanili con riferimento all’attuale incremento di giovani ingegneri all’interno degli albi;

– il principio secondo cui le Regioni non hanno diritto di legiferare in materia ordinistica e dunque non sono neanche tenute a imporre albi, elenchi, corsi ed esami;

– la valorizzazione del ruolo degli Ordini nell’azione tesa a favorire l’avvio in Italia di un “sistema di accreditamento” da parte di un “soggetto terzo” delle Facoltà di Ingegneria – e dei relativi Corsi di Laurea – presenti sul territorio nazionale.

Si allegano le raccomandazioni delle Commissioni:

PRIMA RACCOMANDAZIONE

Il Network Commissione Giovani propone di istituire un tavolo permanente sulla tematiche giovanili con la presenza di una adeguata componente giovani.

SECONDA RACCOMANDAZIONE

Si propone tramite il Centro Studi C.N.I. di condurre una indagine sulla situazione lavorativa dei giovani con particolare riferimento ai rapporti di collaborazione tra datore di lavoro e “professionista economicamente dipendente”

TERZA RACCOMANDAZIONE

I Consiglieri presenti nelle rispettive qualità di referenti, coordinatori o rappresentanti delle Commissioni Sicurezza dei propri Ordini, Federazioni e Consulte, in ragione degli approfondimenti svolti in occasione del Congresso Nazionale, segnatamente ai molteplici aspetti della disciplina antinfortunistica T. U. Sicurezza, esprimono l’univoca volontà di proseguire l’attività già svolta con il Gruppo di Lavoro del Testo Unico chiedendo alla Assemblea dei Presidenti e al CNI di riattivare tempestivamente le attività del Gruppo di Lavoro stesso.

 

Copyright © - Riproduzione riservata
Mozione del 55° Congresso Nazionale degli Ingegneri Ingegneri.info